Milano: ogni mese negli ospedali vengono abbandonati tre bambini.Quanti quelli mai ritrovati?

Il piccolo Giovanni, il bambino lasciato nella culla della vita nella clinica Mangiagalli,  ora aspetta che la sua nuova famiglia adottiva lo vada a prendere. Iniziando così una nuova vita insieme.

Ma la sua non è l’unica storia di abbandono con cui i medici di Neonatologia  hanno avuto a che fare. In un anno sono stati 37 i neonati non riconosciuti dai genitori come dichiarato da Mario Zevola,presidente del Tribunale dei minori di Milano dal 2008.

Nei 13 anni monitorati dall’osservatorio “Madre segreta”, il fenomeno ha riguardato soprattutto mamme immigrate (il 65% di quelle che non hanno riconosciuto il figlio) ma le italiane rappresentano comunque più di un terzo: il 35% dei casi.

L’obiettivo della culla della vita è evitare casi tragici come quello del bimbo ritrovato senza vita in un cassonetto di Modena. E fare in modo che i neonati non voluti possano ricominciare una seconda vita. Come fortunatamente è accaduto a Giovanni.

Come prevedibile, ora è scattata la gara all’adozione: i centralini dell’ospedale sono stati presi d’assalto e parecchie coppie si sono offerte di ospitare temporaneamente il bimbo. In tanti si sono candidati per una vera e propria adozione.

Un altro caso di «seconda vita» è stato quello della piccola Daniela, lasciata esattamente un anno fa nella culla salva vita di Careggi a Firenze. L’ultima culla, in ordine cronologico, è quella di Ai.Bi, presentata al territorio il 02 febbraio a Pedriano (Melegnano).

Milano: ogni mese negli ospedali vengono abbandonati tre bambini.Quanti quelli mai ritrovati?

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