Il virus arriva anche sull’isola di Pasqua. Gli abitanti:”Potrebbe essere la nostra fine”

Registrato il primo caso di Covid-19, portato con ogni probabilità da turisti. Sull’isola non esiste un ospedale vero e proprio: “Possiamo curare solo tre pazienti. Sarebbe una catastrofe”

Il virus arriva anche “alla fine del mondo”. Sull’isola di Pasqua, uno dei luoghi più remoti, si è registrato il primo caso di coronavirus. Le autorità hanno comunicato che si tratta di un adulto attualmente in condizioni stabili. «Stiamo risalendo ai contatti di questa persona per evitare nuovi casi», si legge in un comunicato ufficiale. La notizia del paziente 1 ha scatenato preoccupazione. «La propagazione del virus sarebbe un disastro, potrebbe essere la nostra fine», ha spiegato al telefono a La Stampa il sindaco Pedro Edmunds Paoa dal suo ufficio di Hanga Roa, la capitale.

Ma come ha fatto il virus ad arrivare in questa isola sperduta nell’Oceano? Il giornale ricostruisce le fasi del contagio.

In questo fazzoletto di terra, grande come il 5% della Valle d’Aosta, vivono circa 7mila persone. Ma i Moai, i celebri e misteriosi monoliti presenti sull’isola, richiamano ogni anno oltre 100mila turisti. Circa 700 di loro sono bloccati sull’isola e rappresentano la principale preoccupazione delle autorità. Sono considerati alla stregua di una “bomba biologica” perché sono arrivati nelle settimane scorse da Stati Uniti, Canada, Europa e altri Paesi dell’America Latina dove si sono registrati numerosi casi di coronavirus. Non è escluso che la scintilla dell’infezione sia da ricercare lì. «Finché non lasceranno l’isola, vanno considerati tutti come sospetti infetti», spiega l’alcalde Edmunds Paoa.

L’isolamento è stato disposto. Meglio correre subito ai ripari dato che sull’isola, di fatto, non esiste un ospedale vero e proprio.

«L’unica struttura sanitaria ha due letti di terapia intensiva e poi abbiamo un aereo-ambulanza per il trasporto di pazienti gravi verso il continente. Tecnicamente – aggiunge il sindaco – potremmo curare solo tre pazienti». Si rischia una catastrofe umanitaria, insomma. 

La clausura forzata è resa ancora più difficile per chi da sempre è abituato a vivere all’aria aperta.

«Durante i primi giorni alcuni abitanti hanno sottovalutato la situazione, altri sono usciti dalle loro case», racconta Jocelyn Fuentes, l’unica giornalista presente sull’isola. «Ma l’intervento delle autorità e del sindaco, che ha minacciato di andare casa per casa con un megafono, alla fine ha convinto tutti». 

https://www.huffingtonpost.it/entry/il-virus-arriva-anche-sullisola-di-pasqua-i-moaipotrebbe-essere-la-nostra-fine_it_5e79e106c5b6f5b7c54adf6a?ref=fbph&ncid=fcbklnkithpmg00000001&fbclid=IwAR1bdJw8NUL5FxTxfj7oIb2pGxQrIhUynjKarNP18aQw6-UeEs-cxnZNi84
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