Il M5s Lazio propone la sua legge no vax

Il M5s Lazio ha presentato una proposta di legge per la revisione del sistema vaccinale della regione, a prima firma dei consiglieri regionali Davide Barillari e Roberta Lombardi. “Inutile usare giri di parole, una proposta tutta ‘free vax’ oriented”, scrive Quotidiano sanità, che per primo riprende il testo della proposta grillina (si può leggere integralmente qui). Stop a ogni obbligo, vaccinazioni personalizzate con analisi pre vaccinali e follow up, acquisto di vaccini in formato monocomponente e addirittura periodi di “quarantena” di 4-6 settimane che le scuole dovrebbero riconoscere ai bambini vaccinati. Ritorna insomma il mondo capovolto immaginato dal ministro dell’Istruzione Marco Bussetti, con i bimbi immunodepressi a casa e quelli non vaccinati nelle aule. Qui declinata in una sorta di “isolamento” per i bambini vaccinati, da sorvegliare per un mesetto. Ma il meglio deve ancora arrivare: perché nel testo c’è anche la proposta di una prevenzione basata sulla “nutrizione preventiva, un vecchio cavallo di battaglia del consigliere Barillari. E anche del medico radiato Roberto Gava. Potenziare l’organismo tramite l’alimentazione: bene. Ma non per per evitare i vaccini, vero?

Chissà cosa ne pensa la ministra della Salute, la pentastellata Giulia Grillo, che solo poche settimane fa ribadiva l’importanza delle vaccinazioni, un “presidio fondamentale di prevenzione primaria”, pur se sul tema dell’obbligo vaccinale sosteneva, in diretta tv, che “si può graduare: nell’intensità, nel tempo e anche a livello territoriale”.

 

Tra i principi della nuova proposta di legge c’è il fatto che la regione “tutela e promuove il principio di precauzione anche nella pratica vaccinale, nonché la democratizzazione della medicina, la libertà di scelta terapeutica, o la collaborazione del paziente con il medico per la co-definizione del percorso terapeutico”. Insomma, uno (paziente) vale uno (medico).

 

Non mancano altre meraviglie. All’articolo 3 si spiega che, prima della vaccinazione, il pediatra dovrà raccogliere una “dettagliata anamnesi dei genitori, dei parenti prossimi e del bambino stesso, considerando tutti i fattori che influenzano la salute di quest’ultimo nella sua globalità, perché su di lui si ripercuotono anche le condizioni socio-ambientali del territorio in cui vive il nucleo familiare, ossia dati economici, nutrizionali, tossicologici e psico-comportamentali dei componenti della sua famiglia; pediatri e medici sono tenuti a valutare con particolare attenzione le condizioni cliniche e di analisi che prospettano la necessità dell’esonero o del differimento della vaccinazione”. All’articolo 4 si spiega che, al momento della vaccinazione, “l’individuo deve essere in condizioni ottimali, sia fisiche che psichiche, e deve essere in possesso del certificato di nulla osta rilasciato nelle 24/48 ore precedenti”.

 

https://www.ilfoglio.it/salute/2018/07/24/news/il-m5s-lazio-propone-la-sua-legge-no-vax-207239/

 

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