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IO E IL GOLF – Capitolo 16

DiPietro Sciandra

Gen 14, 2018

 

Capitolo 16

Il giorno 27 giugno 1999, al Parco De’ Medici, io giocai il torneo staebleford Tonini Golf Cup. Alla buca 1 par 4 di 390 metri, io chiusi in triplo bogey 7. Alla buca 2 par 3 di 191 metri, io chiusi in triplo bogey 6. Alla buca 3 par 5 di 485 metri, incredibile, par per me. Alla buca 4 par 3 di 150 metri, bogey 4 per me. Alla buca 5 par 4 di 273 metri, X per me. Alla buca 6 par 4 di 313 metri, doppio bogey 6 per me. Alla buca 7 par 3 di 172 metri, X per me. Alla buca 8 par 5 di 486 metri, X per me. Alla buca 9 par 4 di 368 metri, X per me. Alla buca 10 par 4 di 383 metri, triplo bogey 7 per me. Alla buca 11 par 4 di 377 metri, doppio bogey 6 per me. Alla buca 12 par 3 di 170 metri, X per me. Alla buca 13 par 4 di 334 metri, doppio bogey 6 per me. Alla buca 14 par 5 di 485 metri, X per me. Alla buca 15 par 3 di 146 metri, doppio bogey 5 per me. Alla buca 16 par 4 di 322 metri, X per me. Alla buca 17 par 4 di 358 metri, triplo bogey 7 per me. Alla buca 18 par 5 di 505 metri, X per me. Le classifiche sono due. Classifica punteggio lordo, con i miei 3 punti confrontati contro tutti i partecipanti di tutte e tre le categorie, la mia posizione è 33° su 61 giocatori. Invece, la classifica punteggio netto di terza categoria, con i miei 15 punti, la mia posizione è 18° su 32 giocatori. Questo confronto sta a indicare che io ormai non temo più avversari; perché io sto diventando sempre più competitivo e i miei punteggi sono sempre migliori; giocando addirittura delle buche che io chiudo persino in par. Io sono in attesa ma senza presuntuosa arroganza di ottenere dei birdie. In questo mio racconto biografico; io voglio evidenziare e raccontare la vita di chi ha amato veramente il golf e non solo a praticarlo per sentirsi migliore degli altri, più agevolati degli altri, e poi per dimostrare il grosso errore che la gente commette nel considerare il golf solo ai massimi livelli dei professionisti in cui non c’è alcun esempio da seguire ma solo da ammirare. Ovvero, i giocatori professionisti di golf sono ammirati, ma nessuno può prendere esempio da un giocatore professionista perché un professionista è troppo fuori portata per i giocatori che non sono come loro. Nel golf nessuno deve copiare nessuno; si può essere stimolati, che questa è una altra cosa, ovvero giocando con giocatori un po’ più bravi di te tu potresti essere più motivato ad impegnarti di più. Per concludere questo capitolo; un esagerato errore commette la gente che non conosce il golf; ovvero chi non è un professionista non è nessuno nel golf, quindi non si parla di giocatori di golf non professionisti, come nei film. Questo non è vero. Innanzitutto, il cinema scredita o addirittura ridicolizza il golf. Difatti i film di golf validi sono rari da trovare, ammettendo che essi esistano. Il golf nei film è considerato un gioco assurdo o ridicolizzato, oppure il golf nei film è esaltato in sfide impossibili come un giocatore che non giochi a golf per anni, questo giocatore potrebbe battere i professionisti più forti al mondo. Il golf non è mai considerato realmente, ma solo per prenderlo in giro come una continua parodia di un gioco. Per questo io sto scrivendo la mia vita del golf; perché il golf è bello a tutti i livelli di abilità; perché nessuno gioca a golf per diventare professionista entro un mese. Giocare a golf è difficilissimo e a volte le partite più spettacolari sono quelle dei dilettanti od addirittura dei principianti che fanno rendere conto di quanto sia veramente difficile giocare a golf. Per i dilettanti l’impegno è dato dalla speranza di chiudere almeno una buca in par in tutto il percorso. Invece un professionista deve evitare di ottenere un bogey in tutto il percorso. La realtà di gioco del professionista si basa sulla perfezione in cui il professionista non esulta per un colpo fenomenale, perché se lui non gioca così per lui è come uno sbaglio sul lavoro. Il professionista non esulta quando lui gioca bene, ma il professionista si arrabbia quando lui sbaglia. Il dilettante esulta quando lui esegue un colpo fantastico; invece alcuni dilettanti ridono quando loro sbagliano.

Il golf è il gioco più reale che esiste. Giocando a golf si possono incontrare persino sovrani, da qui il famoso detto nel golf, che il re ti reggerebbe la bandiera mentre tu giochi per tentare di imbucare, ma il re non ti darà mai la sua corona (in foto). Il potere va conquistato, perché nessuno ti farà mai essere capo di qualcosa se tu non lo prendi con la forza.

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