La beffa delle Rc auto: veicoli fermi ma i pagamenti non si fermano

Il costo delle polizze Rc auto corre senza sosta nonostante le limitazioni imposte sugli spostamenti. Il governo ha provato a risolvere il problema ma la strada è ancora in salita

Le misure adottate dal governo per bloccare la diffusione del nuovo coronavirus hanno avuto, tra gli altri effetti, quello di limitare l’utilizzo dei veicoli a due e quattro ruote.

Se gli spostamenti sono limitati alle sole condizioni di lavoro, salute e necessità, va da sé che la maggior parte degli italiani non ha alcun bisogno di guidare automobili e motocicli. Il problema è che, nonostante la particolare situazione del Paese, le polizze Rc auto non si sono fermate.

Come spiega il quotidiano Repubblica, il costo delle polizze corre senza sosta. Scendendo nel dettaglio, i giorni di stop forzato compresi tra lo scorso 10 marzo e il prossimo 3 maggio equivalgono a 54 giorni di contratto pagati a vuoto. In altre parole i cittadini sono stati costretti a pagare, anche se in questo lasso di tempo ben pochi italiani hanno usufruito dei propri mezzi privati. Se il costo medio di un contratto è pari a 404 euro, ogni automobilista sta perdendo più o meno 59,4 euro per il mancato uso del rispettivo veicolo.

Il governo ha provato a risolvere il problema ma la strada è ancora in salita. L’esecutivo ha regalato 15 giorni di validità ai contratti in scadenza tra il 17 marzo e il 31 luglio. Ciò significa che auto moto il cui contratto è in scadenza in questo periodo saranno coperte per altri 30 giorni: 15 da legge e 15 extra.

Numeri e previsioni

Per mitigare gli effetti delle polizze (che, stando al database di Aci, coprono oltre 39milioni di auto e oltre 6 milioni di motocicli) è utile prendere qualche accorgimento. Intanto è importante controllare i dati del settore per capirne l’andamento e l’evoluzione nel corso del 2020.

Scopriamo ad esempio che il numero delle immatricolazioni e delle radiazioni di veicoli si avvicina a quello registrato negli anni ’60. A marzo sono entrate nel database poco più di 50mila auto e 8.500 motocicli, con appena 60mila rottamazioni. Insomma, il mercato è fermo e la colpa è della crisi provocata dal Covid-19.

Il lato positivo è che nei primi 22 giorni di marzo il numero di furti nelle auto in sosta è crollato del -67%, così come sono scesi i furti di ciclomotori (-47,2%), moto (-57,9%) e auto (-57,9%). Il problema è che, nonostante i numeri siano più che positivi, i prezzi non scendono.

Il motivo è presto detto: tutto dipende dai metodi utilizzati dalle imprese assicuratrici per calcolare i prezzi. Le polizze famiglia introdotte dal decreto Fiscale potrebbero portare, a breve, a un aumento della Rc auto di quasi il 2%. Non solo: il calo delle immatricolazioni potrebbe ”spalmare” i costi delle polizze su un parco auto ridotto e più datato.

Certo, alcune aziende consentono la sospensione dei contratti (con tanto di allungamento di validità per un periodo uguale a quello dello stop) ma una volta sospesa la polizza, in casi del genere, è necessario che l’auto (o la moto) resti chiusa in un’area privata. E in città non tutti possono godere di una simile condizione.

https://www.ilgiornale.it/news/economia/beffa-delle-rc-auto-veicoli-fermi-i-pagamenti-non-si-fermano-1854148.html
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