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PAPA FRANCESCO VISITA LA SINAGOGA: INSIEME PER PACE IN TERRA SANTA E IN EUROPA

DiPasquale Stavola

Gen 18, 2016

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“Todà rabà”, grazie mille. Papa Francesco arriva al Tempio maggiore di Roma e ringrazia con questo saluto in ebraico la comunità “della calorosa accoglienza”. La visita si è svolta in un clima molto amichevole: il Papa si è lungamente trattenuto a salutare tutti i presenti, esponenti del mondo ebraico italiano ed europeo. Tra i presenti in sinagoga anche il prefetto di Roma Franco Gabrielli e il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca.

“Né la violenza né la morte avranno mai l’ultima parola davanti a Dio, che è il Dio dell’amore e della vita. Noi dobbiamo pregarlo con insistenza affinché ci aiuti a praticare in Europa, in Terra Santa, in Medio Oriente, in Africa e in ogni altra parte del mondo la logica della pace,della riconciliazione, del perdono, della vita”. Così papa Francesco nel suo discorso alla Sinagoga di Roma, la terza visita di un pontefice al Tempio ebraico.  Creature di Dio Papa Francesco, nel discorso tenuto durante la visita alla sinagoga di Roma ha parlato anche di ambiente: “Insieme con le questioni teologiche, non dobbiamo perdere di vista le grandi sfide che il mondo di oggi si trova ad affrontare. Quella di una ecologia integrale è ormai prioritaria, e come cristiani ed ebrei possiamo e dobbiamo offrire all`umanità intera il messaggio della Bibbia circa la cura del creato. Conflitti, guerre, violenze ed ingiustizie aprono ferite profonde nell`umanità e ci chiamano a rafforzare l`impegno per la pace e la giustizia. La violenza dell`uomo sull`uomo è in contraddizione con ogni religione degna di questo nome, e in particolare con le tre grandi religioni monoteistiche”.

La sacralità della vita “La vita è sacra, quale dono di Dio. Il quinto comandamento del Decalogo dice: ‘Non uccidere’. Dio è il Dio della vita, e vuole sempre promuoverla e difenderla; e noi, creati a sua immagine e somiglianza, siamo tenuti a fare lo stesso”. “Ogni essere umano in quanto creatura di Dio – ha spiegato Francesco – è nostro fratello, indipendentemente dalla sua origine o dalla sua appartenenza religiosa. Ogni persona va guardata con benevolenza, come fa Dio, che porge la sua mano misericordiosa a tutti, indipendentemente dalla loro fede e dalla loro provenienza, e che si prende cura di quanti hanno più bisogno di Lui: i poveri, i malati, gli emarginati, gli indifesi. Là dove la vita è in pericolo, siamo chiamati ancora di più a proteggerla”. Grazie mille “Todà rabà”, grazie mille. Così, in ebraico, papa Francesco ha preso la parola nel Tempio maggiore di Roma per ringraziare la comunità ebraica “della calorosa accoglienza”. Il Papa, proseguendo il suo discorso, ha ricordato: “le nostre relazioni mi stanno molto a cuore” e “nel dialogo ebraico-cristiano c’è un legame unico e peculiare; in virtù delle radici ebraiche del cristianesimo, ebrei e cristiani devono dunque sentirsi fratelli, uniti dallo stesso Dio”.  Si è concluso intorno alle 17:25 l’incontro ufficiale. Il Pontefice era arrivato al Tempio Maggiore di Roma alle 15:50. Scambio di doni Il Rabbino capo di Roma ha donato al Papa un calice e un quadro del pittore Georges De Canino raffigurante una menorah e il Papa ha donato un esemplare del codice vaticano databile al XIV secolo. Il Papa ha raccolto un lungo applauso in Sinagoga dopo il suo discorso. Dopo lo scambio dei doni, la visita ufficiale del pontefice al Tempio Maggiore si è conclusa. Papa Franceso si è recato in colloquio privato con il Rabbino Di Segni.

L’arrivo in sinagoga a piedi Il Santo Padre ha raggiunto il Tempio Maggiore a piedi provenendo da via Catalana,accompagnato dal presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Renzo Gattegna, e dalla presidente della Comunità ebraica romana, Ruth Dureghello. Sulla scalinata ha incontrato il Rabbino Capo di Roma Riccardo Di Segni, abbracciandolo affettuosamente, e insieme sono entrati nella Sinagoga dove, con la Comunità romana, sono presenti esponenti di diverse Comunità ebraiche d’Europa, il prefetto di Roma Franco Gabrielli e il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca e il fondatore della comunità di Sant’Egidio Andrea Riccardi. Tra smartphone e turisti sbalorditi Al suo arrivo davanti la sinagoga di Roma, il Papa è stato salutato da un applauso dalla folla. Romani e molti turisti hanno immortalato l’ingresso del pontefice con i loro smartphone e tablet. Anche dall’interno della sinagoga c’era chi non ha voluto perdersi l’occasione di avere una foto del Papa sul suo telefonino. Tanti gli smartphone che si sono ‘affacciati’ dalle finestre aperte proprio sopra l’ingresso della sinagoga. “E’ arrivato in sordina. Con il suo stile sobrio” commenta una signora non appena lo vede da lontano. “Is the Pope? Is the Pope? Fantastic!”, dice una turista americana incredula di trovarsi a pochi metri dal pontefice.  Dialogo possibile “L’incontro odierno dimostra che il dialogo tra le grandi fedi è possibile”, ha detto la presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, dando il benvenuto a Papa Francesco in Sinagoga. “Sono emozionata” ha aggiunto, ricordando come la distanza tra il Tempio Maggiore e San Pietro “seppur breve, è sembrata per secoli incolmabile”.

http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Papa-Francesco-visita-la-sinagoga-e-il-terzo-pontefice-nella-storia-ba7f2473-c7dc-47af-988b-6f63b915a8b0.html

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