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Ultimo aggiornamento il 13 Giugno 2026 16:17 di Paul Polidori
All’Aquila, nel quadro degli eventi legati alla Capitale Italiana della Cultura 2026, è stata presentata l’indagine statistica “I giovani nelle aree fragili”, realizzata dall’istituto Tecnè per conto della Fondazione Magna Carta. La ricerca, inserita nel progetto “Connessioni per la crescita dell’Appennino” (Bando FRES 2024), traccia un quadro analitico e demografico dettagliato sul campione degli under 35 residenti nei comuni interni di Abruzzo, Marche e Umbria.
Il dato macroeconomico e sociologico più rilevante evidenzia una forte polarizzazione tra il legame identitario e le reali prospettive occupazionali: il 79% degli intervistati si dichiara legato al proprio territorio e il 60% esprime la volontà di investire in loco aprendo un’impresa (quota che sale al 66% nella fascia d’età 30-34 anni). Di contro, il 65% del campione ammette di aver valutato l’ipotesi di un trasferimento a causa della carenza di sbocchi professionali qualificati.
All’incontro istituzionale, moderato da Annamaria Parente (Direttrice dell’Osservatorio sulla crisi demografica di FMC), sono intervenuti il Presidente della Fondazione Gaetano Quagliariello, il Presidente di Tecnè Carlo Buttaroni, il Commissario Straordinario per il Sisma 2016 Guido Castelli, il Sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi e il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi.
Il ruolo dell’innovazione tecnologica e della formazione
Dallo studio emerge una marcata fiducia verso la digitalizzazione come strumento di mitigazione del trend di spopolamento:
- E-learning e smart education: Il 76% degli under 35 (e il 78% degli under 25) valuta positivamente la formazione a distanza per evitare la migrazione intellettuale.
- Valorizzazione turistica: L’80% (con picchi dell’82% nei comuni del Cratere Sisma 2016) individua nelle nuove tecnologie e nell’Intelligenza Artificiale i vettori chiave per la promozione economica del territorio.
- Polo Universitario dell’Aquila: Registrato un incremento di iscrizioni pari al +25,6% tra l’anno accademico 2018-2019 e il 2024-2025, a conferma della capacità attrattiva della conoscenza locale.
“La mobilità del capitale umano è fisiologica — ha commentato Gaetano Quagliariello — ma diventa patologica se procede a senso unico. Per invertire la rotta dobbiamo creare reti di collaborazione strutturate tra il mondo della formazione avanzata e il tessuto imprenditoriale locale.”
