Non ci sono più valvole per la rianimazione a Brescia: questo ingegnere le stampa in 3D!

All’ospedale mancano le valvole per un dispositivo di rianimazione e il fornitore non può darle rapidamente, ma arriva la stampa 3D ad aiutare e a salvare vite umane. Succede a Chiari, nella provincia di Brescia, il cui nosocomio, in piena emergenza coronavirus, era quasi rimasto senza le valvole per un macchinario utile a chi si trova in terapia intensiva.

A raccontare questa storia a lieto fine è Massimo Temporelli, giornalista e imprenditore esperto in innovazione, scienza e tecnologia. Come dice in un post sui social, a lui si era rivolta Nunzia Vallini, direttrice del Giornale di Brescia, col quale Temporelli collabora per la divulgazione nelle scuole della cultura Industry 4.0 (tra cui la stampa 3d).

La Vallini lo aveva informato di un’urgenza. “in un ospedale di Brescia le valvole per uno strumento di rianimazione stavano finendo e il fornitore non poteva fornirgliele in tempi brevi. Sarebbe stato un danno incredibile, alcune persone forse avrebbero perso la vita. E dunque, mi chiedeva: è possibile stampare 3d questa valvola?”.

In un attimo, un giro di idee e telefonate e il miracolo è avvenuto: l’ingegnere Cristian Fracassi, con la sua azienda e il suo team, ha portato una stampante 3D direttamente in ospedale e in poche ore ha ridisegnato e poi prodotto il pezzo mancante.

Secondo gli ultimi aggiornamenti il sistema funziona e ad oggi 10 pazienti sono accompagnati nella respirazione da una macchina con la valvola stampata 3D.

E allora, forza, avanti così!

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