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Musica, morto Lemmy Kilmister Il leader dei Motorhead aveva 70 anni

DiPaul Polidori

Dic 29, 2015

Era malato di cancro. L’annuncio dato dalla band su Facebook: «Non ci sono parole per esprimere il nostro sconcerto e la nostra tristezza»

È morto a 70 anni di cancro il leader del gruppo britannico Motorhead, Ian «Lemmy» Kilmister. Lo hanno annunciato i membri della band su Facebook. «Aveva saputo della malattia il 26 dicembre. Era a casa, davanti al suo videogame preferito, con la sua famiglia. Non ci sono parole per esprimere il nostro sconcerto e  tristezza», si legge nel post del gruppo. «Diremo di più nei prossimi giorni, per adesso suonate forte i Motorhead, gli Hawkwind, la musica di Lemmy. Fatevi un drink, condividete storie. Celebrate la vita di questo uomo meraviglioso che l’ha celebrata in modo così vibrante. Lui avrebbe voluto esattamente questo». Numerosi i messaggi di cordoglio diffusi da altri musicisti e fan sui social network.

La vita

Nato il 24 dicembre 1945 a Stoke-on-Trent, in Inghilterra, Lemmy cominciò a suonare il basso negli anni ’60. A metà dei ’70 fondò la band Motorhead, che si trasformò in punto di riferimento indiscutibile dell’heavy rock con Lemmy al basso e alla voce, Eddie Clarke alla chitarra e Phil Taylor alla batteria, che è morto a giugno di quest’anno a di 61 anni. I Motorhead debuttarono nel 1977 con l’album omonimo, ma furono dischi come «Overkill» del 1979 o «Ace of Spades» del 1980 che diedero popolarità al gruppo. La formazione cambiò diverse volte nei quasi 40 anni di attività, Lemmy è rimasto sempre frontman della band. Bassista e cantante solista da sempre, era una istituzione anche tra i suoi colleghi musicisti. Ozzy Osbourne, lo considerava «uno dei miei migliori amici», lo ha salutato in un tweet come «un guerriero e una leggenda», sperando di ritrovarlo nell’aldilà.

I Motorhead

Con la morte di «Lemmy» scompare un eroe di appassionati di hard rock e metal, noto, oltre che per la sua musica, per il suo singolare aspetto, i suoi grandi baffi e i vistosi nei sul viso. Più di tutto, contava lo stile creativo che lo aveva reso un personaggio cult della storia del roc, fin dagli esordi con il gruppo degli Hawkind, poi per quattro decadi con i Motorheads. Tra i suoi album più famosi, «Killed by Death» e «Ace of Spades» del 1980. «Continuiamo a suonare rock and roll, ma molto veloce e molto forte – aveva detto – Spaventa i genitori, che è la cosa più importante. Quando si ascolta un nostro album, “Spegni quella musica” è quello che vogliamo sentire». I Motorhead non erano solo un gruppo, ma un vero e proprio fenomeno di musica degli ultimi decenni. Dal rock al metal, fino al punk, il trio non è mai stato interessato a seguire le mode, quanto piuttosto a diventare un punto di riferimento nel panorama musicale.

L’eroe del rock duro

Per 40 anni Kilmister ha vissuto la sua immagine di sfrenata leggenda dell’heavy metal: droga, alcool e donne. Fino a quando gli è stato diagnosticato il diabete, e i medici hanno dovuto impiantargli un defibrillatore per problemi di cuore, che lo ha portato a sospendere alcuni concerti. Senza considerare che fumava solo due sigarette al giorno, ed era passato da una bottiglia al giorno di whisky e vodka ad allenarsi regolarmente su una cyclette. «Sono sempre stato in buona salute, al di là di droga e alcol», aveva scherzato in passato. Kilmister lascia due figli, e una fama da donnaiolo. In un’intervista aveva smentito i rumors che affermavano avesse dormito con 2.000 donne: «Erano 1.000 – aveva detto – Se si fa un calcolo per ogni anno, si conta una donna a settimana. Una cifra assurda».

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http://www.corriere.it/spettacoli/15_dicembre_29/musica-morto-lemmy-kilmister-leader-motorhead-aveva-70-anni-3594e88e-adf2-11e5-a515-a44ff66ae502.shtml

 

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