Gran Bretagna, uccide di botte la figlia di 4 anni: aveva chiesto l’affidamento solo per il contributo statale

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Aveva lottato per avere l’affidamento della sua bambina. Carl Wheatley, 31enne di Saint Albans, nel Regno Unito, sembrava il padre ideale. Ma sono bastati tre mesi per comprendere che quell’uomo era totalmente inadatto a prendersi cura della figlia: Alexa-Marie Quinn, 4 anni, è morta per mano del suo papà che l’ha picchiata fino a causarle lesioni interne che si sono dimostrate fatali. Adesso, a un anno di distanza dall’omicidio, emergono particolari agghiaccianti sul caso: l’uomo avrebbe voluto la custodia della figlia solo per poter ricevere il contributo statale.

La piccola Alexa, che tutti conoscevano con il nome di Lexie, aveva avuto una vita difficile: dopo essere stata tolta alla custodia della madre, Victoria Quinn, era finita nelle mani di una coppia che l’aveva presa in affidamento. Poi nel 2012 era spuntata la figura di Carl, la cui paternità è stata confermata da un test del Dna. Da quel momento è iniziata una lunga battaglia legale, conclusasi nel dicembre 2013 con l’affidamento della bimba al padre biologico. I due avevano iniziato a vivere insieme, ma dopo due mesi erano cominciati i primi problemi: secondo la ricostruzione dell’accusa la piccola sarebbe stata picchiata più volte. Lo confermano le sue assenze da scuola e le scuse adottate da Carl per non incontrare gli assistenti sociali nelle ultime settimane di vita della bimba. Sul computer dell’uomo, inoltre, sono state trovate ricerche inquietanti che riguardavano lividi e un dentino da latte che Lexie aveva perso a seguito delle botte del padre.

http://www.ilmessaggero.it/PRIMOPIANO/ESTERI/uccide_figlia_4_anni_chiesto_affidamento_contributo_statale/notizie/1326351.shtml

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