Le Parole che Nessuno Merita

Come dissi un paio di settimane fa ad una mia amica;

la pandemia ha confermato che gli esseri umani sono e saranno sempre delle merde tra loro ma, perlomeno il nostro pianeta con noi rinchiusi è un posto migliore.

Questo perché?

Semplice. Nessuna vita umana (che non ha prezzo) ci costerà mai quanto l’ignoranza becera, populista e generata dall’odio alimentato da insoddisfazioni proprie.
Richiamare alla mente «gli uomini che odiano le donne» sarebbe facile, ma la realtà purtroppo è fatta anche di donne (non libere) che odiano donne (libere).

Ora serve una premessa.

Perché ripercorrere sempre la solita lista di nomi è logorante, ma, per l’ennesima volta, necessario.

Ricominciamo quindi a ricordare quelle DONNE, libere pensatrici, studiose, alla ribalta dei media, ma che umanamente conducono un’esistenza fatta di scelte consapevoli.

Sono quelle DONNE che vengono giudicate esclusivamente secondo le apparenze e attaccate in modo vigliacco.

Sono quelle DONNE che vengono percepite come più forti (e lo sono) ed è quindi sufficiente la loro presenza o dichiarazioni per smuovere gli animi o a segnare la riflessione personale e identificarle come minaccia.

La lista di nomi è ampia e variegata: la senatrice, superstite dell’Olocausto, Liliana Segre; la giornalista, Giovanna Botteri; la conduttrice TV, Michelle Hunziker; la virologa, Ilaria Capua; e la comica, Luciana Littizzetto; tanto per citarne alcune in ordine sparso.

È sufficiente trovarsi sotto i riflettori per far sì che i leoni da tastiera sfoghino le loro frustrazioni.

Ma la mortificazione è ovunque, come una piaga o visto che siamo in tema, un virus, ed accade in modo globale e sono DONNE vittime di sistema e mentalità patriarcali in cui c’è un marito (uomo molto piccolo) padrone ed inquisitore, che impone la propria visione.
Questo ci porta alle PAROLE CHE NESSUNO MERITA!
Questo ci porta ad Aisha Romano

«Impiccatela […]»

«Si è fatta impalare e poi si è convertita all’islam […]»

«Spero che quei selvaggi le insegnino le buone maniere sessuali […]»

«Siamo costretti a cantare il peana per Silvia Romano, tornata in un sacco della spazzatura verde […] »

Sono quattro frasi rivolte ad Aisha Romano; se volete leggere le altre fatevi un giro sui vari social (o come li chiamo io, gli «odial») network. Mentre leggete – fate con calma – provate a pensare a quali sensazioni provereste, voi, se tanta rabbia repressa investisse un vostro caro. Immedesimatevi, fate sfogo di questa tanto decantata empatia italica ed accettate il dolore altrui. Mostrate la vostra infinita misericordia cristiana.

Cosa ha fatto la
ragazza in questione? Come ha fatto a meritarsi l’odio sconclusionato di chi s’indigna per il presunto pagamento del riscatto e contemporaneamente chiede la cassa integrazione? No, i fondi per questo tipo di operazioni Internazionali non sono quelli con cui l’INPS eroga la cassa integrazione.

Per quale motivo non dovremmo accettare che una DONNA, adulta e consapevole, scelga di cambiare fede, quale che sia il contesto di provenienza di tale scelta? Ricordatevi che

«Come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13,34)


Proviamo però a capirci meglio, tiriamo fuori qualche numero.

Circa 108 miliardi di euro, è la cifra raggiunta dall’evasione fiscale nel nostro Paese. Per avere un termine di paragone limpido basti pensare che la spesa pubblica annua per la sanità è di circa 118 miliardi di euro. Come ovviamente è facile citare i famosi 49 milioni di euro spariti tramite il partito X o il partito Y (le dispute su chi ruba o raggira meglio in politica le lascio a persone più preparate di me).
E poi ci sono i 4 milioni di euro per Aisha – o forse 1.5, secondo alcune fonti – che suddivisi per 60 milioni di italiani diventano circa 6 centesimi a persona. 6 centesimi per salvare una vita umana, una connazionale (visto che sbandierate il vostro attaccamento alla patria ovunque), non dovrebbero pesare troppo.

È interessante quindi scoprire che dal 2004 ad oggi lo Stato italiano abbia speso circa 80 milioni di euro per il rilascio dei seguenti 22 ostaggi “ufficiali”:

Giuliana Sgrena (Giornalista) – 2005
Gabriele Torsello (Fotoreporter) – 2006
Daniele Mastrogiacomo (Giornalista) – 2007
Giuliano Paganini (Volontario) – 2008
Jolanda Occhipinti (Volontaria) – 2011
Il mercantile italiano “Rosalia D’Amato” con a bordo 6 italiani – 2011
Domenico Quirico (Giornalista) – 2013
Greta Ramelli (Volontaria) – 2014
Vanessa Marzullo (Volontaria) – 2014
Marco Vallisa (Tecnico) – 2014
Gianluca Salviato (Tecnico) – 2014
Gino Pollicardo (Tecnico) – 2016
Filippo Calcagno (Tecnico) – 2016
Sergio Zanotti (Imprenditore) – 2019
Alessandro Sandrini (Rapinatore) – 2019
Luca Tacchetto (Architetto ) – 2020
Aisha (Silvia) Romano (Volontaria) – 2020

In questo elenco notiamo diverse figure professionali ed entrambi i sessi, ciò nonostante disprezzo e accanimento li troviamo riversati soltanto su Greta, Vanessa e Aisha (Silvia per chi ancora non lo accettasse).
Accanimento e insulti semplicemente per aver esercitato la libertà di religione che la nostra Costituzione tutela.
Insulti, morte, giudizi per aver scelto di seguire la propria strada, la propria chiamata, il proprio posto nel mondo.

Sono macigni che nessuno merita, sono parole che nessuno merita.


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