• Gio. Dic 3rd, 2020

Ciadd News Radio e TV

Per info tel 320 221 74 20 e-mail ciaddsrl@gmail.com

Le novità sulle indagini sugli attentati di Barcellona e Cambrils

DiPaul Polidori

Ago 20, 2017

Al terzo giorno di indagini sugli attentati di Barcellona e Cambrils, in Spagna, che hanno causato 14 morti e oltre 120 feriti e che sono stati rivendicati dallo Stato Islamico, la polizia non ha ancora diffuso informazioni ufficiali sulla composizione della cellula terroristica dietro agli attacchi. Le persone detenute sono quattro, quelle morte a Cambrils sono cinque, e eri il ministro degli Interni catalano Joaquin Forn ha detto che la polizia sta cercando ancora «due o tre persone». Una di queste, secondo le fonti di tutti i principali giornali spagnoli, è Younes Abouyaaqoub, un marocchino di 22 anni e attualmente principale sospettato di aver guidato il furgone che ha investito la folla sulla Rambla.

I principali giornali spagnoli, però, da sabato sera riportano una novità potenzialmente molto importante, seppur non ancora confermata dalle autorità: sia El Pais sia l’Español dicono che le ultime ricerche hanno rilevato la presenza di resti umani di fino a tre nuove persone nella casa esplosa mercoledì sera ad Alcanar, che la polizia ha confermato essere il luogo dove i terroristi stavano preparando gli attacchi e che si pensa possa essere esplosa per un errore nella preparazione degli esplosivi. Queste tre persone, che secondo la Vanguardia sono soltanto due, si aggiungono a quella rimasta ferita nell’esplosione e arrestata venerdì ad Alcanar, e potrebbero essere, secondo i giornali, quelle che la polizia sta ancora cercando.

Intanto le indagini si stanno concentrando su Abdelbaki Es Satty, imam  della città di Ripoll, città un centinaio di chilometri a nord di Barcellona dove sono stati fatti tre dei quattro arresti, e dove vivevano i fratelli Driss e Moussa Oukabir. Es Satty non è ancora stato trovato, e secondo i giornali spagnoli potrebbe essere una delle persone morte nell’esplosione di Alcanar di cui sono stati trovati i resti. La polizia non ha diffuso informazioni su di lui, ma ieri la sua casa è stata perquisita, e secondo le fonti vicine alle indagini della stampa spagnola è sospettato di avere avuto un ruolo importante nella radicalizzazione dei terroristi di Barcellona e Cambrils, anche se agli abitanti di Ripoll non sembrava predicare una versione radicale dell’Islam, secondo le testimonianze raccolte da El Pais. Sempre fonti di El Pais dicono che è stato in carcere nel 2012, dove potrebbe aver conosciuto alcuni dei terroristi coinvolti nell’attentato dell’11 marzo 2004 alla stazione di Madrid.

Intanto El Paìs, El Confidencial e l’Español hanno pubblicato una ricostruzione di com’era formata la cellula, anche se poche informazioni sono state ufficialmente confermate dalla polizia, e la maggior parte arriva da fonti vicine alle indagini dei giornali. El Pais scrive che secondo sue fonti la polizia sta valutando anche l’ipotesi che Younes Abouyaaqoub fosse uno dei morti nella casa di Alcanar, cosa che però vorrebbe dire che non è stato lui a guidare il furgone giovedì sulla Rambla. Le altre persone ancora da localizzare, che per il momento sono ufficialmente in fuga ma potrebbero essere morte ad Alcanar, sono Youssef Alla ed Es Satty. In totale, i membri della cellula a essere stati identificati dalla polizia, sempre secondo la stampa spagnola, sono dodici, a cui si aggiunge l’imam Es Satty. Tra di loro c’erano quattro coppie di fratelli: Moussa e Driss Oukabir, Said e Youssef Alla, Omar e Mohamed Hichamy, Houssaine e YounesAbouyaaqoub.

terroristi-1

Nell’appartamento esploso mercoledì sera, la polizia ha trovato diverse bombole di butano e propano e tracce di TATP, il triperossido di triacetone, l’esplosivo che è stato definito “il marchio di fabbrica” dell’ISIS e che è già stato usato in diversi attentati in Europa. Rukmini Callimachi, affidabile giornalista del New York Times esperta di terrorismo e Stato Islamico, ha scritto che sue fonti vicine alle indagini le hanno detto che il piano per gli attentati cominciò circa un anno fa, quando i terroristi, che vivevano dalle parti di Girona, a nord est di Barcellona, si spostarono molto più a sud, ad Alcanar, per stabilire la propria base operativa. Qui cominciarono ad accumulare bombole di gas – fino a 100 – che portarono una a una nella casa. Sempre Callimachi aveva scritto, citando sue fonti vicine alle indagini, che i terroristi avevano progettato un piano diverso e più grande, che prevedeva il noleggio di un camion più largo, oppure in alternativa più furgoni da riempire con esplosivi. Un’ipotesi della polizia è che i terroristi abbiano fatto l’attentato sulla Rambla come ripiego, temendo che dopo l’esplosione di Alcanar sarebbero stati scoperti.

Secondo Callimachi, i terroristi non erano noti alle autorità, cosa insolita visto il livello di organizzazione: anche i loro account sui social network non lasciavano intendere una loro radicalizzazione, forse perché usati dai terroristi per depistare la polizia. «Penso che conosciamo soltanto la punta dell’iceberg di questo piano. Come abbiano fatto a rimanere nascosti così tanti uomini per così tanti mesi è incredibile», ha scritto Callimachi.

Ieri il ministro dell’Interno spagnolo Juan Ignacio Zoido ha detto che la cellula terroristica dietro agli attentati è stata smantellata, il suo omologo catalano e la polizia catalana hanno fatto capire che è ancora presto per dirlo. La Spagna ha deciso di mantenere il livello 4 di allerta per la minaccia terroristica, lo stesso che vige dal giugno 2015, perché non si ritiene ci sia la minaccia di un nuovo attentato.

Il bilancio dei morti nell’attentato, intanto, non è cambiato: 13 a Barcellona, 1 a Cambrils. Tre dei morti di Barcellona erano di nazionalità italiana: Bruno Gulotta, di Legnano (Milano), Luca Russo, di Bassano del Grappa (Vicenza), e Carmen Lopardo, residente in Argentina. Tra le altre persone morte c’è uno statunitense, un canadese, una belga, due donne portoghesi, quattro spagnoli (di cui una con doppia nazionalità spagnola e argentina). La persona morta a Cambrils è a sua volta di nazionalità spagnola: si chiamava Ana María Suárez ed era originaria di Saragoza.

 

http://www.ilpost.it/2017/08/20/attentati-isis-barcellona-indagini-spagna/

 

 

 

(Visited 27 times, 1 visits today)