Le Stanze di Atlanticus

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Un Allevamento Secolare

C’è stato un momento in cui l’Uomo viveva in armonia con la natura e aveva il pieno controllo di forme di energia a noi oggi sconosciute. In quel tempo esisteva una grande civiltà, tecnologicamente e spiritualmente avanzata.
E’ il tempo descritto dallo storico greco Erodoto di Alicarnasso, un epoca in cui uomini e dei convivevano insieme e condividevano le sorti del pianeta Terra secondo sistemi politici economici e sociali che noi oggi identifichiamo come utopie irrealizzabili.
Erodoto nella sua opera “Storie”, raccolta di 9 libri, narra della storia antica fino a giungere alle Guerre Persiane. Nel secondo libro di questa raccolta egli parla degli Egiziani e delle loro conoscenze. Erodoto stesso ci dice che quello che scrive è solamente quanto ha sentito raccontare ai sacerdoti egizi, senza aggiunte, con al più qualche commento personale, ma ben specificato, ricordando in questo suo modo di fare il filosofo Platone suo contemporaneo.

“I sacerdoti poi mi elencarono da un loro libro i nomi di altri 330 re; fra così tante generazioni diciotto erano di origine etiopica, gli altri erano tutti Egiziani, compresa l’unica donna.”

Dunque, sempre secondo le conoscenze dei sacerdoti del tempo, l’Egitto aveva visto regnare circa 330 faraoni. Calcolando una media di 30 anni per regno si ottiene un totale di 9.900 anni. Tutto questo a partire dall’epoca in cui scrive Erodoto, quindi l’orologio del primo re umano delle terre nere (antico nome per l’Egitto) ci porta indietro al 10.300 a.c., sempre con un calcolo molto approssimativo. Ma se proseguiamo con la lettura scopriamo che lo stesso Erodoto ci da una data ancora più precisa, grazie ad un ulteriore informazione egiziana:
“Essi mi hanno spiegato che dall’epoca del primo re fino a questo sacerdote di Efesto, ultimo regnante, si erano avvicendate 341 generazioni umane e che in tale lungo arco di tempo altrettanti erano stati i sommi sacerdoti e i re. Ora, siccome tre generazioni compongono un secolo, 300 corrispondono a 10.000 anni; le 41 restanti (oltre le 300), corrispondono a 1340 anni; ebbene in 11.340 anni, – affermavano – mai nessun dio si mostrò in figura di uomo; e nulla di simile era mai accaduto prima né accadde dopo, fra gli altri che divennero re dell’Egitto. Inoltre dicevano che in questo lungo periodo il sole si era per quattro volte allontanato dal suo corso abituale: due volte sorse là dove di solito tramonta e due volte tramontò là dove di solito sorge. In questo periodo l’Egitto non ebbe a patire alterazioni di sorta, né per i prodotti agricoli né per i fenomeni connessi al fiume, né per quanto riguarda malattie o decessi. ”
Dunque apprendiamo sempre dall’opera di Erodoto che fin quando gli dei vissero sulla terra essa passò un epoca d’oro, niente malattie, carestie e o povertà. Poi attorno a 12.000 anni fa queste divinità spariscono. Si conclude in quella data infatti l’ultimo regno con sovrano divino, Horus figlio di Osiride ed Iside, ed inizia il tempo dei sovrani umani, con conseguenti decadenza, separazione del regno, guerre, povertà e carestie.
Per capire cosa accadde dodicimila anni fa di così catastrofico da mettere fine all’Età dell’Oro dobbiamo ricorrere alla geologia che colloca in quel periodo la fine del periodo glaciale di Wurm con il conseguente scioglimento dei ghiacci e il conseguente innalzamento del livello del mare in grado di cancellare kilometri e kilometri quadrati di linea costiera ridisegnando repentinamente la geografia di oceani e continenti e spazzando via la civiltà mista divino-umana antidiluviana ricordata nei miti occidentali con il nome di Atlantide.
http://www.progettoatlanticus.net/2013/07/un-allevamento-secolare.html
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