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Sentenza choc: diritto a nascere? Solo se sei perfetto

DiPaul Polidori

Gen 22, 2016

Sentenza choc della Corte Costituzionale: il figlio in provetta deve essere sottoposto a diagnosi pre impianto e congelato se non perfetto. Il numero degli embrioni sacrificati per la “medicina dei desideri” è superiore a quello degli aborti volontari e quelli conservati nel gelo a tempo indeterminato erano già 22.143 nel 2013.

Con la sentenza n. 229/2015, dell’11 novembre, la Corte Costituzionale ha tolto un altro dei “paletti”  della legge 40 del 2004. Aveva già permesso la sovrapproduzione (non solo 3) di embrioni (sentenza n. 151 del 2009) e la fecondazione eterologa (con gamete estraneo alla coppia) affermando che esiste un “diritto al figlio” (sentenza n. 162 del 2014) con la sentenza n. 96 del 2015. Aveva già riconosciuto il diritto delle coppie “non sterili” portatrici sane di patologie genetiche di accedere alla fecondazione extracorporea ed alla diagnosi genetica pre impianto, al fine di selezionare gli embrioni e trasferire in utero solo quelli sani, ed ora come conseguenza ….. “logica” la nuova pronuncia dichiara incostituzionale il divieto di “ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni”. Decade anche la relativa sanzione (art. 13, comma 3, lett. b e comma 4 legge 40 del 2004) per chi selezionava gli embrioni. La selezione degli embrioni era una condotta ritenuta dal legislatore assai grave, tanto da punirla con la reclusione da 3 a 9 anni e con la sospensione dall’esercizio di una professione sanitaria fino a 3 anni. Ora, una pratica che il Parlamento aveva vietato e sanzionato , per i giudici costituzionali diventa lecita e non punibile.

Tutto parte dalla legalizzazione dell’aborto. La Corte richiama l’art. 6 della lo tegge 194/1978 sull’aborto. La motivazione è questa: la selezione sarà possibile per evitare l’impianto nell’utero della donna di embrioni affetti da malattie genetiche trasmissibili di gravità pari a quella prevista dalla legge per l’aborto dopo i novanta giorni. Dopo i 90 giorni l’aborto è permesso in riferimento al “grave pericolo per la salute fisica o psichica della donna”.  La sentenza dà per scontato che il timore che il figlio possa essere malato determini nella donna un grave pericolo per la sua salute fisica e psichica. Quindi, perché impiantare un embrione ipoteticamente non sano se poi  la donna lo abortirebbe dopo i 90 giorni. Evitiamogli l’aborto e permettiamogli di selezionare, eventuali embrioni non sani.

Per ora, questi poveri embrioni-bambini non potranno essere soppressi e saranno congelati, perché la Corte ha sentenziato che l’embrione, anche se non sano, non è un “semplice materiale biologico”.

I giudici hanno ritenuto legittimo l’art. 14 della legge 40 che vieta la soppressione degli embrioni scartati affermando che essi hanno una “dignità”. Sembra strano ma dopo questa sentenza l’embrione è ancora di più un oggetto nelle mani dei medici e dei biologi, liberi di sottoporlo a diagnosi genetica pre impianto, di scartarlo se malato o non perfetto e di congelarlo.

In Italia siamo invitati  a non dimenticare gli orrori del nazismo, ….. ma questa sentenza sembra legittimare la selezione degli uomini. Il principio di uguaglianza di tutti gli esseri umani è così violato. Ricordiamo che  il numero degli embrioni sacrificati per la “medicina dei desideri” è superiore a quello degli aborti volontari (ben 143.770 nel 2013), e quelli conservati nel gelo a tempo indeterminato erano già 22.143 nel 2013. La Corte potrebbe non fermarsi ancora e, per una triste ma logica conseguenza, permettere alla scienza l’utilizzo dei poveri embrioni abbandonati

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Sentenza choc: diritto a nascere? Solo se sei perfetto

 

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