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La malattia delle api viene dall’Europa

DiPasquale Stavola

Feb 7, 2016

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La diffusione del Verroa Destructor, un acaro che trasmette un virus letale tra le principali cause della scomparsa delle api, è iniziata in Europa, e si sta diffondendo a causa dell’essere umano

Le api sono in pericolo. La colpa è della cosiddetta sindrome dello spopolamento degli alveari: un fenomeno ancora misterioso, per il quale le colonie di api collassano bruscamente, lasciandosi alle spalle un alveare pieno di larve, abbondanti scorte di polline e miele, una regina in salute, ma nessuna operaia che possa prendersene cura. Tra le possibili cause, o concause (come ipesticidi neonicotinoidi), vi è anche un parassita: il Varroa destructor, un acaro che si nutre delle api e trasmette un virus letale chiamato Deformed wing virus (dwv), che mutila gli insetti infettati e può portare velocemente alla distruzione della colonia. Fino a oggi non era chiaro in che modo questi parassiti si stessero diffondendo in tutto il pianeta, ma un nuovo studio pubblicato suScience sembra aver individuato il responsabile: il vettore principale sono infatti le api di casa nostra, cioè le popolazioni diApis mellifera provenienti dal continente europeo, e a diffondere la malattia sono spostamenti e commerci effettuati dall’uomo.

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Lo studio, realizzato da un team di ricercatori della University of Exeter, ha analizzato campioni di virus dwv prelevati in 32 siti di 17 paesi, per cercare di ricostruire gli spostamenti di questo patogeno a livello globale. Analizzando le principali rotte di diffusione, i ricercatori ritengono di aver dimostrato che il virus è probabilmente un patogeno endemico del contenente europeo, tornato a colpire con forza negli ultimi anni per via della diffusione del Varroa destructor, acaro che non solo rappresenta un vettore primario per la trasmissione del virus, ma aumenta anche la virulenza del patogeno e la capacità di danneggiare le popolazioni di api colpite. Osservando la distribuzione dei focolaiepidemici, i ricercatori ritengono inoltre che emerga chiaramente il ruolo giocato dalla nostra specie nella diffusione del virus.

Se la diffusione fosse un fenomeno naturale, ci aspetteremmo di vedere la trasmissione tra paesi confinanti”, spiega Lena Wilfert, ricercatrice della University of Exeter che ha coordinato lo studio. “Invece abbiamo scoperto ad esempio che la popolazione virale presente in Nuova Zelanda è originaria dell’Europa, e questo rafforza notevolmente l’ipotesi che sia il trasporto umano delle api a causare la diffusione di questa malattia devastante”.

Le colonie di api domestiche, ricorda Wilfert, sono fondamentali per l’agricoltura e per la produzione del miele, ma i risultati del nuovo studio dimostrano che lo spostamento di questi insetti sta avendo conseguenze devastanti non solo per l’apicoltura, ma anche per la sopravvivenza delle popolazioni di api selvatiche.

La malattia delle api viene dall’Europa

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