Il Vaticano “salva” il sindaco Marino

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Dopo la pace armata con Renzi e il «patto del biliardino» fra Orfini e il premier, ora anche la «benedizione» del Vaticano. Nonostante le emergenze che ancora sommergono la Capitale, sembra essere tornato il «sereno» attorno a Ignazio Marino, almeno dal punto di vista politico. Ieri, infatti, il sindaco di Roma ha ricevuto l’inaspettato endorsement da parte di Monsignor Liberio Andreatta, amministratore delegato dell’Opera Romana Pellegrinaggi e uno degli uomini più influenti di tutto il Vicariato di Roma. Andreatta si è presentato a sorpresa alla conferenza stampa in Campidoglio dove Marino e il suo assessore ai Lavori Pubblici, Maurizio Pucci, stavano esponendo il progetto di realizzazione di itinerari pedonali a uso dei pellegrini attesi in città per il Giubileo della misericordia 2016.

IL J’ACCUSE DI ANDREATTA

Un intervento diretto e polemico quello di Andreatta, anche nei confronti della stampa: «Mentre i media si divertivano a parlare male di Roma e a dire che non si fa niente, io e l’assessore Pucci camminavamo cercando di preparare un piano di accoglienza tra Santa Sede, Vicariato, Comune che fosse davvero utile nel momento in cui si sarebbero sbloccate alcune problematiche. Quindi non abbiamo atteso che qualcuno decidesse ma abbiamo lavorato». Il riferimento è chiaramente al braccio di ferro per i fondi del Giubileo, ad oggi pari a 200 milioni di euro grazie alla possibilità concessa dal Governo al Comune di Roma di allentare il patto di stabilità. Ma anche, ovviamente, alla guerra mediatica scatenata non dalla stampa, ma dal premier che ha criticato aspramente, e più volte, l’operato del sindaco Marino al netto dell’inchiesta su Mafia Capitale. «In linea con i compiti di un sacerdote – ha spiegato Andreatta – ho sopportato pazientemente persone moleste che mi hanno insidiato con mail e telefonate, a cui non ho risposto, per sapere quali sono le grandi opere del giubileo. Oggi dico che le grandi opere che papa Francesco vuole sono quelle di misericordia corporali e spirituali, e non materiali». Ha aggiunto Marino, gongolando: «Da mesi lavoriamo insieme a Vaticano, Vicariato, Governo e Regione per organizzare al meglio un appuntamento così fortemente voluto da papa Francesco».

BRINDISI E PROSECCO

E pensare che fino a qualche settimana fa i rapporti fra Campidoglio e istituzioni ecclesiastiche, almeno sul fronte Giubileo, non erano idilliaci. Anzi. All’indomani dell’inaspettato annuncio di Papa Francesco, fatti due conti in tasca al Comune, dal Pd si levò il grido: «Anche il Vaticano deve fare la sua parte». L’«affronto» arrivò fino all’orecchio di Bergoglio, che attraverso il presidente dl Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione Fisichella fece sapere di essere rimasto «sconcertato» e che al Vaticano «non interessa il business ma esprimere segni concreti di misericordia». Una bacchettata che ha fatto il paio con le polemiche precedenti sul taglio ai fondi per i viaggi verso i luoghi della tragedia delle foibe, la gestione degli hooligans olandesi del Feyenoord che arrivarono a fare danni pure a San Pietro e l’iniziativa del registro delle unioni civili. Tutto dimenticato dunque? Per ora sembra di sì. Tanto che ieri Andreatta ha assicurato: «Ad ogni Giubileo è sempre la stessa storia. Siamo sopravvissuti a tutti, hanno fatto perfino l’Expo. E alla fine ci ritroveremo a festeggiare con un bel prosecco di Valdobbiadene». Andreatta poi ha scherzato: «State sereni, che detto da un sacerdote è meglio che da un politico».

http://www.iltempo.it/roma-capitale/2015/08/06/il-vaticano-salva-il-sindaco-marino-1.1445622

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