Giubileo, restyling città paralizzato da Mafia capitale?

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La vicenda del Giubileo della misericordia promosso da papa Francesco per la fine del 2015 dimostra che gli effetti venefici dimafia-capitale hanno ormai sopraffatto ogni residua capacità progettuale dell’amministrazione comunale di Ignazio Marino. Il programma di opere promosso dalla giunta comunale in questi giorni da realizzare in vista dell’importante avvenimento è infattitalmente modesto da lasciare trasparire un vero e proprio ripiegamento su se stessa dell’amministrazione comunale. La grande idea, prontamente veicolata da un mondo dell’informazione sempre più distratto, è  infatti quella di un restyling di alcune delle principali piazze meta dei pellegrini e la valorizzazione dei due storici percorsi che portavano i pellegrini dal centro della città a ponte Sant’Angelo -unico attraversamento del Tevere prima dell’unità d’Italia- e da lì a piazza San Pietro.

Tutto qui. Si dirà che i tempi di riflessione e di decisione erano troppo contratti per permettere di volare alto, ma è una giustificazione che non convince. Il grande storico dell’urbanistica moderna di Roma, Italo Insolera, insisteva nella peculiarità di una città che ospita i poteri dello Stato democratico e un altro sovrano, ilPapa, appunto. Ebbene, mentre papa Francesco non smette di stupire per il coraggio e la lungimiranza delle sue posizioni e delle sue aperture verso il futuro (basti pensare alla enciclica Laudato sìo  alla stessa indizione del Giubileo straordinario) i poteri pubblici balbettano e latitano. Il governo Renzi non ha neppure avuto il coraggio di rendere pubblica la relazione del ministero degli Interni sullo stato delle collusioni tra malavita e sistema politico e ha rinviato la sua diffusione al 27 agosto, quando mancheranno solo tre mesi per realizzare le opere. Basta guardare all’azione delle altre nazioni per verificare come invece lo stato centrale sia un attivo soggetto nel definire le trasformazioni delle rispettive capitali. Renzi sta, invece, giocando una partita tutta interna al decadente mondo del Pd, infischiandosene della capitale.

Ma le note maggiormente dolenti vengono dal Comune. Evidentemente terrorizzata da quanto potrà emergere dalle prossime fasi dell’inchiesta dellaProcura della Repubblica di Roma, la giunta Marino si acconcia a un modesto cabotaggio per tentare di passare la giornata senza nuovi arresti nella maggioranza o nel gruppo degli assessori come è avvenuto nei mesi scorsi. Così condito con la solita cortina fumogena di una vuota ideologia (“..non permetteremo che i pullman arrivino davanti alle basiliche…”, come se già non fosse da tempo così) si è deciso di non decidere, di non sfidare il futuro in favore di una città sfinita dal malgoverno. Le grandi occasioni, e il Giubileo è tra queste, sono occasione per riflettere sullo stato della città e tentare di fornire soluzioni.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/08/11/giubileo-restyling-citta-paralizzato-da-mafia-capitale/1951703/

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