Pd sconfitto, l’Ansa: “Renzi si dimette”. Ma slitta il discorso del segretario previsto alle 17

Caos tra i dem dopo la sconfitta, l’addio del segretario dem Matteo Renzi sembrava questioni di minuti ma ora slitta l’attesa conferenza stampa che era stata ufficialmente convocata alle 17 al Nazareno per l’analisi del voto ma che avrebbe quasi certamente portato con sé l’annuncio delle immediate dimissioni. Se ne riparlerà probabilmente a dopo le 18.

Secondo fonti interne al partito, Renzi non avrebbe ancora deciso sulle sue dimissioni meditando ora l’ipotesi di restare in sella almeno fino alla formazione del nuovo governo, per poi avviare la fase congressuale. Ma il segretario dem sta subendo il pressing della minoranza interna – che ha diramato un comunicato dove chiede esplicitamente un passo indietro – e di parte della sua stessa maggioranza. Nell’ipotesi di dimissioni, prende corpo l’ipotesi di una reggenza temporanea del presidente del partito Matteo Orfini, o di esponenti di primo piano dell’attuale maggioranza. Tra i nomi che circolano Lorenzo Guerini e Maurizio Martina.

In mattinata l’agenzia Ansa aveva dato per certo il suo addio in giornata ma dopo pochi istanti era arrivata una precisazione dal suo portavoce, Marco Agnoletti: “A noi non risulta”. Però su twitter il suo stretto collaboratore aveva poi scritto: “Il segretario parlerà oggi pomeriggio alle 17”. Orario che poi è slittato. 

Ancora attesa dunque per il primo discorso del segretario dem dopo il crollo dei consensi al suo partito ma non appena si è diffusa la notizia del possibile passo indietro di Renzi, secondo l’Adnkronos Beppe Grillo, arrivato a Roma da Genova,avrebbe commentato a caldo: “Lo abbiamo biodegradato”, tra le risate dei presenti.

In casa dem il primo che ha accennato un commento è stato Pier Ferdinando Casini, neo eletto al Senato di Bologna per il centrosinistra:  “Mi auguro che non sia il momento della resa dei conti nel Pd ma di ragionamenti sereni e profondi” così ha risposto a chi stamani gli chiedeva se fossero o meno opportune le dimissioni del segretario: “Non vorrei che qualcuno dimenticasse – aveva aggiunto Casini conversando con i giornalisti in Piazza Maggiore a Bologna – che il partito socialista in Francia non esiste più ed in Germania è stato superato nei sondaggi dall’estrema destra. Per cui lo scenario su cui ragionare va un pò oltre l’Italia”.

“E’ una sconfitta evidente ma questa è la democrazia”, così Emanuele Fianoa Radio Cusano campus. Sulle probabili dimissioni di Renzi da segretario del Pd, aveva osservato: “Non so cosa farà Renzi. Lo sapremo nel pomeriggio… ma noi lasciamo un Paese migliore di quello che abbiamo preso in mano”.

Poco dopo, fonti della minoranza Pd hanno aperto altri scenari. Oltre a sostenere che sia “doveroso” che Renzi lasci, alla luce del “disastroso” risultato del Pd, tra gli esponenti della minoranza dem si è fatta largo l’ipotesi di un possibile appoggio esterno al governo M5s guidato da Di Maio. Ma dal quartier generale del leader grillino non trapela nessun commento sull’ipotesi di un dialogo con un Pd “de-renzizzato”, e di certo anche qui c’è grande attesa del discorso di Renzi.

E intanto, aspettando che il segretario sciolga il silenzio, si moltiplicano le ipotesi che circolano per la fase ‘post voto’ nel Pd. Se il segretario decidesse di fare un passo indietro, il partito potrebbe essere affidato da subito nelle mani del reggente che però dovrebbe gestire la fase post elettorale per portate il partito velocemente ad aprire una nuova pagina con una Direzione e una Assemblea. Qui, secondo Statuto, sarà possibile eleggere un segretario (come avvenne per Franceschini e Epifani) che dovrà portare il Pd alla nuova fase congressuale con le primarie.

 

http://www.repubblica.it/speciali/politica/elezioni2018/2018/03/05/news/elezioni_2018_renzi_si_dimette-190497785/

 

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