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Malata di tumore, il Tribunale ordina alla Asl di pagare la cura Di Bella

DiPaul Polidori

Apr 21, 2016

MESAGNE – Chiede alla Asl l’erogazione dei farmaci della terapia Di Bella, ma le viene negata. È il Tribunale di Brindisi ad accogliere il suo ricorso. Anna Lorusso, fasanese ma mesagnese d’adozione, ha visto riconosciuto il suo diritto alla salute. Per riuscirci, ha dovuto rivolgersi per due volte al Tribunale di Brindisi – Sezione Lavoro: una battaglia vinta grazie al sostegno dell’avvocato Antonio Passaro di Mesagne.

Nel maggio 2015, la donna, già in passato malata oncologica, si è sottoposta ad alcuni controlli specifici a causa di un nodulo duro ipomobile al seno. Il medico che l’aveva in cura, Lentini, ha richiesto ulteriori indagini per vederci chiaro. Anna si sottopone agli accertamenti, che segnalano “a carico della protesi di sinistra la presenza di multiple introflessioni della capsula interna da verosimile rottura intracapsulare con presenza di falda fluida periprotesica, oltre a tre formazioni nodulari subcentimetriche, adiacenti tra loro e meritevoli di approfondimento cito-istologico”.

Gli ulteriori esami evidenziano frustoli di carcinoma duttale infiltrante del seno. Appena un mese dopo, nel giugno 2015, la donna viene inserita nella lista d’attesa per l’intervento chirurgico all’Istituto Europeo di Oncologia di Milano. A luglio, un controllo preoperatorio evidenzia “4 noduli ipoecogeni, di 3, 6, 8 e 10 millimetri (di cui quello di maggiori dimensioni risultato, dopo analisi istologiche, oncologicamente positivo)”. La donna ha subito anche una visita specialistica di chirurgia plastica: il 4 agosto, la paziente subisce una mastectomia al seno destro, con una biopsia al linfonodo sentinella ascellare e una ricostruzione con una protesi.

La diagnosi evidenzia un carcinoma duttale solido al seno destro e due linfonodi sentinella senza metastasi, mentre per il seno sinistro si parla di “neoplasia intraepiteliale dei dotti di primo grado associata a microcalcificazioni”. Il post operatorio suggerito dai medici parla di 4 cicli di chemioterapia seguiti da Taxolo, di un trattamento endocrino per 5 anni, da iniziare con la chemio, associato all’assunzione di exemestane (una compressa al giorno per 5 anni) e per lo stesso periodo anche di tamoxifene (20 milligrammi al giorno).

Un piano che viene confermato anche dagli oncologi dello IEO, ma la donna, alla prospettiva di doversi sottoporre alla chemio, ha iniziato a soffrire di depressione. Angosciata e sconfortata, Anna, anche a causa del decorso oncologico del padre (morto 50enne per un tumore) e del fratello, scomparso per lo stesso male, si è rivolta al dottor Giuseppe Di Bella a Bologna, che ha stilato per lei un piano di cura, con molti farmaci non mutuabili. Farmaci che prevedono una spesa mensile di circa 2.270 euro, per “potenziare i meccanismi biofisiologici di difesa dai tumori”. La paziente affronta la spesa di 2.274 euro per acquistare i farmaci, ma proprio per i suoi problemi di salute, Anna non lavora più e ha speso i suoi risparmi girando l’Italia per sottoporsi a visite specialistiche.

Il problema è che la somatostatina, come gli altri inseriti nel protocollo Di Bella, è un farmaco che le Asl non erogano gratuitamente, ma la Corte Costituzionale ha affermato che quello alla salute è un diritto primario e fondamentale, anche quando i trattamenti medici non garantiscono la guarigione del paziente. L’articolo 32 della Costituzione, infatti, va interpretato alla luce dei diritti e doveri sanciti dalla Carta Costituzionale: l’obbligo di adempiere ai doveri di solidarietà, a rispettare la dignità della persona, a rispettare la libertà individuale, che si presenta anche nella libertà di scelta della cura cui sottoporsi.

Anna Lorusso si è così affidata all’avvocato Antonio Passaro di Mesagne. Un primo ricorso, presentato dalla donna, è stato rigettato nel novembre 2015 per assenza di miglioramenti sul piano patologico. La donna ha continuato a curarsi col metodo Di Bella, affrontando importanti spese economiche.

Pochi giorni fa un nuovo ricorso è invece stato accolto: il 23 febbraio 2016 il dottor Tondo ha dichiarato che “nei 4 mesi di cura tac ed ecopet della donna sono risultati nella norma, e dalla IEO è stata certificata l’assenza di recidive”: insomma, la terapia Di Bella che la donna segue sta dando i suoi frutti, anche su piano psicologico.

Dal 12 aprile, Anna Lorusso può vivere con maggiore serenità: il Tribunale di Brindisi – Sezione Lavoro ha ordinato all’Asl brindisina la somministrazione gratuita dei farmaci del multitrattamento Di Bella per i prossimi 12 mesi.

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