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Renzi chiede aiuto agli italiani: “Dove ho sbagliato?”

DiPaul Polidori

Mag 18, 2016

Come molti di voi già sapranno esistono tantissimi metodi per lavorare la resina ed ottenere così un hashish di qualità superiore rispetto a quello che si trova solitamente nelle comuni piazze di spaccio. A seconda della qualità della resina utilizzata e del metodo di lavorazione scelto si possono ottenere prodotti finali molto diversi tra loro. I metodi applicabili alla lavorazione vanno scelti con cura in base a come viene estratta la resina dalle cime, e in base al tipo di prodotto che si punta ad ottenere. Storicamente parlando, esistono due principali metodi di raccolta della resina, uno basato sullo sfregamento delle mani sulle cime ancora vive, in modo che la resina contenuta nei tricomi si attacchi ai palmi e possa essere in un secondo momento raccolta, e uno basato sulla battitura delle cime secche attraverso dei setacci in modo da separare il materiale vegetale dai tricomi. A questi due classici negli ultimi anni si sono aggiunte nuove tecniche, come l’ice-o-lator e l’estrazione col ghiaccio secco, molto simili tra loro in quanto entrambe sfruttano l’abbassamento di temperatura per consentire ai tricomi di separarsi più agevolmente dai fiori, potendo quindi raccoglierne quantità maggiori rispetto al passato; per entrambi vengono usati dei sacchi nel cui fondo sono presenti setacci di dimensioni diverse, in modo da poter collezionare diverse qualità di resina contemporaneamente.

Una volta che avrete abbastanza resina da parte potrete cimentarvi nella produzione casalinga dell’hashish. Di seguito verranno spiegate alcune tecniche semplici e veloci per ottenere un buon risultato in modo pratico.

Ultimamente su internet e nei canapai sono reperibili i pollen presser, ovvero piccoli cilindri al cui interno va inserita la resina e tramite pressione viene compattata.

In alternativa al pollen presser si può ottenere un risultato analogo utilizzando una siringa. Basta sfilare lo stantuffo da dietro, riempirla con la resina e successivamente rinfilarlo.
Fate più pressione possibile e alla fine vi troverete una compressa di hashish che potrete sfilare inserendo uno stuzzicadenti dal foro dove si attacca l’ago. Con questo metodo si otterrà un fumo di consistenza generalmente dura e poco malleabile.

Si può ottenere un fumo dalla consistenza morbida e malleabile semplicemente lavorando la resina a mano. Inumidite prima le mani con acqua calda in modo da far attaccare bene la resina, poi compattatela e lavoratela a mano. Basterà il calore del corpo umano e la pressione esercitata con le mani a trasformare la resina in un bel fumello. Questo è uno dei procedimenti più lenti, ma se fatto a dovere vi garantisce un prodotto finale dalla consistenza simile al pongo.

Mettete la resina all’ interno di un foglio di carta forno, raggruppatela e poi piegate il foglio in modo che la resina sia sigillata. A questo punto avete bisogno di immettere calore per provocare la fuoriuscita di olio dai tricomi della resina, e a tal scopo potete utilizzare un ferro da stiro, una piastra per capelli, potete appoggiarla per diverso tempo su un calorifero o anche usare un semplice accendino facendo però attenzione a mantenere la carta forno ben distante dalla fiamma in modo che non si bruci. Una volta che avrete riscaldato la resina vi basterà sottoporla a pressione, potete per esempio mettere il pacchetto ancora caldo tra tavolo e grinder ed esercitarvi sopra più peso possibile (con il ferro da stiro e la piastra avete la possibilità di fare entrambe contemporaneamente) in modo che si amalgami bene, e a questo punto vi basta aprire l’ involucro per trovarvi all’ interno il vostro tocchetto di hashish. Con questo metodo la consistenza dipende molto dalla qualità della resina a vostra disposizione, potrete infatti ottenere hash duri come la pietra, così come ottenerne di morbidissimi.

Se avete a disposizione del concentrato di cannabis (wax, shatter, rosin, etc) potete anche fare il Jelly Hash, una delle migliori qualità di hashish sul mercato. Vi basterà impastare a mano la vostra resina con l’estratto per ottenere un fumo molto chiaro e morbidissimo, dalla consistenza collosa. Generalmente vengono utilizzati in rapporto 3:1, ovvero 3 grammi di resina per ogni grammo di estratto, poi sta a voi adeguare le dosi in proporzione ai vostri gusti e alla potenza finale ricercata nel prodotto. Chiaramente più concentrato utilizzate più sarà potente il vostro hash.

file

http://www.fattanza.it/metodi-di-lavorazione-della-resina/

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