Massoneria in consiglio comunale, Illuminati (GOI): ‘Evento storico’

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E’ stato un evento storico: per la prima volta i rappresentanti della massoneria jesina del Grande Oriente d’Italia si sono confrontati con i consiglieri comunali nel civico consesso.

“Siamo molto soddisfatti di aver dimostrato che esprimiamo valori e impegno anche per la collettività”. Commenta così Fabrizio Illuminati, presidente del Collegio Circoscrizionale dei maestri venerabili delle Marche, che aveva raccolto l’invito del presidente del consiglio comunale Daniele Massaccesi. Con Illuminati c’erano i maestri venerabili delle tre logge cittadine: Flavio Federici (Pitagora), Andrea Pelonara (G.Bruno), Carlo Mocchegiani (Giustizia e Libertà). Il Grande Oriente d’Italia, da tempo, opera per abbattere le mura del pregiudizio, del sospetto, della non conoscenza della massoneria che, va sempre ricordato, ha le principali colonne nella tolleranza e solidarietà.

“In quest’aula vedo marmi commemorativi di personaggi che hanno fatto la storia di Jesi” ha sottolineato Illuminati “da Gaspare Spontini a Pacifico Carotti, il primo massone a Parigi e l’altro fondatore della loggia Pitagora di Jesi. Da Antonio Colocci a suo figlio Adriano, giovanissimo massone a Roma nella loggia Tito Vezio e presidente della primo comitato per il monumento a Giordano Bruno. E davanti al municipio la statua di Garibaldi, convinto massone”. Rispondendo a prevedibili e previste domande colme di pregiudizi e luoghi comuni, Illuminati ha chiarito che “per diventare massoni è indispensabile avere la fedina penale candida e nessun carico pendente. In caso d’inquisizioni e processi si viene sospesi. Chi ha operato al di fuori delle leggi, l’ha fatto senza alcuna copertura della massoneria”.

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