Iran, Aiea: ok all’accordo sul nucleare scambio di prigionieri con gli Stati Uniti

WCENTER 0XQBBGTGPI                epa05105580 US Secretary of State John Kerry (3rd L), Iranian Foreign Minister Javad Zarif (4th R), and their respective advisers sit across from one another, at the Palais Coburg Hotel in Vienna, Austria, on 16 January 2016 before a meeting about the implementation of the Joint Comprehensive Plan of Action outlining the shape of Iran's nuclear program. The top diplomats of Iran, the United States and the European Union met in Vienna to clarify final remaining issues before the planned launch of a far-reaching nuclear deal that will end Iran's isolation.  EPA/US DEPARTMENT OF STATE / HANDOUT   EDITORIAL USE ONLY

È ormai la sera di sabato a Vienna quando l’Aiea (l’agenzia dell’Onu per l’energia atomica), dopo l’annuncio di un clamoroso scambio di prigionieri tra Washington e Teheran, dà disco verde all’entrata in vigore dello storico accordo sul nucleare iraniano confermando che il Paese degli ayatollah ha rispettato tutti i suoi obblighi. Passano pochi minuti e quasi contemporaneamente Ue, Usa e Onu annunciano la revoca delle pesanti sanzioni internazionali, che consentiranno a Teheran di recuperare oltre 100 miliardi di asset congelati all’estero e di spalancare le sue porte al mercato petrolifero, finanziario e commerciale.

Un accordo storico, forte e giusto ha commentato il capo della diplomazia europea, Federica Mogherini, in una conferenza stampa a Vienna con il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif, con cui ha condiviso un successo frutto di volontà politica, perseveranza e di una diplomazia multilaterale. Anche segretario di Stato Usa John Kerry, in una conferenza stampa separata, ha elogiato »il potere della diplomazia nell’ affrontare sfide significative, poco dopo che Obama aveva firmato l’ordine esecutivo per revocare le sanzioni. Plauso anche dal segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon: è un traguardo significativo che riflette lo sforzo e la buona fede di tutte le parti per rispettare gli impegni presi.

Ma non tutti sono contenti di quella che il presidente iraniano Hassan Rohani ha twittato come una vittoria gloriosa di Teheran. Israele resta preoccupata: anche dopo aver firmato l’accordo sul nucleare, l’Iran non ha abbandonato le sue ambizioni di acquisire l’arma nucleare e continua a lavorare per destabilizzare il Medio Oriente mentre esporta terrorismo in tutto il mondo, in violazione con i suoi obblighi internazionali, accusa il premier israeliano Benyamin Netanyahu. Pure i Repubblicani Usa danno battaglia: oggi l’amministrazione Obama comincia a togliere le sanzioni economiche contro il principale Stato che sostiene il terrorismo nel mondo, ha osservato Paul Ryan, lo speaker della Camera (dominata dai Repubblicani), sostenendo che molto probabilmente Teheran approfitterà della nuova manna finanziaria per continuare »a finanziare il terrorismo.

Se lo storico Implementation day era atteso da giorni, è arrivato invece a sorpresa l’annuncio dell’altrettanto storico scambio di prigionieri tra Usa e Iran, degno dei tempi della guerra fredda. Anche questa un’operazione già diventata terreno di scontro elettorale in America alla vigilia delle primarie. Tanto da indurre l’amministrazione Obama a precisare che non si è trattato di un tradizionale scambio di spie ma di un gesto umanitario, dopo 14 mesi di trattative segrete che si sono chiuse solo nelle ultime 24 ore, non senza retroscena.

http://www.ilmessaggero.it/primopiano/esteri/iran_stop_sanzioni_accordo_nucleare_vigore-1486697.html

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