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Il Codacons chiede la chiusura del Grande Fratello Vip

DiPaul Polidori

Ott 4, 2016

Dopo le polemiche dei giorni scorsi scoppiate in seguito alle affermazioni di Stefano Bettarini e Clemente Russo, entrambi protagonisti di un dialogo incentrato sulle avventure sentimentali dell’ex calciatore e sui relativi deprecabili commenti, anche il Codacons è sceso in campo contro il reality show di Canale 5 per chiederne la chiusura.

Mentre sui social network si mostra piena solidarietà verso Simona Ventura e l’hashtag #iostoconsimona è diventato un trend topic alla stregua di quello che, al contrario, chiede a gran voce la cacciata Bettarini e Russo per l’atteggiamento maschilista dimostrato, anche l’associazione per la difesa dei diritti degli utenti e dei consumatori è scesa in campo per chiedere la chiusura della trasmissione e il licenziamento in tronco degli autori del programma.

“È inaccettabile che in un paese dove ogni giorno ci si indigna per atti di violenza sulle donne e per gravi episodi omofobici, possano andare in onda trasmissioni nelle quali emerge sessismo, maschilismo e omofobia – spiega il presidente Carlo Rienzi, con riferimento alle frasi andate in onda giovedì e alle precedenti affermazioni su un concorrente gay – Il “Grande fratello vip” è altamente diseducativo, perché la messa in onda in diretta di affermazioni offensive per la figura delle donne e per gli omossessuali, senza alcun contraddittorio o censura, lancia messaggi pericolosissimi ai più giovani, che come noto emulano i comportamenti dei personaggi famosi visti in tv”.

“Ad aggravare la situazione” – si legge ancora sul sito del Codancons – “il fatto che insulti e affermazioni sessiste e omofobe non si limitino al programma, ma vengano amplificate dai social network attraverso la pubblicazione di filmati del ‘Gf vip’, arrivando così ad un pubblico incredibilmente esteso”.

A tal proposito anche il ministro della Giustizia Andrea Orlando ha chiesto al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria di valutare, con verifiche del servizio ispettivo, la conformità allo statuto deontologico del Corpo e la compatibilità con le istanze di tutela dell’immagine dell’Amministrazione penitenziaria dei recenti comportamenti del dipendente Clemente Russo, atleta in forza al gruppo sportivo delle Fiamme Azzurre, con particolare riferimento ad espressioni ingiuriose e rivelatrici di misoginia e omofobia.

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http://www.today.it/media/il-codacons-chiede-la-chiusura-del-grande-fratello-vip.html

 

 

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