• Sab. Nov 28th, 2020

Ciadd News Radio e TV

Per info tel 320 221 74 20 e-mail ciaddsrl@gmail.com

“La politica è l’inversione della vita”. Intervista con Marco Bassani

DiPasquale Stavola

Gen 16, 2015

schermata-2015-01-15-alle-17.51.224

 

“Il problema”, osserva Marco Bassani, professore di storia delle dottrine politiche all’Università di Milano, “è che la vita reale non entra mai nei giudizi politici”. Un’analisi a tutto campo sul ruolo della Chiesa e del Politico nel mondo moderno e postmoderno.

Domenica scorsa, 11 gennaio, abbiamo visto centinaia di migliaia di persone sfilare a Parigi. Il senso di questa cerimonia laica, in qualche modo ancora ci sfugge. Iniziamo oggi il primo di cinque dialoghi sulla genealogia del moderno, incontrando Luigi Marco Bassani

Bassani insegna storia delle dottrine politiche all’Università di Milano, esperto di dottrine federaliste ha pubblicato: I concetti del federalismo (Giuffré, Milano 1995), Il pensiero politico di Thomas Jefferson. Libertà, proprietà e autogoverno (Giuffrè, Milano 2002),Dalla Rivoluzione alla guerra civile. Federalismo e Stato moderno in America 1776 – 1865 (Rubbettino, Soveria Mannelli 2009).

Un mostro moderno: lo Stato

Lei ha ricordato che dopo «la scristianizzazione dell’Occidente, deificato lo Stato, monumento e greppia delle elite, le classi colte dell’Occidente si trovano ora costrette ad inchinarsi di fronte ad un altro dio.  Nemesi: divinizzando lo Stato siamo diventati incapaci di combattere chi vuole statalizzare il divino». Una lettura su cui Le chiedo di tornare.

Marco Bassani: La mia lettura parte dal 1790: il 13 febbraio 1790 l’Assemblea votò la proibizione per i voti religiosi e la soppressione di tutti gli ordini e le congregazioni (esclusi quelli che esercitavano attività ospedaliera e scolastica). Nel luglio del 1790 con la Costituzione civile del clero….

Per capirci, la Costituzione approvata dall’Assemblea nazionale francese, volta a regolamentare la vita della Chiesa sul territorio nazionale, con la soppressione dei privilegi degli ordini religiosi e una stretta irregimentazione dei parroci, che finirono per essere eletti – e quindi alle dipendenze – dal potere politico …

Marco Bassani: Esattamente. Improvvisamente, nel cuore del Paese allora più importante e potente dell’intera cristianità, la Francia, la Chiesa si trova difronte a ciò che non si aspettava: un potere irresistibile e assoluto. Questo potere irresistibile e assoluto lo aveva visto nascere, tenuto anche a battesimo, ma non lo aveva ben compreso: si chiama “Stato (moderno)”. Lo Stato improvvisamente decide che i preti devono stare in sacrestia e che la politica ne deve regolamentare la funzione. Da sempre la Chiesa aveva avuto problemi col potere politico, ma, fin dalla sua nascita, nel periodo di osmosi con le decadenti strutture politiche dell’Impero romano morente e fino al 1790 abbiamo  assistito in Europa alla lotta fra due entità che si fronteggiavano e trovavano infine un momento – chiamiamolo così – di sintesi dialettica o di compromesso.

jacques-louis-david-coronation-of-napoleon-1806

La nascita dello Stato, che certo precede di almeno due secoli la Rivoluzione, pone la Chiesa di fronte a qualcosa che, invece, attesta una cesura. Quando il 2 dicembre 1804 Napoleone si autoincorona, strappando di mano la corona al Papa la Chiesa viene davvero cacciata dalla modernità europea. Una modernità sulla quale, letteralmente, non può più dir nulla.

Questo nonostante la Restaurazione e il tentativo di far rientrare il mondo nei ranghi attraverso il legittimismo e il tradizionalismo?

Marco Bassani: Dalla costituzione civile del clero del 1790 alla prima enciclica, la Rerum novarum, promulgata il 15 maggio 1891 da Leone XIII passa un secolo. La Chiesa tenta, prova, ma questo lasso di tempo sta li a dimostrare che non riesce a uscire dalla cesura provocata con la Rivoluzione.

http://www.vita.it/societa/media-cultura/la-politica-l-inversione-della-vita.html

 

(Visited 18 times, 1 visits today)