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MOTORI RUGGENTI – Capitolo 6

DiPietro Sciandra

Mag 8, 2019

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IN FOTO PISTA DI BROOKLYN/MICHIGAN

Capitolo 6

Le rivalità tra i piloti non si fermano né al di fuori delle gare né quando non ci sono gare né al di fuori degli stessi circuiti talmente che si è abituati a dare il meglio di sé e doversi sentire a tutti i costi migliori degli altri. Le gare NASCAR intanto continuano e la prossima gara è a Brooklyn in Michigan. Il giorno della gara sta per arrivare, ma la sera prima dei piloti si incontrano in un locale vicino al circuito per rilassarsi un po’ e bere qualcosa in compagnia nel frattempo che si parla delle strategie di gara da tenere. Purtroppo si incontra Spencer con i fratelli Burton; ovvero Jeff e Ward. Jeff Burton ferma subito Spencer dicendogli:

“Ehi tu! Finalmente ci incontriamo fuori dal circuito! Sta’ lontano da mio fratello sia in pista che fuori!”

Spencer dice a Jeff Burton:

“Forse è lui che deve stare lontano dalle macchine da corsa!”

Ward Burton dice a Spencer:

“Che vorresti dire tu?”

Spencer dice a Ward Burton:

“Che forse tu dovresti ritirarti!”

Ward Burton arrabbiandosi e dicendo parolacce ed insultando Spencer; la situazione si fa veramente tesa. Jeff Burton dice a Spencer:

“Hai esagerato! Mio fratello ha ragione! Lui è più forte di te se tu non sei scorretto e non gli fai pressione!”

Spencer dice a Jeff Burton:

“Correre in pista è sempre stare sotto pressione per tutta la gara, per ogni curva, per ogni sorpasso, per ogni giro, per ogni incidente da superare e per i rottami in pista da evitare e se tuo fratello ha paura di questo lui ha sbagliato carriera e forse anche tu!!”

Jeff Burton dicendo parolacce ed offendendo Spencer la lite si sta trasformando in rissa. Le persone presenti nel locale separano Jeff e Ward Burton che stanno per alzare le mani su Spencer. Una persona presente nel locale dice a tutti:

“Voi tre siete piloti di auto da corsa e non pugili! Voi non dovete battervi a pugni ma stringendo un volante!”

Ward Burton ha una idea e la dice:

“Giusto! Noi siamo piloti e dobbiamo correre, ma non in gara per una volta ma solo io e Spencer!”

Jeff Burton dice a Ward Burton:

“Che hai in mente, fratello? Una gara prima di questa in Michigan?”

Ward Burton dice a Jeff Burton:

“No, una gara dopo questa in Michigan! Domani io e Spencer ci affronteremo in pista con tutti gli altri compreso te e dopo la gara un giorno ci affronteremo solo io e lui, nemmeno tu correrai con noi!”

Spencer ascoltando dice ai fratelli Burton:

“Grande idea! Solo io e te in pista così tuo fratello non può aiutarti a vincere!”

Jeff Burton arrabbiandosi dice a Spencer:

“Io non ho mai aiutato mio fratello in pista solo perché io e lui siamo fratelli! Se lui è andato bene in pista è merito suo! Se lui è andato male in pista è demerito suo! Io non vedo l’ora che mio fratello ti affronti in pista e che lui ti batta una volta per tutte così tu impari una volta per tutte la differenza tra sorpassare un pilota avversario per tentare di vincere una corsa e tra buttare fuori gara un pilota avversario tentando di ucciderlo! Tu fai quasi sempre la seconda scelta!”

Spencer offeso dice a Jeff Burton:

“Io così tento di uccidere i miei avversari buttandoli fuori pista oppure spingerli sul muro? Come osi tu? Io non vedo l’ora di fare questa resa dei conti uno contro uno contro tuo fratello Ward! Che pista prendiamo noi in affitto?”

Una persona presente nel locale dice a tutti:

“Nessuna pista, stavolta! Affrontatevi fuori dalla pista!”

Spencer chiede a quel tizio:

“Come sarebbe a dire fuori dalla pista? Dove?”

Quel tizio dice a Spencer:

“Grand Canyon!”

Jeff Burton e Ward Burton sorpresi dicono:

“Dove?”

Quel tizio dice a Spencer e Ward Burton:

“Voi già sapete i vostri comportamenti sui circuiti di gara e l’uno conosce le scorrettezze dell’altro! Nessuna scusa questa volta! Se veramente voi due siete così bravi come voi volete farci credere di essere voi due non avrete paura di gareggiare alla Grand Canyon! Niente direttore di gara, niente pubblico, niente sponsor, niente soste di rifornimento, niente strategie di corsa, niente pista inclinata, niente televisione, niente giornalisti! Solamente voi due e le vostre macchine da corsa!”

Ward Burton dice a Jeff Burton:

“Che ne pensi tu, fratello? Devo correre io lì?”

Jeff Burton dice a Ward Burton:

“Io ti aiuterò con tutto ciò che ti servirà! Così tu risolverai una volta per tutte i conti con Spencer!”

Jeff Burton chiede a Spencer:

“Tu che fai accetti la sfida contro mio fratello Ward?”

Spencer risponde a Jeff Burton:

“Se ha coraggio tuo fratello, perché non dovrei avercelo io? Io accetto la sfida! Dopo la gara in Michigan, unica condizione!”

Ward Burton dice a Spencer:

“Già, prima vedremo in gara tutti insieme; poi solamente io e te nel Grand Canyon! Tieniti pronto!”

Lanciata la sfida della gara in Grand Canyon tra Ward Burton e Spencer; intanto Elliott è ancora in ospedale. 

All’ospedale, Elliott che è degente, Elliott parla con il suo capo squadra:

“Che dice il dottore delle mie condizioni? Potrò correre in Michigan io?”

Il capo squadra di Elliott dice a Elliott:

“Ancora io non so nulla! Come ti senti ora?”

Elliott dice al suo capo squadra:

“Se quel maledetto Stricklin non mi fosse venuto addosso da dietro come un pazzo io non sarei qui! Io lo odio e non vedo l’ora di rincontrarlo in pista o fuori! Stricklin è venuto a trovarmi qualche volta mentre io dormivo?”

Il capo squadra di Elliott dice a Elliott:

“Che io sappia no! Stricklin non è venuto mai a trovarti e anche se sarebbe bello che un pilota vada a trovare in ospedale un altro pilota ricoverato in seguito ad un incidente; Stricklin comunque non è mai venuto qui! Un pilota non va comunque mai a trovare un altro pilota in ospedale; figurati se un pilota che ha mandato in ospedale un altro pilota, il pilota colpevole va a trovare il pilota ricoverato per colpa sua! L’incidente non è avvenuto per strada che chi ha colpa va a trovare la persona a cui ha fatto male, nessun colpevole va a trovare in ospedale la parte lesa! Qui tra piloti non c’è senso civile né senso morale perché con la rivalità di mezzo così accesa; Stricklin sa di certo che tu non accetteresti la sua presenza qui da te in ospedale; perché tu sei finito qui in ospedale per colpa sua e quindi tu lo odi a morte! Non è certo da biasimare Stricklin! Tu al posto suo faresti lo stesso o no?”

Elliott risponde al suo capo squadra:

“Ogni pilota ha la sua coscienza! Se io avessi tamponato Stricklin e lui fosse finito in ospedale per colpa mia; be’ io sarei andato a trovarlo e magari io avrei tentato di scusarmi!”

Il capo squadra di Elliott dice a Elliott:

“Tu sei bugiardo come tutti i piloti! Tu gli saresti andato addosso pur di vincere e di levartelo di torno in pista e soprattutto pur di non essere doppiato! A chi vuoi prendere in giro?”

Elliott dice al suo capo squadra:

“Noi piloti non commettiamo tutti gli stessi errori e non abbiamo tutti le stesse strategie; perché noi piloti di auto da corsa prima di seguire le strategie di corsa; noi piloti abbiamo coraggio, tenacia e ambizione oltre che la grinta per vincere!”

Il capo squadra di Elliott dice a Elliott:

“Forse tu vuoi dire la presunzione di vincere e poi tu parlavi di paura, vigliaccheria e infamia!”

Elliott dice al suo capo squadra:

“Perché io non sono così come ho detto io?”

Il capo squadra di Elliott dice a Elliott:

“Tu sei bugiardo, presuntuoso, arrogante, vigliacco, sleale e pericoloso come tutti i tuoi avversari! Ecco la verità!”

Elliott sentitosi dire questo non riesce più a dire nulla. Per quanto possano sembrare refrattari alla prudenza, impavidi, grintosi, ambiziosi e sicuri di sé i piloti sentono la paura senza ammetterla ma che loro chiamano passione ed emozione ma in realtà la paura è quel sentimento che dà loro l’attenzione di stare continuamente attenti in pista ad ogni singolo sorpasso ad ogni singolo giro ad ogni singolo incidente. La paura costringe all’attenzione non solamente come comportarsi ma soprattutto sapere cosa evitare per non farsi male o addirittura morire. Le corse NASCAR sono più pericolose di quanto si possa immaginare; perché i piloti in pista possono essere 40, 42 o 43 eppoi le gare sono molto lunghe che possono arrivare addirittura a durare verso le quattro ore con continui pericoli e incidenti che coinvolgono tantissime macchine e non due o solamente una sola. Con un solo sorpasso si possono guadagnare tantissime posizioni mantenendo altissima velocità persino in curva essendo la pista inclinata con curve solo a sinistra perché in NASCAR si corre sempre in senso antiorario. Ci sono rari casi in cui ci sono circuiti stradali, ovvero non che si corra per strada ma con il circuito fatto come la strada ovvero con curve a sinistra e destra. Invece le piste ovali con le sole curve a sinistra inclinate possono essere piste ovali corte da mezzo miglio a un miglio, poi ovali intermedi da più di un miglio fino a un miglio e mezzo e infine le super piste da due miglia in poi. I gradi di inclinazioni delle curve sebbene possano sembrare identici essi non lo sono. 

Intanto che Elliott venga a sapere quando lui potrà tornare a correre; lanciata la sfida in Grand Canyon tra Ward Burton e Spencer; ecco il giorno della gara a Brooklyn in Michigan.

L’auto che fa l’andatura dopo il giro lanciato rientra nella banchina della corsia dei rifornimenti. Il commissario di gara sventola la bandiera verde. Kenny Wallace è al comando essendo anche partito primo, ma in queste gare è facile perdere il comando già da subito la partenza con tutto che si parta in pole position. Subito dietro Kenny Wallace ecco Irvan, Grissom, Bobby Labonte, Terry Labonte, Rusty Wallace, Cope, Sacks, Nemechek, Musgrave, Hamilton, Andretti e Benson. Poi tutti gli altri. La corsa si divide in due gruppi di piloti distaccati. Ci sono varie bandiere gialle che interrompono la corsa per degli incidenti che creano il ritiro di vari piloti in seguito alla distruzione dell’auto. La corsa ha diversa classifica ora. Tutto può succedere. Ma all’improvviso un terribile incidente coinvolge Irvan al punto da pensare che egli potrebbe essere morto. Irvan viene soccorso subito appena estratto dalla sua macchina numero 28 Ford con lo sponsor Havoline. Irvan viene trasportato tempestivamente in elicottero all’ospedale. Si teme una seconda tragedia per il pilota alla guida della numero 28 Ford con lo sponsor Havoline; ovvero dopo Davey Allison che morì alla guida di quest’auto, Irvan potrebbe fare la stessa fine. Tutto il pubblico presente sulle tribune trattiene il fiato ed anche il pubblico che segue la gara in televisione. I piloti NASCAR sono molto più longevi rispetto ad altre categorie di gare automobilistiche; difatti per alcune categorie di gare automobilistiche i piloti non corrono più superando a volte i 33 o 34 anni. Invece i piloti di gare NASCAR possono gareggiare persino fino ai 54, 55 anni o addirittura 56 o 57 anni; impensabile tutto ciò in altre categorie di gare automobilistiche. Alcuni piloti non morendo ovviamente potrebbero partecipare tranquillamente a quasi 33 o 34 stagioni NASCAR. 

Intanto le condizioni di Irvan sono molto critiche. Irvan sta rischiando di morire essendo stato alla guida della numero 28 Ford con lo sponsor Havoline. Irvan morirà come Davey Allison guidando la stessa auto?

Trasportato Irvan all’ospedale in elicottero, il tempo di pregare per Irvan e scongiurargli la morte; la corsa riprende il tempo di sgombrare la pista dai rottami e dai detriti di pezzi di auto. Schrader prende il comando. Skinner, Ward Burton, Jeff Burton e Spencer sono tutti vicinissimi. Jarrett è in lotta con Earnhardt, Jeff Gordon, Marlin, Petty e Mayfield. Geoff Bodine e Todd Bodine sono usciti di gara per incidente. Craven ha rotto il motore. Michael Waltrip ha fatto riparare il motore dal suo meccanico con la chiave inglese. L’incidente che ha coinvolto Irvan facendolo quasi morire ha coinvolto varie auto che sono rimaste danneggiate. 

Irvan è in ospedale quasi morto. Tutti i membri della squadra di Irvan sono preoccupati per le condizioni critiche e quasi mortali di Irvan.

Intanto la corsa con altri incidenti procede. Jeff Burton vince la gara in Michigan, secondo Ward Burton e terzo Spencer. Tutto questo renderà la sfida ancora più interessante tra Ward Burton e Spencer in Grand Canyon. 

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Dir. artistica Emanuela Petroni
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