Expo, con il Banco Alimentare per eliminare gli sprechi: “Cibo che avanza? Lo daremo ai poveri”

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L’evento milanese si accorda con la Fondazione che da anni si dedica a recuperare le eccedenze di cibo, a beneficio dei più bisognosi. «Ma ora serve la collaborazione di tutti i singoli ristoranti», spiega il direttore generale Marco Lucchini

Niente più pane, chili di pane, che finisce nella spazzatura. E niente più foto come quelle circolate mercoledì su Facebook, con i mucchi di filoni dentro i sacchetti e a bordo strada, a fine giornata. Expo volta pagina e, nel suo rodaggio, inserisce un tassello fondamentale: d’ora in poi, le eccedenze di tutti i ristoranti potranno essere affidate alle sapienti mani del Banco Alimentare. Che le porterà, come da tradizione, nelle mense per i più bisognosi. Ma servirà l’aiuto di tutti.

 

Volontari notturni, pronti ad entrare in azione

L’accordo con Expo è già stato siglato e coinvolge anche Cascina Triulza, il laboratorio equo e sostenibile dell’esposizione. Ma per passare ai fatti manca la collaborazione dei singoli ristoranti. «Da giovedì andremo padiglione per padiglione per prendere accordi con tutti, nel rispetto delle esigenze logistiche e delle norme igienico-sanitarie», spiega Marco Lucchini, direttore generale di Banco Alimentare. «Invito già ora i gestori a scrivere a foodsavingexpo@bancoalimentare.it e chiamarci, come se fossimo un’ambulanza, per salvare gli alimenti che non vengono consumati. Noi possiamo intervenire solo di notte, perché prima non si può accedere con furgoni o simili, e neppure sapere quanto cibo è avanzato. Stiamo costruendo dei gruppi ad hoc, di volontari notturni pronti ad entrare in azione».

Il pane di Eataly

Che un evento costruito intorno a nutrizione e sostenibilità finisse per gettare nel secchio chili di cibo sarebbe stato un paradosso inaccettabile. Per questo in molti si sono indignati a vedere le foto scattate a cancelli chiusi, la sera, da alcuni lavoratori Expo. In quei sacchi strapieni di pane c’è il rustico di Eataly, forse quello del weekend. Il timore era che venisse semplicemente buttato, ma l’azienda ha smentito in modo categorico: «In attesa che il Banco Alimentare fosse pienamente operativo l’abbiamo affidato a un’altra associazione, che è entrato a recuperarla con i suoi mezzi. Noi siamo già pronti a collaborare per il recupero delle eccedenze».

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