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Oms: Zika è un’ «emergenza di salute pubblica internazionale»

DiPasquale Stavola

Feb 2, 2016

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La Commissione ad hoc istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità
ha dichiarato l’allerta per il presunto legame tra il virus e la microcefalia nei neonati

Come Ebola (dall’agosto 2014) e la Polio (da maggio dello stesso anno) e com’era stata a suo tempo l’influenza “suina”, ora anche il virus Zika è una “Emergenza Internazionale di Salute Pubblica”. La dichiarazione è arrivata al termine di una riunione della Commissione istituita dall’Oms, che ha tenuto a precisare che Zika resta una minaccia molto meno preoccupante delle altre, ma che la dichiarazione è dovuta solo al legame, peraltro per ora solo presunto, con la microcefalia. «Gli esperti — ha spiegato il direttore generale Margaret Chan — sono stati d’accordo nell’affermare che la relazione causale tra l’infezione da virus Zika in gravidanza e la microcefalia è “fortemente sospetta”, anche se non è ancora scientificamente provata». Il comitato, ha aggiunto Chan, non ritiene al momento che ci siano le condizioni per chiedere restrizioni nei viaggi o nei commerci per prevenire la diffusione del virus.

Zika, quali sono i rischi in Europa e come riconoscere i sintomi

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Il nemico da combattere è la zanzara Aedes aegypti

«Lo Zika virus da solo non sarebbe stato definito un’emergenza — ha sottolineato David Heymann, a capo della commissione — perché per quanto ne sappiamo non causa condizioni cliniche gravi. È solo per questo possibile legame con la microcefalia che abbiamo deciso di dichiararla emergenza internazionale, ma non sappiamo quanto ci vorrà per trovare il link». Heymann ha ricordato che al momento per le donne in gravidanza sono sconsigliati i viaggi nei paesi colpiti. Secondo il collega Bruce Aylward tutte le donne incinte, nei Paesi a rischio, dovranno essere informate sui rischi legati a Zika e avere accesso ai materiali per ridurli. Il nemico da combattere sono le zanzare, hanno detto gli esperti, invitando all’uso di prodotti repellenti, cortine per i letti e abiti lunghi. Al momento la strategia che l’Oms metterà in campo insieme alle istituzioni locali, utilizzando per la prima volta il fondo per le emergenze istituito dopo l’epidemia di Ebola, consisterà nella distribuzione di materiale protettivo e counseling alle donne in gravidanza, a una stretta sorveglianza nei paesi colpiti anche per verificare l’effettivo legame tra virus e microcefalia, e a un impulso alla ricerca per trovare un test rapido e, in un secondo momento, un vaccino e una cura. La dichiarazione di emergenza internazionale, ha precisato Chan, servirà proprio ad avere uno sforzo coordinato in queste direzioni.

Zika, l’Oms: «A rischio 3-4 milioni di persone»
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La task force di esperti per una risposta globale

L’OMS ha inoltre annunciato la creazione di una task force di esperti, una «Unità di risposta globale» presente per il momento in America del Sud ma che potrà intervenire rapidamente anche in Africa e in Asia. Secondo l’agenzia AFP , l’OMS intende agire in fretta per rispondere alle critiche legate alla risposta giudicata troppo tardiva nell’epidemia di Ebola in Africa. Anthony Costello, pediatra ed esperto in microcefalia dell’Organizzazione ha dichiarato che la task force farà tesoro di « tutte le lezioni apprese durante la crisi di Ebola» e ha insistito sulla necessità di una risposta rapida dal momento che, a suo dire, non ci sarebbe nessuna ragione di ritenere che il virus resterò confinato nell’America del Sud.

Olimpiadi 2016, il Brasile sconsiglia il viaggio nel paese alle donne incinte

Intanto in Brasile la presidente della Repubblica, Dilma Rousseff, ha firmato una misura provvisoria che autorizza l’accesso forzoso agli immobili in presenza di potenziali focolai larvali di “Aedes aegypti”, la zanzara responsabile per la trasmissione del virus. In base al provvedimento – pubblicato oggi sulla locale gazzetta ufficiale – in caso di «imminente pericolo per la salute pubblica» agenti sanitari potranno entrare in edifici pubblici e privati quando abbandonati o in assenza di persone che possano autorizzarne l’ingresso. Il governo brasiliano ha suggerito alle donne incinte di non viaggiare nel paese per le Olimpiadi del 2016 poiché vi è il rischio che possano contrarre il virus Zika. «Se non volete assumervi questo rischio, (il viaggio) è sconsigliabile», ha detto il presidente, Dilma Roussef. L’epidemia di virus Zika in Brasile è peggiore del previsto perché nell’80% dei casi le persone contagiate non mostrano sintomi. È quanto ha detto in un’intervista a Reuters il ministro della Sanità del Brasile, Marcelo Castro, aggiungendo che a partire dalla prossima settimana il Paese comincerà a chiedere ai governi locali di riferire obbligatoriamente i casi di Zika. Il ministro ha ribadito che i ricercatori sono convinti che il virus sia alla base di 3.700 casi, fra confermati e sospetti, di nascita di bambini con malformazioni cerebrali in Brasile e ha aggiunto che Zika non può essere trasmesso da persona a persona ma soltanto tramite l’insetto portatore. L’epidemia di virus Zika in Sud America sta spingendo anche le autorità sanitarie europee a cambiare strategie nella prevenzione.

Colombia, previsti più di 1.500 casi

La Colombia prevede più di 1.500 casi di sindrome neurologica di Guillain-Barré, legati all’epidemia del virus Zika. Questa la stima del ministro della Sanità colombiana, Alejandro Gaviria. Il tasso di incidenza della sindrome, che provoca una forma di paralisi, è stato di 2 o 3 casi per ogni mille persone colpite dal virus. Nel Paese, il secondo più colpito da Zika dopo il Brasile, si prevedono – calcola il ministro – 650.000 casi di infezione, quindi 1.512 casi di Guillain-Barré. La sindrome neurologica è una complicanza di molte infezioni. E il virus Zika sembra essere particolarmente “affine” alle cellule nervose. In alcuni casi le conseguenze possono essere molto gravi: anche nei Paesi sviluppati il 5 per cento dei pazienti con questa sindrome muore per complicazioni mediche quali sepsi, embolia polmonare o arresto cardiaco.

Nel Regno Unito, raccomandata un’ecografia immediata

In Gran Bretagna il National Health Service, l’omologo del Servizio sanitario nazionale italiano, ha aggiornato le proprie linee guida che raccomandano un’ecografia immediata per le donne in gravidanza di ritorno dai Paesi colpiti dal virus, o che hanno viaggiato in zone a rischio. «Queste donne saranno attentamente monitorate anche se non hanno mostrato segni di un’infezione — sottolineano gli esperti — e saranno sottoposte subito ad una ecografia. Per chi invece ha i sintomi della malattia, l’esame ecografico sarà mensile fino a quando non risulterà negativo alla patologia».

http://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/16_febbraio_02/ora-zika-diventato-un-emergenza-salute-pubblica-internazionale-efaa9502-c977-11e5-83af-3e75cf16ed0a.shtml

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