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IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 183

DiPietro Sciandra

Ott 21, 2017

Capitolo 183

Dopo essersi medicati, aver mangiato ed essersi riposati; don Francesco, Matteo ed i 7 Cavalieri Rossi, di cui 3 dei 5 Cavalieri Rossi che avevano combattuto contro gli uomini scheletri bianchi erano rimasti gravemente feriti ma senza rischiare di morire. Le battaglie non sono ancora finite; perché don Francesco sta aspettando di liberare il commissario De Luca, il commissario sta aspettando di essere liberato da don Francesco e Riccardo Croce sta aspettando che Matteo De Angelis gli riporti il diario suo. Ma tutto non si basa solo su questo; perché Riccardo Croce sa che don Francesco tramite i Cavalieri Rossi gli può fare avere il Santo Graal che lo renderebbe invulnerabile ed immortale. Una situazione veramente incredibile. Intanto comincia a piovere, dirigendosi verso la casa di Riccardo Croce che è grandissima e sorvegliata come una fortezza. Già, perché non bisogna pensare di poter entrare facilmente nella casa di Riccardo Croce; anche se Riccardo Croce è in attesa di Matteo e don Francesco per avere il suo diario; in ogni caso Riccardo Croce vuole la morte sia di Matteo per avergli rubato il diario e per avergli causato molti problemi, e soprattutto perché Matteo e don Francesco stanno uccidendo tutti gli uomini più forti e più fedeli del “divoratore di anime”. Tutti vogliono la morte dei propri nemici. Quindi bisognerà entrare nella casa di Riccardo Croce di nascosto e soprattutto senza fare sapere a Riccardo Croce del loro arrivo, altrimenti Riccardo Croce farebbe sistemare delle trappole in casa sua e così don Francesco e Matteo sarebbero spacciati. I Cavalieri Rossi ancora vivi sono rimasti in 7, di cui 3 sono stati feriti, anche se questi 3 potrebbero combattere di nuovo. Difatti la sorveglianza è minima davanti alla casa di Riccardo Croce. Ci sono 4 Vater (in tedesco “padre” ma essi sono i soldati nazisti con le teste rasate al servizio di Klaus che è il loro kaiser, ovvero capo) a fare la guardia all’ingresso principale della casa di Riccardo Croce. La pioggia continua a diventare sempre più forte ed intensa. La visibilità comincia a diminuire sempre di più con le nuvole sempre più nere e con i fulmini che fanno sempre più tuoni. Il cielo nero ed i tuoni dovrebbero rendere meno difficile l’ingresso alla casa, coprendo i rumori e l’arrivo degli intrusi per entrare nella casa di Riccardo Croce. Se i 4 Vater scorgono l’arrivo di don Francesco, Matteo ed i 7 Cavalieri Rossi questo sarebbe la fine della missione e comunque il commissario De Luca sarebbe morto. Il guaio peggiore è che potrebbero esserci delle telecamere all’ingresso che è già sorvegliato dai 4 Vater che mettendoli fuori combattimento, anche silenziosamente, questo potrebbe creare l’allarme a chi controlla le telecamere di sorveglianza. Dall’ingresso principale è impossibile entrare. Nemmeno dicendo di avere il diario di Riccardo Croce potrebbe essere un lasciapassare; anzi il possesso del diario farebbe arrabbiare ancora di più i 4 Vater. Da dove passare e come passare? I 7 Cavalieri Rossi tentano di passare da altri punti della casa di Riccardo Croce; ma ovviamente i rischi potrebbero essere più alti per la propria vita; ma almeno non si scatenerebbe l’allarme generale e tutte le forze del “divoratore di anime” non attaccherebbero contemporaneamente i Cavalieri Rossi. Intanto che i 7 Cavalieri Rossi tentano di entrare da altri punti della casa, don Francesco ha una idea che la dice a Matteo:

Matteo, ricordi tu quando tu ed il commissario veniste in Vaticano con me?”

Matteo dice a don Francesco:

Si, certo! Perché?”

Don Francesco:

Per entrare in quel punto della Città del Vaticano, c’era una parola d’ordine da dire che era RI.SE.VA. (riunione segreta vaticana)…”

Matteo capisce, dicendo:

Giusto! Pure per entrare nella casa di Riccardo Croce potrebbe esserci una parola d’ordine…Il problema è se c’è e quale è!”

In seguito alla grande intuizione di don Francesco, Matteo e don Francesco ora devono sorvegliare l’ingresso senza farsi vedere per scoprire se veramente esiste una parola d’ordine per entrare tranquillamente nella casa di Riccardo Croce; che questa casa potrebbe non essere più accogliente della casa abbandonata anche se tenuta molto ma molto meglio. Intanto uno dei 7 Cavalieri Rossi vede ad una finestra il commissario De Luca che capisce che il Cavaliere Rosso che lo guarda è lì per salvarlo. Comprendendo ciò; il commissario De Luca che è furbo ed intelligente, ma purtroppo anche sorvegliato perché prigioniero; il commissario stando in una stanza comoda e pulita perché lui deve essere in perfetta salute per il riscatto sia del diario di Riccardo Croce che per il Santo Graal. Il commissario in pochissimi secondi prende un foglietto di carta dalla tasca che aveva preparato sicuramente da molto tempo. Non facendosi vedere dai due Vater che sorvegliano il commissario; il commissario si mette con la schiena alla finestra e buttando di sotto oltre la finestra il biglietto che avvolge una moneta per dare peso al biglietto di carta. Il Cavaliere Rosso raccoglie la moneta avvolta nel biglietto. Il Cavaliere Rosso senza farsi notare torna indietro verso l’ingresso principale per consegnare a don Francesco che è con Matteo per consegnare loro il foglietto che rivela la parola d’ordine per entrare nella casa di Riccardo Croce tranquillamente senza rischiare di venire attaccati, quindi catturati e forse uccisi. Mentre gli altri 6 Cavalieri Rossi stanno girando nel giardino della casa di Riccardo Croce di nascosto; il Cavaliere Rosso che ha in mano la moneta avvolta nel biglietto di carta consegna tutto a don Francesco. Dopo aver consegnato la moneta avvolta nel foglietto di carta a don Francesco; il Cavaliere Rosso torna indietro comunque per aiutare gli altri 6 Cavalieri Rossi che sono entrati di nascosti in altri punti della casa di Riccardo Croce. Intanto davanti l’ingresso della casa di Riccardo Croce; don Francesco apre il foglietto di carta e vedendo che la moneta che era avvolta nel foglietto di carta è una moneta vaticana raffigurante papa Giovanni Paolo II. Non dimentichiamo cari lettori che il commissario Emiliano De Luca era ateo, conoscendo don Francesco, il commissario diventando fedele del cristianesimo ora egli ha usato una moneta del Vaticano raffigurante Giovanni Paolo II per rappresentare la propria fede che poi questa moneta gli fu regalata proprio da don Francesco in segno di amicizia. Dopo una leggera commozione di don Francesco, capendo che il commissario sia ancora vivo; anche perché non dimentichiamo, cari lettori, che il sacro tridente fu una idea di papa Giovanni Paolo II e che quella moneta vaticana raffigurante Giovanni Paolo II doveva essere il simbolo dei tre del sacro tridente, ovvero don Francesco, Matteo De Angelis e il commissario Emiliano De Luca. Dopo essersi commosso, sapendo il commissario ancora vivo e vedendo la moneta vaticana raffigurante Giovanni Paolo II che don Francesco aveva regalato al commissario; don Francesco vede che sul foglietto c’è scritto, leggendo a Matteo che gli sta vicino:

Per entrare senza destare sospetti la parola d’ordine è: D.10!”

Forse voi non potete ricordare, cari lettori, ma avendo il commissario indagato su un certo Alvaro Raimondi che era stato trovato vivo ma in pessime condizioni, perché aggredito da una bestia che sembrava un uomo oppure un uomo che era una bestia; dopo essere stato avvisato di smetterla di spacciarsi per lui, ad Alvaro Raimondi che si credeva la reincarnazione di Satana fu messo nel portafogli un biglietto firmato D.10 ovvero “divoratore”, d è l’iniziale della parola e 10 è il numero delle lettere. D.10 che era la firma del Divoratore è diventata la parola d’ordine per entrare nella casa del “divoratore di anime”.

Quindi avendo scoperto questa preziosissima informazione e soprattutto grazie alla grande intuizione di don Francesco di aver scoperto che per entrare nella enorme casa di Riccardo Croce bisogna pronunciare una parola d’ordine agli uomini che sorvegliano l’ingresso principale per poter entrare tranquillamente. Il commissario se non fosse stato bravo ad indagare presentando quel biglietto addosso ad Alvaro Raimondi a don Francesco; proprio don Francesco fece capire accidentalmente al commissario la parola “divoratore” che stava per la firma D.10. Quel D.10 è stato usato dal “divoratore di anime” per creare la parola d’ordine per entrare in casa sua proibendo l’ingresso agli intrusi. Il commissario De Luca sta bene. I 7 Cavalieri Rossi si aggirano nel giardino della casa di Riccardo Croce per tenersi appostati in caso di pericolo immediato di don Francesco e di Matteo per essere pronti ad intervenire in caso di immediato bisogno di soccorso. Una grande strategia quella dei Cavalieri Rossi; già perché per l’ingresso principale pronunciando la parola d’ordine entreranno solo don Francesco e Matteo ben visibili a tutti gli alleati di Riccardo Croce e soprattutto tranquillamente senza innescare allarmi e catture. Intanto che di nascosto i 7 Cavalieri Rossi i quali sono considerati all’oscuro della loro presenza dal sapere del padrone di casa. Così, intanto che i 7 Cavalieri Rossi siano ben nascosti nell’enorme giardino della casa di Riccardo Croce; don Francesco e Matteo si avvicinano lentamente e ben visibili all’ingresso principale della casa di Riccardo Croce. Uno dei 4 Vater dice a Matteo:

Voi due chi siete? Cosa volete voi?”

Matteo dice al Vater:

Sta’ tranquillo! Io sono con lui! Lui sa la parola d’ordine per entrare!”

Il Vater dice a don Francesco:

Dimmi! Quale è la parola d’ordine per entrare?”

Don Francesco:

D.10!”

Il Vater:

Giusto! Grazie, signori! Accomodatevi e girate liberamente ovunque voi vogliate!”

Matteo e don Francesco entrano liberamente nella casa del “divoratore di anime”; quindi la parola d’ordine che il commissario aveva dato a don Francesco era giusta. Don Francesco e Matteo camminano lentamente nel giardino della casa del “divoratore di anime”. La pioggia non cessa. Don Francesco e Matteo che sono completamente bagnati per la pioggia si stanno avvicinando alla porta di ingresso per entrare nella casa del “divoratore di anime”. Don Francesco sta aspettando da sempre di incontrare il suo nemico di sempre e di dover salvare anche il suo più grande amico il commissario Emiliano De Luca. Invece Matteo che sa di avere il compito di dover affrontare il suo nemico predestinato dalla sua famiglia De Angelis, ovvero il “divoratore di anime”. Non dimentichiamo, cari lettori che Matteo aveva incontrato già il Divoratore; già perché quando Matteo faceva l’infiltrato della polizia seguendo le istruzioni del commissario De Luca per scoprire il covo e l’organizzazione del “divoratore di anime”; Matteo era travestito da Uomo Giaguaro, quindi irriconoscibile; il Divoratore non vide il volto di Matteo De Angelis. Matteo fu sconfitto facilmente dal Divoratore, ma Matteo vuole la sua vendetta. Matteo voleva farsi accettare dal Divoratore, ma il Divoratore respinse Matteo. Quindi ora ci sarà il giudizio finale per don Francesco e per Matteo che camminando entrano nella casa di Riccardo Croce; la cui porta di ingresso sembra un confine tra il mondo normale ed il mondo anormale.

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