Lavoratori della Shell costretti a partecipare a un comizio di Trump per essere pagati

I lavoratori di un impianto della Shell in Pennsylvania sono stati costretti a partecipare a un comizio di Donald Trump “senza protestare contro il presidente” se volevano ricevere la paga per quella giornata. Lo riporta il Pittsburgh Post-Gazette.

Il comizio di Trump è stato il 13 agosto. La partecipazione, si sono premurati di spiegare dall’azienda, “non è obbligatoria” ma solo chi si è presentato alle 7 del mattino, si è registrato e ha aspettato per ore l’arrivo del presidente (fino a pranzo) sarebbe stato pagato.

I dirigenti hanno anche intimato ai dipendenti di non protestare. “No urla, grida, protesta o qualsiasi forma di resistenza sarà tollerata durante l’evento. L’evento è per promuovere la buona volontà dei sindacati”. Buona volontà calata dall’alto insomma.

L’impianto della Shell è un complesso da 6 miliardi di dollari per il cracking dell’etano per produrre etilene e dà lavoro a migliaia di persone. Trump si è preso il merito dell’impianto, in costruzione dal 2017, anche se la prima approvazione (spiega la Cnn) è arrivata durante l’amministrazione Obama. “È stata la mia amministrazione a renderla possibile – ha detto il presidente – nessun altro, senza di noi questo impianto non esisterebbe”.

https://www.repubblica.it/esteri/2019/08/18/news/trump_shell_lavoro_paga_protesta-233852841/
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