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PAOLO BATTAGLIA LA TERRA BORGESE: GAETANO PIRO FU SCULTORE PUGLIESE E PARLÒ ALL’ARTE IN TOSCANO, UMBRO, LAZIALE, PADANO, EMILIANO, ROMAGNOLO, LOMBARDO E CAMPANO

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Paolo Battaglia La Terra Borgese: Gaetano Piro fu scultore pugliese e parlò all’arte in Toscano, Umbro, Laziale, Padano, Emiliano, Romagnolo, Lombardo e Campano

UN SAPIENTE SCULTORE CHE INTEGRÒ ANTICHE CONCEZIONI TECNICHE CON I CONTESTI SOCIALI CONTEMPORANEI

Gli Etruschi abitavano la fertile regione compresa tra l’Arno e il Tevere, cui lasciarono il nome di Tuscia, l’odierna Toscana – spiega il critico d’arte Paolo Battaglia La Terra Borgese -, ma antichi testi ci parlano di una coscienza etrusca di unità nazionale, di una lega di dodici popoli tra i moderni Toscano, Umbro, Laziale, Padano, Emiliano, Romagnolo, Lombardo e Campano.

E quel che subito colpisce nelle opere di Gaetano Piro è la visione inorganica della realtà, la mancanza di equilibrio, di organicità, il prevalere dei singoli elementi sulla visione unitaria, il rifuggire da ogni canone: con una rapidità di soluzioni e una certa facilità, una genialità quasi nella creazione, capace di dare il massimo rendimento con pochi tratti essenziali – continua Battaglia La Terra Borgese –: non v’è perciò alcun dubbio che la scultura etrusca lo abbia ispirato molto, senza tuttavia condizionarlo, perché il visitatore di musei di arte etrusca si trova sempre di fronte a interminabili raccolte di urne, cippi, rilievi funerari, pitture tombali, oppure statuette votive, immagini di divinità, frammenti di sculture di templi e di saccelli; e Piro non soggiace a questo orientamento, che gli avrebbe frenato ogni speculazione e gli avrebbe impedito di avere una visione serena della propria creazione artistica: si è mantenuto libero da ogni timore nella sua ricerca. Non fu pertanto un imitatore, fu piuttosto un vero genio.

Piro ha allora l’indipendenza, lo stimolo e l’ecletticità, la percezione e gli uzzoli, le voglie del grande scultore. Nelle forme reticenti slaccia flutti miti, temperati e fermentanti.

L’Artista padroneggia la statuaria. Libera nel legno quel volume finito di materia che vuole l’immagine concepita. E quanto ci è pervenuto da Gaetano Piro mostra la consapevolezza che quanto sculpsit non concede pentimenti: con cura particolare e sorvegliata, solerte, spende la tecnica di cui è capace per negoziarla col legno a benefizio della forma e non tradire così nessun sentimento quando procede per «forza di levare», «alla michelangiolesca», per liberare le sue passioni, la sua genialità. E riesce, con maestria, sia negli aspetti antropomorfici delle figurazioni che negli altri soggetti.

Una perdita irreparabile: la scomparsa prematura dello scultore Gaetano Piro lascia l’arte priva di un importante arricchimento per la preziosa vetrina autodidattica, e per il numero di pezzi a disposizione. Spero possano prodursi dei multipli a cera persa – auspica il Critico d’Arte.

È bene chiarire come – prosegue Paolo Battaglia La Terra Borgese -, in verità, non possa esistere fatto artistico alcuno che non coinvolga in qualche modo e in qualche misura una deformazione della realtà oggettiva: ogni artista si colloca infatti di fronte alla realtà in una disposizione tutta particolare e personale, ed è proprio da tale disposizione che nasce lo stile di Piro. È molto pericoloso, in sede estetica, giudicare l’altezza di un’opera dalla minore o maggiore deformazione, riferita, s’intende bene, alla realtà oggettiva, perché il giudizio da emettere è se mai quello che riguarda la perfezione con cui questa deformazione viene realizzata dall’artista e la giustificazione espressiva e formale che essa reca in sé. Non esistono, dunque, gradi di deformazione, ma qualità di deformazione, le quali, assommate, come nel caso specifico del Maestro Gaetano Piro, determinano le caratteristiche di uno stile alto d’artista.

Infatti la concezione primitiva dell’arte alla cui semanticità il Nostro scultore ricorre e in cui ogni formula è vera in una certa interpretazione in qualsiasi tempo contestualizzata romantica, istintiva o libera, svela la mentalità di Piro, quella che concepisce l’esistenza di un’anima in tutte le cose di fronte all’uomo, al suo intelletto, alla sua coscienza.

Naturalmente certe norme e formule fisse consacrate da Piro, così come pure dalla tradizione e dalla convenzione sia dei primi popoli vissuti sulla terra, in particolare dell’Africa occidentale, sia delle genti che ancora vivono a un livello assai basso di civiltà ed anche di quelle correnti culturali dell’Ottocento – correnti delle quali risentono anche taluni crucifissi lignei del Nostro – denotano una certa costanza di atteggiamenti che si possono riassumere nell’identico modo di reagire ai fenomeni naturali: interpretabili cioè come manifestazioni di una potenza soprannaturale che l’Artista indirizza, nel proprio tempo, verso un’alta finalità intellettuale presumibile in uomini colti e moderni.

Tuttavia l’arte di Piro non è individuabile in termini critici senza riportarla alla fonte della sua prima ispirazione – spiega Paolo Battaglia La Terra Borgese – che è l’aspirazione, il desiderare di raggiungere la figurazione di emozioni – molte nostalgiche – traendo da forme primitive sì, ma per occidentalizzarle molto e perfino salentalizzarle attraverso un continuo travaglio di ricerche.

Se scendiamo ai particolari stilistici, troviamo l’uso di espedienti tecnici per dare maggiore senso di vivezza, di vitalità ai personaggi. L’anatomia è data con cifre più espressive: nella scultura lignea di altezza umana che ritrae una danza La Vita è bella ovvero il Bello della Vita si colgono note di brio e di festa. Quest’opera ci sembra un canto elegiaco, rappresenta una delle opere più complete e la più sicura e la più intensamente realizzata fra le sculture del Maestro, in cui i personaggi, come strumenti di un’orchestra sinfonica, interpretano momenti esistenziali, suggestivi e fascinosi, entro una cornice ideale e idilliaca in un intimo contatto con la natura agreste, cioè nella semplicità delle cose della propria infanzia. E per quanto sinuosa l’opera è compiuta in una matericità magica dalla quale sembra sprigionarsi una chiarissima luce che evoca una quarta dimensione, dove le situazioni non si analizzano ma si percepiscono con palpiti emozionanti, dove la coppia ha annullato l’io e si è emancipata al noi. Nel segno dell’amore – conclude Paolo Battaglia La Terra Borgese -, vera spinta per Gaetano Piro. Uomo e scultore sincero.

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Chiara Fiume

Paolo Battaglia La Terra Borgese (Piazza Armerina, 28 luglio 1960) è un critico d'arte, saggista e politico italiano. È il più giovane di due figli del funzionario della Regione Siciliana Giuseppe Battaglia La Terra Borgese (1937-2003) e di Giuseppa Ligotti (1942). Il suo nome all’anagrafe è Paolo Waldimiro Gromiko Palmiro. A conclusione di un percorso di studi magistrale, nel 1984 si è laureato in Scenografia con il massimo dei voti e la lode. Coniugato due volte, ha due figli, di cui uno avuto da una terza donna. In una intervista condotta da Andrea Giostra per Fattitaliani.it, Battaglia La Terra Borgese ha dichiarato che il critico d’arte, come il mediatore culturale, è un delegato bilingue che media tra condividenti monolingue ad una chiacchierata di due collettività filologiche differenti. Sino al 1999 ha affiancato aziende di nicchia per l’arte e l’editoria artistica per bibliofili. Dal 2000 in poi i suoi lavori sono concentrati nella redazione di testi per terze parti. A queste cede anche i diritti di legge. Nel 2011 ha fondato il Premio Arte Pentafoglio, onorificenza atta ad insignire annualmente artisti, letterati e comuni cittadini che hanno orientato il loro pensiero e la loro azione verso il bene umanitario. Tra le figure più autorevoli insignite dell’onorificenza spicca quella di Philippe Daverio. Nel 2012, sigla una convenzione (protocollo 50905/2012) con l’Università degli Studi di Palermo, divenendo Tutor nei tirocini per laureati e laureandi. Nel 2013 l’Accademia di Sicilia lo nomina, insieme alle massime Autorità siciliane, tra i membri del Comitato d’Onore permanente del Premio Nazionale Liolà, importante riconoscimento del quale sono stati insigniti illustri personaggi come l’attrice Debora Caprioglio e Damiano Damiani, regista de La Piovra, miniserie RAI. Nel 2013 è eletto Consigliere Provinciale Acli Terra, l’associazione professionale delle ACLI la cui iniziativa favorisce l’integrazione e interscambio fra culture e tradizioni sui territori, nella fedeltà a valori e radici comuni. Si dimette dopo un anno. Nel 2014 conia il termine “partecipativa”, intendendo riqualificare e reinterpretare il ruolo dell’Artista nelle mostre collettive. Per il 2014 / 2015 è nominato Prefetto del Rotary Club Palermo Sud. Dal 2015 al 2018 ha prestato consulenza artistica al Comune di Castronovo di Sicilia, dove ha curato la nascita del Museo Civico di Arte Contemporanea di Palazzo Giandalia. Ha operato a fianco dell’Ambasciata di Polonia in Italia, dell’Ambasciata della Repubblica d’Armenia, dell’Ambasciata d’Austria, di Organismi Internazionali tra i quali UNESCO, Scuole Pubbliche, Ordine dei Giornalisti, Ordine dei Medici, Ha curato annulli filatelici con Poste Italiane, ha insignito docenti dell’Università di Berna. Nel 2016 è insignito quale Cavaliere onorario del Supremo Ordine dell’Antico e Rigenerato Rito Templare – Supremo Gran Consiglio del 9° Grado Cathedrale, quale uomo di cultura. Nel 2017 ha fondato a Milano il partito Italia Attiva con altre persone. Il partito di area assolutamente liberale si propone anzitutto treno del libero pensiero per i comparti produttivi del Paese con particolare attenzione al mondo delle professioni, per lo sviluppo sano della società italiana e comunitaria dell’Europa. Sue ultime opere sono: “Esseri”, Bonanno Editore, 2015. ISBN 9788896950913; “In viaggio con Dante”, Bonanno Editore, 2015. ISBN 97888961807253. Repertorio: https://www.comune.palermo.it/noticext.php?id=7421 | http://www.palermotoday.it/cronaca/philippe-daverio-riconoscimento-premio-arte-pentafoglio.html | http://livesicilia.it/2014/07/03/rotary-club-palermo-sud-ecco-il-nuovo-direttivo_512143/ | http://www.comune.castronovodisicilia.pa.it/albo-pretorio/images/Determina-del-Sindaco-n.-21.pdf | https://www.comune.palermo.it/js/server/uploads/_01122016111137.pdf | https://www.comune.palermo.it/noticext.php?id=3007#.VSvScdysV8E | http://www.lopinionista.it/mostra-pittorica-palermo-zamenhof-lesperanto-la-lingua-per-tutti-11212.html | http://www.mercurpress.it/2018/05/morgantina-giornalisti-al-museo.html | https://www.ordinemedicipa.it/notizia.php?tid=2829 | http://palermo.repubblica.it/cronaca/2015/09/20/news/memorial_d_acquisto_strade_chiuse_in_centro-123275082/ | https://video.repubblica.it/edizione/palermo/a-palermo-l-orgoglio-massone/270918/271386