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La nuotarice cinese Fu Yuanhui rompe il tabù in diretta: ”Ho il ciclo”

DiPaul Polidori

Ago 17, 2016

‘Mi è venuto il ciclo ieri, mi sento leggermente debole”. Con la naturalezza che l’ha resa una star del web di queste Olimpiadi brasiliane, la nuoatrice cinese Fu Yuanhui ha spiegato il suo insuccesso. Dopo una prestazione deludente nella staffetta 4×100 misti femminile, l’atleta ha dichiarato alla reporter della Cctv perché è scivolata fuori dal podio. Con una mano sull’addome, ha precisato in diretta televisiva: ”Non è una scusa, non ho nuotato come avrei dovuto”. I commenti sui social network, primo su tutti il cinese Weibo, non sono tardati ad arrivare e il tam tam ha fatto presto il giro del mondo. È partito anche l’hashtag #FuyuanHuiPeriod, con cui gli utenti hanno apprezzato e lodato il coraggio della nuotatrice. Prima di lei lo aveva già fatto la tennista britannica Heather Watson, 22 anni, che sconfitta da Tsvetana Pironkova nel torneo Australian Open 2015 aveva dichiarato alla BBC di aver disputato il match con forti dolori mestruali. Adesso, mentre le televisioni internazionali tengono i riflettori puntati su Rio, è la giovane cinese a riportare il tema al centro del dibattito. Secondo un recente studio condotto dalla società Usa di ricerca e marketing Cotton Incorporated, in Cina, dove in vaste aree del Paese le mestruazioni sono ancora un argomento inaffrontabile, solo il 2% delle donne utilizza gli assorbenti. Fu Yuanhu, bronzo nei 100 metri dorso, ha conquistato pubblico e colleghi con le smorfie, le risate e i balletti improvvisati sul podio (guarda il video). ”Davvero sono andata così veloce? Ho usato tutta la mia energia mistica!”, aveva esclamato in un’intervista dopo il bronzo diventata subito virale. Parlando con la giornalista aveva mostrato sul volto tutte le possibili sfumature dello stupore, facendo letteralmente impazzire la rete (guarda il video). Con la stessa spontaneità è riuscita ad affrontare un tabù che da sempre caratterizza lo sport femminile. Non tutte le atlete scelgono (o possono scegliere) di utilizzare la pillola anticoncezionale o altri metodi per regolare il flusso mestruale. Tanto più che sulla “moda” di avere il ciclo solo 4 volte l’anno ci sono pareri molto discordi (leggi qui l’articolo). Può succedere allora che gare fondamentali – come quelle dei Giochi olimpici – siano messe a rischio da spossatezza, dolori, emicrania. Parlarne dunque, e senza vergogna, è l’unico modo per ricordare che le mestruazioni rappresentano e sono l’identità femminile e che anche le donne più tenaci, come le splendide atlete olimpiche, possono essere fermate, ma solo per qualche ora, dal ciclo mestruale. Una mission che da tempo impegna le donne anche attraverso Twitter dove con l’hashtag#LiveTweetYourPeriod possono confrontarsi su disturbi e difficoltà.

 

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