Mafia capitale, il pd Pedetti: “Buzzi mi telefonò per comprare l’ex Mattatoio”

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Parla il presidente della commissione comunale Patrimonio

“Certo che conoscevo Buzzi, come tutti in assemblea capitolina. Con lui però ho sempre avuto rapporti sporadici, anche perché non mi sono mai occupato di servizi sociali o manutenzione del verde, che erano le attività tipiche della sua cooperativa”. Pier Paolo Pedetti, presidente della commissione Patrimonio, finito nell’occhio del ciclone per alcuni atti che avrebbero avuto l’effetto di favorire Mafia Capitale, respinge ogni accusa.

Dalle carte d’indagine emerge però che Buzzi aveva contatti con lei, era in grado di far arrivare sottobanco emendamenti utili alla causa.
“Prima del 2 dicembre questo signore era considerato un benefattore, nessuno poteva pensare che dietro ci fosse una strategia criminale. Per cui sì, qualche volta ci ho parlato al telefono, in un paio d’occasioni l’ho pure incontrato, ma a quel che ricordo solo per avere informazioni generiche sulla delibera. Tranne una volta: quando mi chiese se per caso volessimo vendere pure gli spazi della Città dell’altra economia. E io gli risposi che doveva essere matto, visto che il Mattatoio è una delle archeologie industriali più importanti della città”.

E allora perché Buzzi, in più d’una intercettazione, sostiene che si sarebbe comprata la sede di via Pomona a “dù lire”?
“Senta, io ho tenuto ferma la delibera 88 in Commissione per più di un anno e mezzo perché non mi convincevano i criteri che avevamo ereditato da Alemanno: le pare che se avessi voluto favorire qualcuno avrei frenato? In totale, poi, sono stati presentati circa 10mila emendamenti, anche dalle opposizioni”.

Dunque lei non ha mai favorito le attività di Buzzi?
“Mai”.

Neanche quando, il 3 febbraio 2014, su sua indicazione la Commissione ha dato via libera alla concessione di via Pomona alla 29 giugno?
“Quello della Patrimonio è un parere consultivo, quindi non vincolante, su una proposta dell’Ufficio concessioni del Comune, il quale scriveva che la coop di Buzzi era assegnataria di quel compendio dall’85, che bisognava esprimersi sulla prosecuzione della convenzione stipulata dal municipio e di tenere conto, testuale, della “valenza sociale dell’attività svolta dalla cooperativa in tema di inserimento nel mondo del lavoro di persone a vario livello svantaggiate”. Autore di queste parole non sono io, ma il capo dell’ufficio Concessioni, la dottoressa Clorinda Aceti”.

http://roma.repubblica.it/cronaca/2015/03/10/news/pedetti_sconti_alle_coop_ma_se_buzzi_mi_telefono_per_comprare_l_ex_mattatoio_-109154204/

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