L’Isis e la debacle americana

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Secondo i dati diffusi dall’Osservatorio siriano per i diritti umani (Ondus) una Ong vicina ai ribelli anti-Assad e basata a Londra, solo negli ultimi 7 mesi le forze aeree di Damasco avrebbero sferrato 16.954 raid aerei con bombe, missili, razzi. Secondo l’Ondus le incursioni avrebbero ucciso 1.024 miliziani dello stato Islamico e del Fronte al-Nusra (al-Qaeda) ma anche 2.921 civili, tra cui 689 bambini e 475 donne provocando inoltre 14mila feriti. Nel dettaglio l’Osservatorio parla di 8.035 raid aerei contro le zone diIdlib, Aleppo, Hama, al-Hasakah, Latakia, al-Suwaydaa, Deir Ezzor, Damasco, Dimashq e Daraa.

Gli Usa invece sono in difficoltà non solo in Siria ma anche in Iraq. Nell’attacco contro Ramadi, capoluogo della provincia irachena di Anbar, i miliziani dell’Isis hanno usato una strategia ben delineata. Un’organizzazione meticolosa che in quattro giorni ha causato diversi danni, facendo esplodere contro le forze di sicurezza almeno 30 autobombe. Al di là della presunta abilità militare dell’Isis ci sono però la debolezza delle forze governative irachene e le grosse lacune di strategia.

Tra l’altro degli aerei dell’alleanza guidati dagli Stati Uniti hanno aggredito un caccia Sukhoi dell’aviazione irachena, quindi un aereo amico, il quale aveva appena bombardato le postazioni dell’Isis a Ramadi. Durante l’operazione due caccia Sukhoi iracheni hanno neutralizzato almeno 35 terroristi dello Stato Islamico. Il problema è che uno dei due caccia iracheni è stato inseguito da caccia alleati che hanno fatto fuoco in direzione del velivolo, abbattendolo.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2015/06/04/lisis-e-la-debacle-americana/1746105/

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