Gesù Cristo dalle tentazioni alla resurrezione

imagessatana-300x240

La lettura dei passi evangelici che accompagnano il percorso quaresimale dei cattolici in preparazione della Pasqua si apre con le tentazioni di Gesù da parte del diavolo dopo quaranta giorni di digiuno.
Non ci fermeremo su disquisizioni teologiche relative alla figura di Satana come un essere reale, origine ed interprete del male nel mondo, o visto in un linguaggio figurato come una personificazione tendente ad esprimere la realtà e la portata del male stesso nell’universo.
Vorremmo tentare una lettura del passo evangelico in Matteo 4,1-11 cercando di coglierne simbolicamente le tentazioni che accompagnano costantemente nella storia la figura di Gesù di Nazareth durante la sua vita in questo mondo, ma anche nei secoli successivi, dalle stesse comunità dei credenti.
Le tentazioni sono quelle di persone che, fuori dal suo ruolo messianico di figlio di Dio affermato in tutta la sua comunicazione della parola del Padre, vorrebbero vedere il suo modo di essere messia funzionale agli interessi particolari.

 

Così durante la sua vita alcuni lo scambiano per uno zelota o provano a farlo re di un regno su questa Terra o appunto, come nel deserto il diavolo, amerebbero inquadrarlo nell’immagine di chi assume un ruolo immaginifico capace di suscitare stupore, meraviglia, garantendo sicurezza, benessere e magari ricchezza con il potere.
Le tentazioni nel deserto di un’esistenza orientata al male sono quelle di spostare la figura di Gesù dalla sua proposta chiarissima nelle Beatitudini verso dimostrazioni eclatanti come la trasformazione di pietre in pani o il gettarsi dal tempio per dimostrare che il Padre lo avrebbe salvato o infine verso la logica della ricchezza e del potere.
Siamo chiaramente di fronte alla strumentalizzazione di Dio chiamato a dimostrare la sua divinità attraverso l’avere, l’apparire e la potenza.

http://www.forchecaudine.com/it/blog.php?c=31&s=91&a=3577

(Visited 22 times, 1 visits today)