Pensare a se stessi non è egoismo: si chiama “amor proprio”

Arriva sempre un momento, nel corso della nostra vita, in cui riusciamo a liberarci di situazioni, cose e persone che non ci offrono benessere e che ci feriscono. Questo atto di coraggio è visto, spesso, come il riflesso dell’egoismo: in realtà è amor proprio.

L’idea dell’amor proprio spesso viene associata al narcisismo e all’egoismo individualista che cerca solo il beneficio personale: nulla di più falso. Non rende egoisti il semplice dire di “no”, nessuno deve essere etichettato per aver avuto il coraggio di dire “basta”.

La mancanza di amor proprio alimenta le nostre paure e ci rende vulnerabili. Chi non si prende cura di se stesso e non si dà il giusto valore, lo cerca sempre negli altri. Lungi dall’essere “autosufficienti” con una buona dose di amor proprio, si rimane ostaggio delle volontà altrui.

Come “stimolare” l’amor proprio
Pratica la compensazione emotiva: la consolazione per le tue paure, le risposte ai tuoi vuoti e il sollievo delle tue tristezze non si trova sempre all’esterno. Cerca la tua compensazione emotiva: l’amore che più può aiutarti in questi casi è il proprio.
Per accendere l’interruttore della nostra autostima, dobbiamo pensare che soddisfare costantemente gli altri stanca, e può arrivare a distruggerci. Nessuno è egoista o cinico solo per aver detto ciò che pensa: la sincerità è fondamentale per proteggerci.
Considera te stesso come una persona preziosa, anche dopo aver sbagliato o fallito in qualcosa.

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