La Terza Guerra Mondiale

jhiad

Il terrorismo islamico minaccia l’Europa, senza paura e senza strategia. L’attentato nell’impianto presso Lion, alla moschea sciita in Kuwait, la strage di turisti in Tunisia e l’autobomba in Egitto. A dirla alla francese, l’Occidente è in un Cul-de-sac

Giorni di alta tensione. Al rischio di implosione economica europea si aggiunge la minaccia di attacchi terroristici in tutta l’Europa. Così come in Africa settentrionale e in Medio Oriente. L’attentato nell’impianto presso Lion, alla moschea sciita in Kuwait, la strage di turisti in Tunisia e l’autobomba in Egitto. A dirla alla francese, l’Europa è in un Cul-de-sac e soprattutto, rischia di rivelarsi fallimentare anche come unione politica, persa tra le numerose e inconcludenti discussioni europee sull’argomento sicurezza anti-terrorismo. Se ancora non ce ne fossimo accorti, siamo in guerra, dall’11 settembre 2001. L’Europa si riscopre vulnerabile, cellule del terrorismo islamico proliferano e lupi solitari avanzano silenziosi nella società europea e da qui colpiscono e uccidono, ma noi non abbiamo paura. Nonostante la diffusione di video di prigionieri barbaramente uccisi, gabbie, decapitazioni e una propaganda che passa tramite i moderni mezzi di informazione; malgrado la sequenza di attentati nel Mediterraneo e le instabilità che dall’Egitto, passando per la Libia, rischiano di contagiare nuovamente la Tunisia, l’Isis ci fa la guerra ma noi non abbiamo percezione del pericolo. Non abbiamo la viva percezione di quanto stia accadendo dal Pakistan al continente africano, dai talebani probabilmente confluiti tra le fila delle milizie dello Stato Islamico, ad Al-Shaabab da una parte e Boko Haram dall’altra. E poi lo Yemen e la Siria di Assad. Flussi incessanti di profughi raggiungono le coste italiane, conseguenza di conflitti che infiammano il Corno D’Africa, il Medio Oriente e l’Africa sub-saharian. L’Europa propone un piano che si arena tra divisioni interne e rincorre la Grecia, che mina il progetto di un’Unione Europea monetaria che rischia di rivelarsi fallimentare anche sul piano politico e, soprattutto, militare, priva di una strategia della sicurezza. L’unico piano della Coalizione anti-Isis a guida americana consiste nell’addestramento e nei raid. Gli interventi sul campo sono affidati a iraqeni, curdi e peshmerga sciiti.

http://www.cosmopolismedia.it/categoria/21-euromediterraneo/8664-la-terza-guerra-mondiale.html

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