Massoneria: Comunioni e Riti

massoneria

L’ascesa alla virtù massonica. Obiettivo: realizzare un uomo nuovo

In ‘Troppe bugie sulla massoneria’ abbiamo solo accennato ad una definizione della Massoneria (o Libera Muratoria). E’, pertanto, utile ritornarvi su, precisando che essa è la disciplina iniziatica tesa a realizzare un uomo nuovo, capace di concretizzare le potenzialità insite nella sua natura trascendente. Il processo per conseguire un simile risultato si avvale di una metodica che si ispira ad antiche tradizioni, basata sui simboli, sull’empatia di gruppo nonché sulla graduale acquisizione della conoscenza.
Il principio di libertà è alla base della massoneria e in virtù di questa libertà, il massone si dedica nella sua ricerca in Loggia al disvelamento dei simboli.

In principio fu il simbolo, potremmo dire. La comunicazione e il simbolismo sono un binomio inscindibile. Perché il simbolismo rappresenta un linguaggio universale che la Massoneria ha ereditato da antiche tradizioni iniziatiche. D’altronde, nel più remoto passato, la simbolicità aiutava a comunicare: dai graffiti preistorici alle Colonne Traiana e Antonina che raccontavano al popolo analfabeta le campagne vittoriose degli imperatori; dalle cattedrali romaniche con gli affreschi delle parabole evangeliche, delle storie dei Santi, delle scene truculente dei castighi infernali, tutto era simbolo e pedagogia. Era questo l’unico modo per introdurre le masse alla conoscenza.
Così è nella Massoneria: ognuno cerca nei simboli l’eco che risveglia nella sua interiorità e, mano a mano che un iniziato progredisce nella loro interpretazione, nel contempo, approfondisce la capacità di conoscenza.

La Massoneria, infatti, non accetta dogmi e verità rivelate, tutto può essere ridiscusso e re-interpretato, realizzandosi così il binomio della massima libertà interpretativa unita ad una ritualità strettamente osservata.
La modernità ha smarrito il senso del simbolo, l’estaticità della rivelazione che ci viene dal di dentro; siamo schiacciati su numeri e lettere che, però, pur simbolici, non proiettano l’intelletto al di là di se stessi. Siamo schiacciati su una pseudo scienza che ci inaridisce, facendoci perdere di vista dei valori di riferimento che funzionavano come bussola esistenziale.

La Massoneria si pone, dunque, come la proiezione di tutta la tradizione iniziatica occidentale, dagli Egizi agli antichi Greci, ai proto cristiani, al Medioevo e oltre. Ad Oriente v’è una diversa tradizione iniziatica, pensiamo al sufismo ad esempio. La Massoneria speculativa, erede dei Maestri Muratori, allorché nacque, nel ‘700, ha conservato e tramandato tale ricco intreccio di tradizioni che ne è alla base.

Comunioni e non solo: i massoni si riuniscono in loggia e un certo numero di Logge formano una Comunione, che è una struttura organizzativa.
Il principio basico delle massonerie mondiali è il trinomio libertà, fratellanza, uguaglianza. La Massoneria si regge sul principio del riconoscimento reciproco, a seconda dei diversi circuiti in cui le Comunioni si collocano. Alle tre principali, che abbiamo citato nel precedente articolo, vanno ad aggiungersi un pulviscolo di piccole e piccolissime Comunioni, nate da scissioni, scontri interni, secessioni. Ciò potrebbe parere contraddittorio, essendo l’appartenenza alla Massoneria considerato da chi vi viene cooptato il percorso verso la perfezione e il distacco dalle cose terrene. Siamo, però, in presenza di esseri umani perfettibili, non perfetti.

http://www.lindro.it/0-cultura/2015-04-24/175580-massoneria-comunioni-e-riti/

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