La Francia bombarda Raqqa, diluvio di fuoco sull’Isis

epa05027416 An undated handout photograph issued by the French Ministry of Defense on 15 November 2015 shows a French fighter jet part of the Operation Chammal taking off from a base in the Gulf. The French Air Force on 15 November 2015 launched a massive campaign of airstrikes against the Islamic State in its stronghold of al-Raqqa in Syria, the French news agency AFP reports, citing the Defence Ministry. The airstrikes come after at least 132 people were killed and some 350 injured in the terror attacks which targeted the Bataclan concert hall, the Stade de France national sports stadium, and several restaurants and bars in Paris on 13 November. Authorities believe that three coordinated teams of terrorists armed with rifles and explosive vests carried out the attacks, which the Islamic State (IS) extremist group has claimed responsibility for.  EPA/ECPAD/HANDOUT TO BE USED WITHIN 30 DAYS FROM 15 NOVEMBER 2015 HANDOUT EDITORIAL USE ONLY/NO SALES

Colpita la ‘capitale’ dell’Isis in Siria, da dove era partito l’ordine del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi di attaccare Parigi e dove si sono addestrati gli attentatori che hanno sconvolto l’Europa

ROMA – Diluvio di fuoco su Raqqa, la ‘capitale’ dell’Isis in Siria, da dove era partito l’ordine del Califfo Abu Bakr al-Baghdadi di attaccare Parigi e dove si sono addestrati gli attentatori che hanno sconvolto l’Europa.
Francois Hollande ieri aveva annunciato che la vendetta della Francia sarebbe stata “spietata”. E stasera ha mantenuto la promessa. Almeno trenta raid aerei hanno messo in ginocchio la città siriana nelle ultime ore. Dodici jet francesi – guidati da dati di intelligence Usa e in coordinamento con gli americani – hanno scatenato l’inferno colpendo i centri di comando, di addestramento e reclutamento dello Stato islamico assieme ad altri obiettivi “nevralgici” dei jihadisti.

La città è avvolta in una palla di fuoco, hanno testimoniato gli attivisti sul terreno, ed è saltata del tutto la corrente. Dopo le rivendicazioni dell’Isis di ieri, oggi si è saputo che è stato al-Baghdadi in persona ad ordinare di colpire i Paesi “nemici”, creando un’unità specifica per la pianificazione degli attacchi terroristici all’estero. E Baghdad aveva avvertito della minaccia “imminente” Parigi, Teheran e Washington 24 ore prima della mattanza nella capitale francese.
Rivelazioni che fanno tremare le mura delle cancellerie occidentali, ma anche quelle russe e iraniane, finite nel mirino dei jihadisti che da mesi promettono di portare la guerra in casa degli “infedeli” che li stanno cacciando indietro in Siria e Iraq.
Secondo le informazioni dei servizi segreti iracheni rivelate all’AP, il gruppo di fuoco per colpire Parigi “era composto da 24 elementi, 19 con il compito di effettuare gli attentati, addestrati a Raqqa, e altri 5 per il coordinamento e la logistica”: in altre parole individuare i nascondigli e procurare armi ed esplosivi.
Lo ‘squadrone della morte’ dell’Isis ha poi preso contatto con una “cellula dormiente” d’Oltralpe, che ha “facilitato il compimento della missione”.

Il ministro degli Esteri di Baghdad, Ibrahim al Jaafari, ha precisato che l’Iraq ha informato della minaccia imminente al più tardi giovedì scorso non solo la Francia ma anche l’Iran e gli Stati Uniti, e che il ‘warning’ “riguarda tutti i Paesi europei” della coalizione anti-Isis. “Ma non ci hanno ascoltato”, ha commentato Baghdad.
Dagli Usa funzionari di intelligence hanno confermato che al Baghdadi ha ordinato la creazione di un dipartimento dell’Isis che ha il compito specifico di colpire all’estero, “in particolare in Europa occidentale e negli Stati Uniti”.
Mentre in Gran Bretagna gli esperti anti-terrorismo hanno evidenziato il possibile legame operativo e strategico tra gli attentati di Parigi, i kamikaze che qualche giorno prima hanno fatto strage a Beirut – 41 morti nel più sanguinoso attentato della storia recente libanese – e la bomba che si ipotizza l’Isis sia riuscito a piazzare a bordo dell’aereo russo schiantatosi in Sinai due settimane fa.

Fonti dell’intelligence francese si sono difese affermando che “minacce di attentati imminenti arrivano ogni giorno”.
L’ultima, più clamorosa, a metà settembre, quando il premier iracheno Abadi aveva paventato un attentato imminente nelle metro di Parigi e New York. In quel caso era sembrato un falso allarme, ma quello di giovedì scorso ha spezzato le vite di almeno 129 persone, in gran parte ragazzi e ragazze. Gli 007 francesi ora rischiano di finire davvero nella bufera. Dovranno chiarire, loro e tutte le intelligence europee, come lo ‘squadrone della morte’ jihadista sia riuscito a penetrare nelle maglie della sicurezza europea. Degli 8 terroristi entrati in azione a Parigi – il numero è stato fornito dall’Isis stesso nella sua rivendicazione del massacro – almeno quattro sono presunti ‘foreign fighter’. Tre francesi e un belga. Potrebbero essersi mescolati al fiume di centinaia di migliaia di migranti in fuga dalla guerra siriana. Anche se questa rischia di essere una falsa pista, creata ad arte dal Califfo per minare la politica europea di accoglienza dei rifugiati già al centro di un furioso scontro tra e all’interno dei Paesi Ue. Clamorose le scivolate di queste ore sul caso del “passaporto egiziano trovato accanto a un kamikaze dello Stade de France”.

http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2015/11/15/la-francia-bombarda-raqqa-diluvio-di-fuoco-sullisis_0c01b3ed-a4e7-4131-9016-99d7099a41b7.html

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