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Pentiti del tatuaggio? Ecco che cosa sapere prima di farlo rimuovere

DiPaul Polidori

Set 15, 2015

Solo nel 2014, stando ai dati dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), il problema ha riguardato 12mila persone

I motivi possono essere i più disparati, ma il problema, è il medesimo per tutti: “Come eliminare quel tatuaggio fatto quando si era troppo giovani/ troppo innamorati/ troppo ubriachi?”. Un problema che stando ai dati dell’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe), solo nel 2014 ha riguardato 12mila pentiti da tatuaggio.

“Togliere un tatuaggio è più difficile che farlo, e non sempre è possibile – afferma Luca Siliprandi, chirurgo plastico vice presidente di Aicpe -. I tatuaggi si fanno spesso senza pensare che è un segno che ci accompagnerà per sempre. Molti si stufano, cambiano gusti e passioni e qdecidono di cancellare il disegno o la scritta. Alcuni lo fanno per lavoro: non avere tatuaggi o piercing è obbligatorio per entrare nell’esercito o corpi di polizia, carabinieri, finanza”.

 

Ecco le dieci cosa da sapere quando si decide di dire addio al proprio tatuaggio

 

1) Non sempre è possibile la completa scomparsa – “Il laser non sempre cancella del tutto il tatuaggio; l’efficacia del trattamento dipende da colore, profondità, densità e tipo di pigmento e dal fototipo del paziente, cioè dal colore della sua pelle (bianca, olivastra, nera)» afferma Siliprandi.

2) La professionalità è tutto – La strada migliore è quella di rivolgersi solo a professionisti, in grado di proporre tecniche moderne. “La tecnica più efficace è rappresentata dai laser q-switchati (laser Q-S), strumenti che producono un impulso laser di brevissima durata (nanosecondi, alcuni miliardesimi di secondo) – dice il vicepresidente di Aicpe -. Questo distrugge le cellule entro le quali sono accumulati i granuli di pigmento, spezzandoli in frammenti più piccoli (diametro variabile da 10 a 100 millesimi di millimetro) che vengono smaltiti nei liquidi corporei o da cellule migranti nel corso dei giorni e delle settimane successive. Ripetuti trattamenti, distanziati da un periodo di tempo (in genere 45 – 60 giorni) per consentire la spontanea rimozione dei pigmenti, consentono di perseguire la progressiva scomparsa del tatuaggio”.

3) Scegliere bene il periodo dell’anno per farlo – E’ necessario calcolare i tempi, perché rimuovere un tatuaggio è un processo lungo: sono necessarie diverse sedute distanziate di circa 6-8 settimane. L’esposizione della cute trattata al sole o a lampade abbronzanti dev’essere evitata almeno per un mese, nelle corso delle prime esposizioni utilizzare creme a filtro solare ad alta protezione (filtri 30+-50+).

4) Difficile calcolare quante sedute saranno necessarie – E’ difficile sapere in anticipo quante sedute serviranno per rimuovere un tatuaggio. Nei più facili variano da 3 a 5, mentre in quelli più difficili si arriva a 8-12 sedute. In una minima percentuale il trattamento può essere insoddisfacente. Dipende da diversi fattori: il tipo di tatuaggio (quelli professionali sono più difficili da rimuovere a causa della maggior profondità del pigmento e della sua elevata densità); il colore (il verde, l’azzurro e soprattutto il giallo, sono difficili (a volte impossibili) da rimuovere, mentre il rosso, in alcuni casi, può scurirsi, per effetto di eventuali materiali ferrosi presenti nel pigmento). I tatuaggi vecchi sono più facili da eliminare rispetto a quelli recenti, perché il corpo ha già eliminato parte del pigmento.

5) Più è grande il tatuaggio, più tempo sarà necessario – La durata di ogni seduta dipende dalla superficie del tatuaggio da rimuovere. Una superficie di 4 centimetri di lato viene trattata in una decina di minuti. I tatuaggi cosmetici (sopracciglia, labbra, areole, camouflage di cicatrici) di colore rosa-marrone-arancio, devono essere trattati con molta prudenza, effettuando test su piccole aree prima di procedere al trattamento completo, “contengono zinco e ossido di titanio e se trattati con il laser Q-S possono annerirsi irreversibilmente”, dice lo specialista di Aicpe.

6) Un lavoro lasciato a metà è un lavoro lasciato a metà – Il paziente può interrompere il trattamento di rimozione in qualsiasi momento, però che in questo modo il lavoro non è completato.

7) Per belli apparire, bisogna soffire … – Il trattamento con laser Q-S è doloroso. Per ridurre il dolore viene applicata della crema anestetizzante 30 minuti prima della seduta e durante il trattamento del ghiaccio sulla cute.

8) Più la pelle è scura, più difficile sarà la rimozione – La rimozione è più problematica per chi ha la pelle scura. “Chi ha la pelle di colore più scuro del tatuaggio da rimuovere corre un forte rischio di alterare la pigmentazione”, spiega Siliprandi -. La rimozione è sconsigliata a chi ha la tendenza a sviluppare cicatrici ipertrofiche o cheloidee, a chi presenta infezioni attive della pelle. Attenzione invece a terapie farmacologiche o con farmaci foto sensibilizzanti.

9) Il “post operatorio” – Dopo il trattamento si formano delle bollicine. È indicato trattare la pelle con unguenti antibiotici e una medicazione occlusiva con garza vaselinata per uno o due giorni, fino alla formazione delle croste.

10) La “sindrome” da tatuaggio fantasma – Si deve sapere che, in corrispondenza del tatuaggio rimosso, potrebbe rimanere una sorta di ombra chiamata “fantasma del tatuaggio”. Può durare alcuni anni o anche per sempre.

 

Quanto-costa-rimuovere-un-tatuaggio

 

http://www.tgcom24.mediaset.it/salute/pentiti-del-tatuaggio-ecco-che-cosa-sapere-prima-di-farlo-rimuovere_2120135-201502a.shtml

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