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Isis, la jihadista italiana: “Qui nelle terre dell’Isis ci sono i diritti umani”

DiPasquale Stavola

Lug 7, 2015

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In un colloquio con il Corriere, Lady Jihad ribadisce il suo innamoramento per lo “Stato” del terrore. “Qui comanda la legge perfetta di Allah”

Se visto da fuori il sedicente Stato islamico è luogo di orrori senza fine, dove le decapitazioni sono all’ordine del giorno, punizione per i criminali e spettacolo macabro da mostrare in una infinita sequela di filmati propagandistici, per chi i territori controllati dai jihadisti li ha raggiunti non esistono migliori condizioni in cui vivere.

Imbottiti di discorsi sul jihad e sulla bontà di ciò che si sta facendo tra Siria e Iraq, convinti che il vessillo nero sotto cui combattono i miliziani sia una sorta di idealtipo a cui tutto il mondo dovrebbero aspirare, gli accorsi allo Stato islamico non fanno mistero del loro pensiero.

È quello che si capisce nell’ascoltare, ancora una volta, la voce dell’italiana Maria Giulia Sergio, raggiunta tramite Skype da una giornalista del Corriere della Sera. Se finora la si era sentita soltanto in due lunghe intercettazioni, in un dialogo con i parenti, che aveva convinto ad abbandonare la Lombardia per partire alla volta della Siria, il tono della 28enne Fatima – questo il nome che si è scelta dopo la conversione all’islam – è oggi molto diverso.

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/isis-maria-giulia-sergio-skype-jihad-1149143.html

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