In Gran Bretagna sarà reato boicottare i prodotti israeliani

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Il governo di David Cameron si prepara a mettere al bando il boicottaggio di beni e servizi di Tel Aviv. Proteste della società civile e dei laburisti: “Il governo impone le sue politiche anche agli enti locali”

Boicottare i prodotti israeliani diventerà reato penale: lo avrebbe deciso il governo britannico, secondo le indiscrezioni che stanno trapelando in queste ore sulla stampa britannica ed israeliana.

Nel dettaglio, la discriminazione contro i prodotti di Tel Aviv sarà vietata per tutti quegli enti pubblici, gli organi amministrativi locali e perfino quelle associazioni di studenti universitari che ricevono finanziamenti pubblici. Secondo fonti governative, la scelta di non acquistare o di favorire attivamente il boicottaggio di beni e servizi israeliani potrebbe “minare le relazioni tra comunità, avvelenare e polarizzare il dibattito ed alimentare l’antisemitismo”.

La campagna di boicottaggio, rivolta soprattutto contro i prodotti di aziende coinvolte nel commercio di armi, carburanti fossili e tabacco, ha conosciuto grande successo in tutta laGran Bretagna, con adesioni che hanno avuto del clamoroso. Nel 2014, ad esempio, il consiglio comunale della città di Leicester – dove oltre il 15% della popolazione è di fede musulmana – aveva messo al bando tutti i prodotti “made in Israel”.

La decisione del governo, però, ha incontrato le critiche durissime delle associazioni che aderiscono al boicottaggio e del partito laburista. Il leader dei labour, Jeremy Corbyn ha criticato la decisione di Downing Street spiegando che “i cittadini hanno il diritto di eleggere rappresentanze locali in grado di prendere decisioni autonome dalle scelte del governo centrale, comprese quelle che riguardano gli investimenti o l’acquisto di beni e servizi considerati non etici.”

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