Instagram, guerra a ‘fabbriche’ di like ed eccesso hashtag

Instagram dichiara guerra ai finti ‘influencer’, qli utenti che vogliono aumentare la loro fama per strappare contratti alle aziende, e ai post con tanti hashtag.

Nelle ultime due settimane, come riporta il sito The Next Web, la piattaforma di proprietà di Facebook ha chiuso siti e applicazioni di terze parti proprio per violazione dei termini di utilizzo del social: permettevano a chiunque di comprare pacchetti di reazioni, commenti e follower per Instagram.

Proprio pochi giorni fa, in Italia la Camera dei Deputati ha dato l’ok al ddl Concorrenza che vuole regolamentare anche i selfie dei vip che sponsorizzano prodotti sui social network.

Instagress, InstaPlus e PeerBoost sono tra i servizi chiusi.

Sono proprio quelli di cui si servono gli aspiranti ‘influencer’ per ottenere migliaia di commenti generici e mi piace ai loro post, così come follower. Ciò che devono fare è pagare per un certo numero di reazioni e poi i ‘bot’ (software che replicano il comportamento umano) fanno il resto, cioè spargono commenti generici e falsi. Tutte reazioni vaghe e facilmente individuabili perché non hanno riferimenti precisi ai contenuti di foto e video pubblicati.

Inoltre, secondo quanto riferito da The Next Web, Instagram sta anche “oscurando” quei post che hanno una serie massiva di hashtag: non saranno più visibili nella ricerca o nella sezione Esplora dell’applicazione. Un tentativo di rendere il social meno spam e più autentico.

 

http://www.ansa.it/sito/notizie/tecnologia/internet_social/2017/07/04/instagram-guerra-a-fabbriche-di-like_39264f50-f6a3-4384-8594-d50396bd680d.html

 

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