IL DIVORATORE DI ANIME – Capitolo 186

Capitolo 186

Morti anche Uomo Bisonte e Uomo Cavallo, Matteo e don Francesco non sono ancora del tutto al sicuro. Difatti, entrando in una altra stanza, purtroppo nemmeno qui c’è il commissario Emiliano De Luca, ma ci sono Uomo Serpente e Uomo Aquila. Uomo Serpente riconosce don Francesco e Matteo. Uomo Serpente dice a Matteo:

Come voi siete entrati qui non mi importa! Ma voi non uscirete vivi da qui!”

Don Francesco dice a Matteo:

A Uomo Serpente questa volta ci penso io! Occupati dell’altro!”

Matteo si mette di fronte al terribile Uomo Aquila. Uomo Aquila che fa veramente paura con il suo terribile aspetto da aquila gigante. Uomo Aquila dice a Matteo:

Tu sarai la mia preda che io stritolerò lentamente, facendoti morire così lentamente che tu mi supplicherai di ucciderti; ma io ti darò altro dolore senza però finirti!”

Matteo dice a Uomo Aquila:

Questo è da vedere! Combatti!”

Uomo Aquila è veloce a muoversi come un vero rapace; Uomo Aquila sembra avere la velocità più che di un uccello ma di un velociraptor (dinosauro poco più grande di un uomo che è veloce a cacciare in branco con una rapidità notevole). Matteo è spacciato per la velocità di attacco di Uomo Aquila. Uomo Aquila ha un becco appuntito in grado di ferire e di uccidere se usato con feroce insistenza. Matteo sembra spacciato contro il potere animale di Uomo Aquila. Intanto, don Francesco è alle prese con Uomo Serpente. Uomo Serpente tenta di mordere don Francesco. Don Francesco viene morso ad un braccio da Uomo Serpente. Uomo Serpente è ferocissimo e rapidissimo ad attaccare. Don Francesco è in seria difficoltà. Intanto Matteo che sta affrontando Uomo Aquila, Matteo non è certo messo tanto meglio di don Francesco. Uomo Aquila si aiuta con le sue ali per colpire Matteo. Uomo Aquila ha dei terribili artigli sulle mani e graffiando Matteo, Matteo resta ferito. Matteo e don Francesco sono vicini ad essere sconfitti dai rispettivi nemici. Don Francesco è stato ripetutamente morso da Uomo Serpente; don Francesco non può sapere ciò che Matteo scoprì affrontando Uomo Serpente, ovvero che Uomo Serpente ha paura dei morsi. Ad un certo punto, però, don Francesco pensa ad una cosa, ovvero al suo incontro vinto contro Uomo Cavallo; ovvero come Uomo Cavallo aveva paura dei suoi stessi ferri di cavallo, forse anche Uomo Serpente potrebbe avere paura di qualcosa che Uomo Serpente fa agli altri che se usata contro di lui potrebbe sconfiggerlo; a questo punto don Francesco capisce che come Uomo Cavallo aveva paura dei suoi stessi ferri di cavallo, quindi Uomo Serpente ha paura dei suoi stessi morsi. Dopo questa intuizione di don Francesco, don Francesco che è stato colpito dai continui attacchi di pugni, calci e morsi di Uomo Serpente; don Francesco finge di mordere Uomo Serpente. Uomo Serpente comincia ad avere paura dei tentativi di morsi di don Francesco. Don Francesco ha una idea geniale. Bisogna sfruttare i morsi di Uomo Serpente in proprio favore. Come? Adesso voi lo vedrete. Don Francesco afferra un braccio di Uomo Serpente, ma don Francesco finge di mordere il proprio braccio e non quello di Uomo Serpente. Uomo Serpente che è invitato a mordere, Uomo Serpente tenta di mordere il braccio di don Francesco che a sua volta aveva afferrato il braccio di Uomo Serpente. Ma, mentre Uomo Serpente tenta di mordere il braccio di don Francesco che tiene il braccio di Uomo Serpente, don Francesco un secondo prima toglie il proprio braccio facendo mordere a Uomo Serpente non il braccio di don Francesco ma dello stesso Uomo Serpente. Uomo Serpente si è morso un braccio da solo, credendo di mordere il braccio di don Francesco. Lo stesso si ripete per l’altro braccio. Uomo Serpente tenta di mordere l’altro braccio di don Francesco che afferra l’altro braccio di Uomo Serpente. Ma don Francesco toglie all’ultimo il proprio braccio e così Uomo Serpente morde di nuovo un proprio braccio e non il braccio di don Francesco. Essere più rapido di Uomo Serpente, cari lettori non è per nulla facile, perché Uomo Serpente attacca mordendo con una velocità di un fulmine, ecco perché lo stesso Uomo Serpente non può fare in tempo a fermarsi interrompendo l’attacco vedendo che egli stia mordendo il proprio braccio e non quello del suo mortale nemico. Il tempo per fermarsi a capire la differenza del braccio di chi Uomo Serpente stia per mordere è inesistente, talmente è la rapidità dell’attacco a mordere di Uomo Serpente. Uomo Serpente è messo in condizione di usare la sua velocità di rettile contro se stesso. Uomo Serpente essendosi morso 4 volte di seguito da solo, Uomo Serpente comincia a perdere sangue ed essere piuttosto ferito. Uomo Serpente ferito e spaventato perché comincia ad accorgersi di essere il nemico di se stesso con i suoi stessi morsi. Uomo Serpente è terrorizzato dai suoi stessi morsi che lui ha sempre temuto dai serpenti e diventando lui Uomo Serpente egli è terrorizzato ora da se stesso. Uomo Serpente ora resta immobile per paura di mordersi nuovamente da solo nel tentativo di mordere un braccio di don Francesco che afferra lo stesso Uomo Serpente. Uomo Serpente è ferito e spaventato per essersi morso continuamente da solo e quindi per paura di mordersi nuovamente da solo, Uomo Serpente spaventato e ferito resta fermo, completamente immobile. Don Francesco ha una altra idea geniale. Don Francesco si mette nascosto ma in modo che la sua immagine si rifletta in uno specchio. Completamente sopraffatto dall’odio verso don Francesco, Uomo Serpente che è ferito e perdendo sangue, Uomo Serpente vede l’immagine di don Francesco senza però percepire che si tratti di uno specchio che riflette don Francesco. Uomo Serpente si scaglia con una velocità di attacco di un serpente appunto per gettarsi contro l’immagine di don Francesco. Ma, Uomo Serpente non colpisce don Francesco, ma l’immagine di don Francesco che si riflette contro lo specchio. Schiantandosi contro lo specchio che si frantuma in tantissimi pezzi, Uomo Serpente si uccide da solo. Don Francesco ha sfruttato l’odio di Uomo Serpente che Uomo Serpente aveva nei confronti di don Francesco in proprio favore. Credendo di uccidere don Francesco, Uomo Serpente stava per uccidere se stesso. Don Francesco vince ancora. Ma Matteo contro Uomo Aquila? Andiamo a vedere. Matteo è veramente in gravi condizioni per i continui attacchi subiti da Uomo Aquila, già perché Uomo Aquila attacca gettandosi in picchiata contro Matteo. Uomo Aquila colpisce con le sue ali Matteo. Matteo è stato colpito diverse volte dal becco di Uomo Aquila. Matteo è prossimo alla sconfitta e forse anche alla morte. Intanto che Uomo Serpente è morto schiantandosi contro uno specchio, quindi don Francesco è il vincitore, Matteo è in condizioni di perdere contro il terribile Uomo Aquila. Matteo dice a Uomo Aquila:

Io sto facendo la fine di un coniglio che viene catturato ed ucciso da un’aquila!”

Sentendo questa frase pronunciata da Matteo, di colpo Uomo Aquila si ferma da ogni tentativo di attacco. Già, perché il fratello di Uomo Aquila fu attaccato da un’aquila perché il fratello teneva in mano un coniglio che attirò l’attenzione dell’aquila a gettarsi in picchiata per attaccare la sua preda che dal solo coniglio, la sua preda diventò anche il fratello di Uomo Aquila che era solo un bambino. Difatti, il fratello di Uomo Aquila per difendere il proprio coniglio dall’aquila che voleva ucciderlo, il fratello di Uomo Aquila cadde morendo sbattendo la testa. Uomo Aquila non parlava più per quell’incidente che provocò la morte di suo fratello che era solo un bambino innocente che voleva bene al suo coniglio. Se quel coniglio non fosse stato in mano del fratello di Uomo Aquila, il fratello di Uomo Aquila non sarebbe mai morto così piccolo. Per questo Uomo Aquila odia i conigli. Tornando all’incontro tra Uomo Aquila e Matteo, Uomo Aquila si immobilizza sentendo la frase di Matteo. Allora Matteo capisce che per un modo di dire che era stato detto in quella situazione, Matteo aveva scoperto il punto debole di Uomo Aquila. Come usare la paura per i conigli di Uomo Aquila? Forse solamente parlargliene continuamente e soprattutto particolarmente in modo affettuoso. Difatti, Matteo così fa. Matteo dice a Uomo Aquila:

Sai tu che io adoro i conigli? Io amo i conigli, i conigli sono così delicati con quel bel pelo, così morbidi, così invitanti ad accarezzarli, come si può non amare i conigli che sono gli animali più belli ed innocenti della Terra?”

Uomo Aquila comincia veramente ad arrabbiarsi senza riuscire a muoversi, perché i conigli gli ricordano la morte di suo fratello e soprattutto il motivo della morte di suo fratello che fu provocata da un’aquila che attaccando il coniglio in mano a suo fratello, suo fratello morì per difendere il coniglio dall’aquila. Uomo Aquila è arrabbiato ma non in grado di attaccare perché dispiaciuto. Uomo Aquila resta immobile senza poter attaccare Matteo che è persino in pericolo di vita, ma finché si è in vita si può ancora vincere in un combattimento mortale, finché si ha la forza di combattere, ovviamente. Con questo punto di forza di Matteo scoperto da Matteo, Uomo Aquila non è più in grado di attaccare perché pensando alla morte di suo fratello ucciso da un’aquila, Uomo Aquila non attacca. Matteo che vede Uomo Aquila dispiaciuto ed indebolito, senza sapere il motivo preciso, Matteo estrae la sua croce da lancio e lanciandola contro Uomo Aquila. Uomo Aquila viene colpito alla gola dalla croce da lancio di Matteo, morendo. Matteo è riuscito a vincere, con tutto che Matteo fosse gravemente ferito e prossimo alla morte stando alla mercé di Uomo Aquila. Don Francesco e Matteo sono feriti ma ancora vivi. Don Francesco e Matteo devono continuare a cercare il commissario Emiliano De Luca in altre stanze.

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