PERCHE’ DAVANTI A “PADRE PIO” IMBROGLIONE, TRUFFATORE E PIU’ CHE SOSPETTO DI GENOCIDIO DIRETTO, LA CHIESA CATTOLICA COSTRINGE IN GINOCCHIO CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE?

All’interno del progetto di distruzione delle società civili si inserisce la figura di Francesco Forgione detto padre Pio.

Cosa ha fatto questo personaggio, chiaramente malato di morte, per ricevere onori divini dalla chiesa cattolica?

Non starò a documentare passo per passo la sua attività di distruzione sociale, mi limiterò a citare quanto questo personaggio ha fatto per arricchire la chiesa cattolica e come abbia agito per danneggiare gli Esseri Umani. Mi limiterò a parlare del suo disprezzo per gli Esseri Umani che lo ha reso santo agli occhi della chiesa cattolica.

Le analisi cliniche hanno dimostrato che Padre Pio era malato di istrionismo.

Se ad un bambino viene imposto di non masturbarsi con minacce e terrore ha davanti a sé due scelte o farlo di nascosto mettendo in atto delle strategie per non venir scoperto o fustigarsi, imporsi privazioni, mortificazioni al fine di far proprio l’ammonimento. Nel primo caso diventerà un uomo nel senso che avrà imparato che la sua persona è importante e che deve essere protetta con delle strategie difensive, nel secondo caso diventerà un malato di morte il cui scopo sarà quello di imporre la propria malattia ad altri. In questo Francesco Forgione divenne abilissimo.

Sarà per le botte in testa subite dal padre unite alla superstizione nella quale venne educato o sarà perché alla superstizione volle sommare altra superstizione sta di fatto che le fobie sessuali crescevano. La perversione sessuale arrivò al punto tale che a nove anni la madre lo sorprese a flagellarsi, cioè a reprimere le sue pulsioni sessuali. Si giustificò con la madre affermando che stava imitando il supplizio ricevuto da Gesù.

La sua ferocia nei confronti della libertà sessuale fu tale da distruggere a colpi di forbice il lavoro di una ragazza, tale Adriana, che di domenica si stava applicando dei nastri sul vestito e prese a bastonate un amico che, viste le sue condizioni psico-fisiche, gli consigliava di amoreggiare con qualche ragazza.

Il desiderio psicologico di questi santi cattolici è sempre quello di macellare gli uomini a maggior gloria del proprio dio!

Figuratevi un bambino cresciuto mitizzando le stigmate di un altro Francesco e con forte propensione all’isterismo e al fanatismo, con turbe psichico-sessuali da immaginarsi aggressioni del demonio per mascherarsi le tensioni di vita che tentano di esprimersi.

D’altronde i cattolici conoscono molto bene le tecniche di manipolazione mentale (specie nei bambini) e i Cappuccini di S. Francesco, come l’Opus Dei, i Domenicani, i Gesuiti ecc. sono dei professionisti. Lascio a voi immaginare cosa è successo nel convento fra il 1903 e il 1907.

In altre parole, il padre, la madre, l’ambiente superstizioso cattolico del paese, il prete che lo enfatizzava narrandogli la vita di Francesco che chiamava santo, il convento dei frati minori, ecc. hanno portato a termine un lavaggio del cervello del ragazzo facendolo diventare un pazzo. L’uomo non è creato ad immagine e somiglianza di un dio padrone, ma è il risultato della sua interazione con l’ambiente.

A quel punto la psicosomatizzazione di quanto subito gli fa prendere una decisione: il padrone sono io!

Così nel 1910 decise di avere le stigmate.

Gli altri frati avrebbero cessato di rompergli le scatole, lui era in odore di santità.

Il problema che pose alla chiesa cattolica le stigmate di Forgione fu di ordine pratico. Non si trattava di un effetto psicosomatico, ma di una vera e propria truffa.

Ripeto: erano una vera e propria truffa!

Ne è stato testimone il dott. Vincenzo Tangaro e la così detta sparizione delle stigmate al momento della morte, nonché la bottiglietta di acido fenico e la tintura di iodio.

Che Forgione fosse un assassino non ci sono dubbi, non si identificava forse col dio padrone? Quello stesso che mandò il diluvio universale e massacrò gli abitanti di Sodoma e Gomorra perché non facevano sesso come lui voleva?

Il 14 ottobre 1920 a S. Giovanni Rotondo le elezioni furono vinte dai socialisti. Al momento dell’insediamento il partito popolare di Sturzo e l’organizzazione che lo appoggiava “Gli arditi di Cristo” con i gagliardetti del Vaticano massacrarono 14 contadini e ferirono un centinaio di persone. Uno dei più gravi massacri della storia d’Italia. L’inchiesta parlamentare dette questi risultati che riprendo sempre dal libro di Mario Guarino “Beato Impostore”:

Chi è malato di morte come padre Pio concepisce la relazione amorosa come il possesso dell’altro e ricava piacere soltanto dalla distruzione dell’altro. Non è importante sapere quali fossero le sue relazioni amorose, ma è importante sapere che le patologie derivate dal condizionamento educazionale subito gli impediva di avere relazioni amorose con donne (o con uomini) che fossero di puro piacere, ma erano sempre relazioni in cui lui possedeva, disponeva, sottometteva e distruggeva l’altro. D’altronde il suo comportamento nelle relazioni interpersonali lo dimostrano.

Vogliamo sorvolare sulle truffe di Giovanbattista Giuffré e come i Francescani bloccarono le indagini della guardia di finanza? Vogliamo parlare dei documenti che distrusse per non finire in galera? O vogliamo parlare dell’articolo dell’Espresso del 9 aprile 1961 in cui si accusava padre Pio e Giuffrè dell’anonima banchieri e delle centinaia di milioni, degli anni cinquanta, fatti sparire?

La guerra all’interno della chiesa cattolica continua. Il papa cattolico Giovanni XXIII, che osteggiava Padre Pio muore e il suo successore Paolo VI è, a differenza, molto pragmatico. Padre Pio ha quasi ottanta anni e a Paolo VI° interessano soltanto le sue ricchezze. E così giunge l’accordo. Si mette una bella pietra sopra le porcate fatte da Padre Pio. Padre Pio lo si mette in odore di santificazione in cambio di un bel testamento. Al Vaticano fu concesso di vedere il testamento del frate, ma non lo trovò adeguato. Così consegnò al frate due testamenti che il frate ricopiò e firmò rendendo il Vaticano erede universale dei suoi beni, delle sue società e di tutti i suoi soldi. Dopo di che il Vaticano, per opera del cardinale Ottaviano, lo costrinse ad una pubblica dichiarazione in cui si sosteneva che la chiesa cattolica era comprensiva nei suoi confronti. L’ipocrisia di padre Pio e del Vaticano possono andare tranquillamente a braccetto!

Perché padre Pio era un buon cristiano, truffava, rubava, è responsabile di genocidio, ma tutto sommato è stato utile alla chiesa cattolica. In fondo i preti e i vescovi che pretendevano di svelare la sua ipocrisia e le sue truffe cosa hanno fatto per la chiesa cattolica? Volete mettere i milioni di pellegrini che vanno a chiedere il miracolo e a lasciare l’obolo? Volete mettere i miliardi che ha ricavato il Vaticano? Cosa sono le pretese di onestà di prelati e vescovi avversi. Quello che conta è il risultato. Quello che conta è la gloria del padrone nel costringere le pecore in ginocchio.

Per questo motivo Wojtyla intende farlo santo!

Ha obbedito alla prima regola del cattolicesimo: ha derubato il Sistema Sociale umano per arricchire la chiesa cattolica! Dunque è santo!

D’altronde, come mai la chiesa cattolica non mette l’accento sul miracolo di padre Pio, quello vero? Un uomo, detto padre di famiglia, va in pellegrinaggio e al ritorno stermina la famiglia. E perché non mettere l’accento sull’altro grande miracolo? Migliaia di persone vanno storpi da padre Pio e ritornano storpi, ma col portafoglio più leggero.

Questo è il vero miracolo per cui Wojtyla ha fatto beato padre Pio. Ricordiamo che senza denaro i missionari cattolici non possono costringere gli Indù a farsi battezzare o a diffondere l’Aids in Africa. Volete mettere che grande miracolo? Costruire la miseria fra gli Esseri Umani a maggior gloria del dio padrone dei cristiani.

santo impostore

http://www.federazionepagana.it/padrepio.html

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