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Giorgio Vindigni ha terminato brillantemente la trilogia di romanzi che ci raccontano la sua storia e la storia di tanti italiani

DiCiadd News.com

Feb 21, 2021

Giorgio Vindigni ha terminato brillantemente la trilogia di romanzi che ci raccontano la sua storia e la storia di tanti italiani.  I primi due libri, “IL RITORNO” e “ASPIRAZIONI DI UN ADOLESCENTE “,  sembra di averli letti ieri e se ne conosce lo spessore e il valore didattico. Nel terzo libro, “NUCY…bel suol d’amore…addio”, si ritrova il nerbo narrativo che caratterizza Giorgio, lo stile neo – realista, la capacità di renderci partecipi delle vicende storiche con descrizioni dei fatti, dei luoghi e dei personaggi in modo visibile. E’ la sua Opera più sofferta. Ha richiesto una lunga gestazione, ma si è rivelata forse la più interessante. Senza nulla togliere ai due precedenti romanzi, infatti “Nucy” ci rende partecipi della conclusione della sua avventura libica e della fine del Secondo Conflitto. Un’Opera di alto valore letterario, che non presenta aspetti giornalistici, ma prettamente umani. Il neo – realismo in questo testo lascia il posto a una scrittura più distesa, più emozionale, che evoca gli scrittori nord-americani.
C’è da precisare, innanzitutto, che i romanzi hanno il ritmo di un grafico da elettrocardiogramma, il cui tracciato va dal piattismo di alcune atmosfere dall’andamento lento e cupo, riscontrabile nei films di Ingmar Bergman, alle scosse ascensionali dei bioritmi che si alzano improvvisamente , quando alcuni accadimenti esplodono nella rugosa realtà del quotidiano.
 I personaggi entrano improvvisamente in scena, a volte in flashback che danno l’impressione quasi che essi non appartengano alla storia narrata, ma poi si ripresentano in tutta la loro personalità, individualità, con i risvolti psicologici di entità facenti parte di una società dominata dalla violenza. E da quella tragedia che fu la seconda guerra mondiale.            
 Non sono mai strumentalizzati ai fini della narrazione, ma colmi di spiritualità autonoma, di pathos e anche ethos, perfettamente integrate nelle scenografie rappresentate.            
 L’Autore recupera l’anima, lo spirito di una cultura popolare che ha raggiunto la sua massima espressività con Renato Fucini, Grazia Deledda e soprattutto Giovanni Verga, una cultura votata a portare sulla scena i personaggi non come prodotti storici e temporali, ma come coscienze per la ricerca dell’uomo nella sua interezza.

Vindigni dà dimensione ai suoi personaggi e questi si muovono in un complesso tra scena, retroscena e rappresentazione per ridefinire un destino, per intraprendere un viaggio non in termini strutturali ma metafisici, alla ricerca di una interpretazione antropologica (e quindi sociologica)  della serenità, della conoscenza e della completezza interiore.
Lo scrittore parla di atti, di fatti, di emozioni, di stati d’animo di un mondo che palpita nella realtà sociale ante e post bellica corredandoli di molte foto, con una serenità dialogica che scorre sui binari lucidi di una prosa, a volte poetica, la quale porge, a dolci sorsi e con una raffigurazione viva, schietta ed umana un microcosmo di personaggi che vivono nelle loro emozioni, nel loro modo di fare, nello scorrere lento del tempo, nelle loro ataviche usanze, nella loro schietta moralità e sagacia prettamente popolana.
 Gli ambienti sono costruiti a regola d’arte per i personaggi, dove affiorano delle metafore, queste sono sempre suggestive; i personaggi non sono mai strumentalizzati ma colmi di spiritualità autonoma ed il lettore può così recuperare il senso ed il piacere della lettura.
 Lo scrittore Fernand CUVELIER affermava: “L’uomo un po’ alla volta si ricongiunge alla memoria” ed in effetti in Giorgio Vindigni emergono, dalla nebbia del passato, tessuti di ricordi, memorie di un mondo sommerso, sospeso tra passato e futuro, descritti con una capacità di ritratto che ti porta nelle pagine il sapore dell’aria, le atmosfere e gli ambienti del tempo, di cui l’Autore è maestro nel pennellare i tratti, quasi fosse un pittore macchiaiolo.
E’ uno scrittore d’istinto che ha tenuto d’occhio la sostanza per offrirci un più ampio respiro narrativo fatto di colori e di scorci paesaggistici, di fatti e misfatti storici legati al dolore di una società in disfacimento, di stati d’animo tratteggiati rapidamente, quasi per caso, ma potenti e indimenticabili.            
 L’ars narrandi è magistrale perché a volte usa anche chiavi simboliche per giungere all’essenza delle cose, alla dinamicità dei personaggi, alla rappresentazione palpabile degli avvenimenti.

               Linguaggio immediato che fa affidamento alle cose, in un sapore intimo che si materializza in identità, sentimento, sensibilità, acuta osservazione, costante desiderio di fuga dalla abitudinarietà, di evasione dalle utopie, di metamorfosi delle illusioni che si riflettono nelle vicende narrate, generando un processo prodromico da cui nasce e si evolve la liricità del suo linguaggio, in un’espressione chiara, semplice, incisiva, ancorchè crudamente realistica.
                A volte bastano poche righe, qualche parola appena, come la pennellata rapida che dà luce al quadro e tutto lo determina, per donarci una sequela di scenari che restano impressi nella memoria.
                 Il nostro Autore ha intrapreso un viaggio a ritroso nel tempo allo scopo di recuperare per sé e gli altri, attraverso frammenti di vita personale e spaccati di una società distrutta dalla dittatura e dalla guerra, quella morale che ricompatti questa società assolutamente egoistica e priva di ogni sintomo di coscienza umana, per cui l’uomo oggi si trova ad essere nudo di ogni atavico sentimentalismo, che pure aveva valorizzato e traslato nella propria esistenza.
               Sono pagine un po’ malinconiche, ma mai retoriche, per chi ha vissuto quello spaccato sociale intensamente e insieme a Giorgio Vindigni, perché quegli anni difficili hanno forgiato veri uomini, e può ridarceli soltanto la memoria, dove rimarranno scolpiti per sempre.
               Il tessuto letterario si snoda sulle ali della semplicità del linguaggio, il che rende oltremodo piacevole la lettura, se si tiene conto come oggi tanti pseudo scrittori facciano ricorso a linguaggi ai più incomprensibili, ma catalogati dalla “critica che conta” come “alti laboratori di ricerca”.

                  Giorgio Vindigni è nato a Tripoli il 25 agosto 1937. Coinvolto dagli        avvenimenti bellici, visse gli anni della pubertà a Modica. Completò i suoi studi tra Tripoli, Napoli, Pisa. Quindici anni di lavoro in Nord-Africa, plurilingue, dopo tre anni di lavoro a Roma,  fu inviato dalla Banca per sei anni a Parigi (1972/1978) con compiti di rappresentanza e sviluppo nell’interscambio.
Visse sei anni in Svizzera (1995/2001)
Visitata Europa occidentale.

Membro del Comitato Assistenza Italiani all’Estero e del Comitato Consolare di Coordinamento di Parigi. Fu Presidente del Consiglio della Scuola Italiana di Parigi, dell’Istituto liceale “San Gabriele” ai Parioli di Roma.  Trascorse sei anni in Svizzera tra Berna e Ginevra.
ONORIFICENZE:
– 02 giugno 1977 – “Cavaliere” al merito della Repubblica Italiana .
– 02 giugno 1989 – “Ufficiale” al merito della Repubblica Italiana.
-Dirigente bancario in pensione. Scrisse “BANCARIA” –La tecnica del Funzionario di Banca – Tratta i Servizi bancari – Distribuito, nel 1987, in tutte le Banche dalla FABI.
-Presidente dell’Associazione Nazionale di Promozione Culturale “AMICI DELLA SICILIA-F.lli Florio” per Roma e centritalia – Roma-Italy
“Accademico” dell’Accademia Internazionale “IL CONVIVIO”“ – 2010
“Accademico d’Onore Leopardiano” da Accademia Internazionale  “G.Leopardi”- 2011
“Commendatore Accademico Leopardiano”- da Accad.Intern.”G.Leopardi” – 2012
“Senatore Accademico Leopardiano” – da Accademia Intern.le “G. Leopardi”- 2012
“Accademico della  UNIVERSUM-ACADEMY – SWITZERLAND”- 2016
Si è dedicato alla narrativa storica nell’Area mediterranea, in una “trilogia” – 1922/1970:
-“IL RITORNO” (1922/1947) – Venti Premi letterari (Italia-Estero)– Sei Titoli Accademici –Riconoscimenti con Premi alla Carriera Artistico-letteraria.
 -“ASPIRAZIONI DI UN ADOLESCENTE” (1948/1959) –Dieci Premi letterari –  
    “Targa in oro 24 K” Premio letterario Internazionale “UNIVERSUM” – Lugano              
 -“NUCY” … bel suol d’amore, addio”  (1959/1970) – Completa la trilogia. Da Re Idris al colpo di Stato in Libia e la cacciata degli Italiani dal Colonnello Gheddafi –
Edizione marzo 2019 –Al dicembre 2019: sei Premi letterari: Milano-Massa-Lucca-Cosenza – Milano – Roma –
-Definito “Poliedrico”: ama musica, foto, teatro, viaggi, designer, scrittore, organizzatore, associazionista. Recensioni: BLOG DEGLI AUTORI GIORGIO VINDIGNI –
www.ernandes.net/vindigni – Blog degli Autori Giorgio Vindigni  –  Google: GiorgioVindigni

Silvia.
Lo pubblichiamo noi appena possibile…Ci indichi il titolo dell’articolo?
La redazioneMostra testo citato

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