Ictus, ricercatori italiani scoprono l’enzima killer. Ecco come prevenirlo

E’ nuovissima la notizia inerente ad un’eccezionale scoperta italiana  che potrà dare una svolta alla prevenzione dell’ ictus.

I ricercatori dell’università ‘La Sapienza’ di Roma coordinati dal dottor Francesco Violi, hanno identificato l’enzima ‘killer’ che causerebbe l’ictus, questa scoperta potrebbe dare una svolta alla prevenzione  e le sue drammatiche conseguenze.

Per far chiarezza, proviamo a capire cos’è l’ictus e come si manifesta.

Cos’è l’ictus

L’ictus è un danno cerebrale che si verifica quando l’afflusso di sangue diretto al cervello si interrompe improvvisamente per la chiusura o la rottura di un’arteria.

Questo processo  interessa prevalentemente le arterie del collo, denominate carotidi.

L’ ictus è favorito dall’azione prolungata dell’ipertensione arteriosa non curata sulle pareti dei vasi.

Depositi di sangue possono formarsi su queste pareti e  che possono staccarsi, andare in circolazione e ostruire le arterie. Il risultato finale è una sofferenza delle cellule nervose che non ricevono più i nutrimenti e l’ossigeno necessari per la loro sopravvivenza, di conseguenza si avverte l’ ictus.

L’ictus può essere causato anche dalla rottura di un’arteria cerebrale, che causa un travaso di sangue che provoca l’isolamento delle cellule nervose, le quali,  non potendo più ricevere ossigeno, vanno incontro a sofferenza per asfissia.

La scoperta

La scoperta consisterebbe nell’individuazione dell’enzima responsabile dell’ictus, il cui nome è ‘Nox2’.

L’ enzima ‘killer’ è quello che favorisce la chiusura o la rottura di un’arteria del collo (carotide) ,  che porta il sangue al cervello e che, se ostruita, causa l’ictus ischemico (o ischemia cerebrale) a causa del blocco del flusso sanguigno.

Si ma cos’è l’enzima e perché favorisce la chiusura della carotide?

La stragrande maggioranza degli enzimi sono proteine . Un enzima è semplicemente una qualsiasi molecola, generalmente una proteina, che rende possibile e accelera determinate reazioni chimiche, ad esempio lo spezzettamento e la degradazione di altre molecole.

La ricerca è stata condotta su un gruppo di pazienti con carenza ereditaria dell’enzima Nox2.  Questi malati presentavano uno spessore della carotide molto ridotto rispetto a chi aveva una normale attività dell’enzima una malattia molto rara.

Questo Nox2 era noto essere utile per difendersi dalle infezioni”. Infatti è presente nei leucociti dove svolge un’azione battericida. Studi recenti hanno, però, dimostrato che è presente anche nelle arterie.

“Io mi sono chiesto perché e, per tale motivo, ho studiato pazienti con deficit ereditario dell’enzima, cioè pazienti con malattia granulomatosa cronica – precisa il prof. Violi -. Questa malattia, che apparentemente non ha nulla a che vedere con l’arterosclerosi, in quanto si complica con infezioni spesso letali, ci ha permesso di dimostrare che quando manca questo enzima le arterie si dilatano di più e la carotide è meno spessa rispetto ai soggetti sani”.

Risultati e prevenzione

Il risultato dello studio, che è stato recentemente confermato da un gruppo di ricercatori dell’NIH (l’agenzia del Dipartimento della Salute degli Stati Uniti), apre la strada per prevenire l’occlusione della carotide e quindi l’ictus, attraverso il frenare il normale svolgersi dell’attività della Nox2.

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