Isis, “distruzione arte? Jihadisti dicono ‘venite a fermarci, farete la stessa fine’”

Isis-Libia-distruzione-tempio-675

 

Francesca Maria Corrao, esperta di cultura araba e docente di Studi Mediterranei all’Università Luiss-Guido Carli di Roma: “Dopo le decapitazioni, è l’ultima sfida lanciata dai fondamentalisti all’Occidente”. Ma determinati gesti non vanno ricondotti a motivazioni religiose (il Corano non vieta esplicitamente la raffigurazione di Dio), bensì agli interessi politici del gruppo dirigente che fa capo ad Al Baghdadi

“Si tratta dell’ennesima sfida all’Occidente, come se i jihadisti dicessero ‘venite ad affrontarci sul nostro territorio e questa è lafine che farete’”. Prima le statue del museo di Mosul, poi i resti della città di Ninive, fino alle rovine di Hatra: lo Stato Islamico, secondo quanto riportato dal governo iracheno, ha preso di mira il patrimonio artistico e culturale dell’Iraq distruggendo quelli che sono i resti di civiltà antiche migliaia di anni. Ma le distruzioni per mano degli jihadisti hanno obiettivi precisi: “Prima c’erano ledecapitazioni dei giornalisti, la pulizia etnica e le uccisioni sempre più barbare – spiega a IlFattoQuotidiano.it Francesca Maria Corrao, esperta di cultura araba e docente di Studi Mediterranei all’Università Luiss-Guido Carli di Roma – oggi, oggetto delle violenze dei terroristi sono i siti archeologici e culturali del Paese. Tutto questo ha una doppia finalità: dare un ennesimo segnale di forza ai miliziani di Isis e lanciare l’ultima sfida all’Occidente”.

Il Corano non vieta esplicitamente la raffigurazione di Dio. Questi precetti si trovano, invece, in alcuni hadithriconosciuti (codici di comportamento che fanno parte della Sunna, testo sacro dell’Islam) che non permettono in alcun modo di raffigurare Dio o il suo profeta Maometto. “I testi sacri – spiega Corrao – vanno interpretati. Nessun musulmano ha mai distrutto questi siti nell’arco di millenni, quindi la spiegazione va cercata altrove, non nei testi sacri”. Questa spiegazione, continua Corrao, si trova in quella che è una degenerazione del Wahhabismo, la corrente islamica di origine saudita che predica un ritorno alla “purezza” e al rigore originale riguardo ai testi sacri, in opposizione alla “cultura corrotta” contemporanea. “Questa corrente estremista – spiega la professoressa – ha influenzato spesso il fondamentalismo, degenerando in gesti come quello dei miliziani di Isis o dei Taliban che distrussero le statue dei Buddha di Bamiyan, inAfghanistan. Sono gli stessi che volevano distruggere la tomba del Profeta Maometto, per noi un vero controsenso”.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/03/12/isis-corrao-distruzione-opere-darte-sfida-alloccidente-jihadisti-dicono-venite-fermarci-fareste-stessa/1497197/

 

(Visited 7 times, 1 visits today)