Perché l’Isis non fa attentati in Italia?

La mafia e la ’ndrangheta proteggono il territorio? Piuttosto il contrario: sono pronte a fare affari con i jihadisti. Ma nello stesso tempo non sono disposte a rischiare tutto per isolati fanatici.

Dopo la strage di Barcellona, l’ennesima a firma Isis, tornano le minacce all’Italia. Il nostro Paese è «il prossimo», fanno sapere i portavoce del terrore sul canale Telegram usato dai jihadisti. Non è la prima volta che l’Italia viene indicata come obiettivo di possibili attentati. Già ad aprile 2016 sulla rete circolavano messaggi contro Roma e Venezia. Minacce rimaste sempre – e fortunatamente – nel vuoto. Ai proclami non sono mai seguiti i fatti. Anche il Ministero degli interni non sembra particolarmente preoccupato e invita alla cautela: non c’è alcun pericolo concreto e l’allerta è ferma al livello 2, inferiore soltanto a quella che scatta in caso di attacco. Ma perché l’Isis non fa attentati in Italia? Il nostro Paese è l’unico, tra i grandi Stati dell’Europa, a non aver mai subito attacchi terroristici negli ultimi 15 anni. Quali sono le ragioni? Qualcuno pensa «È la mafia che ci difende»; qualcun altro crede invece alla favola sull’efficienza del nostro sistema di antiterrorismo; qualcun altro ancora ironizza: «in uno Stato disorganizzato, anche i kamikaze non riescono a realizzare i loro intenti». La verità però è altrove e se vogliamo trovare un filo conduttore nelle ragioni per cui l’Isis non colpisce l’Italia, questo c’è ed è anche abbastanza chiaro.

L’Italia non è un obiettivo strategico? In una guerra che non ha strategie se non il terrore collettivo, questa tesi è sicuramente errata. Anzi, come riferisce il Post, «tra la fine degli anni Novanta e l’inizio degli anni Duemila l’Italia era uno dei paesi europei più rilevanti per il terrorismo internazionale: a Milano c’era l’Istituto islamico di viale Jenner, uno degli appoggi logistici più importanti per i volontari provenienti da tutto il mondo che volevano andare a combattere il jihad in Bosnia (l’Istituto fu definito dal dipartimento del Tesoro statunitense «la principale base di al Qaida in Europa»). Sempre a Milano c’era un gruppo che reclutava mujaheddin per combattere nel Kurdistan Iracheno».

Fra l’altro, nonostante le numerose espulsioni compiute dal nostro Paese e l’esperienza pluriennale in materia di terrorismo, il fatto che l’Italia non abbia ancora subìto grandi attentati terroristici di ispirazione islamista non significa che le cose funzionino alla perfezione. E questo lo sanno tutti, anche gli adepti dell’Isis. Ma allora quali sono le ragioni per cui l’Isis non fa attentati in Italia?

Chi mai, dovendo andare a piazzare una bomba in una stanza, appiccherebbe prima un incendio nel corridoio di collegamento a tale stanza? Senza dubbio, l’Italia è il corridoio dell’Europa. Grazie agli sbarchi clandestini e alla quasi impossibilità di porre sotto controllo tutte le frontiere, gli stranieri – e quindi anche i jihadisti – salgono sui nostri treni (a volte anche senza biglietto), utilizzano le nostre metropolitane, percorrono le nostre autostrade per raggiungere gli altri Paesi Europei. In un periodo in cui tutti gli aeroporti sono presidiati, l’unico modo per arrivare in Spagna, Francia, Inghilterra, Germania, Svezia, ecc. è la via di terra. E la vita di terra ha un unico, solo e grande corridoio: l’Italia, appunto. Peraltro, come aveva detto due anni fa il Procuratore Capo di Reggio Calabria, non è escluso che l’Isis, quando viene in Italia, venga rifornita di armi dalla mafia e dalla ’ndrangheta. Altro che difesa del territorio! (leggi L’Isis in Italia aiutata dalla drangheta?).

Iniziare una politica terroristica in Italia significherebbe allertare le autorità, aumentare i controlli sui porti, alle stazioni; magari mettere sul “chi va là” anche i nostri trafficanti di armi che, di certo, non sono disposti a rischiare controlli e intercettazioni solo per rifornire qualche giovane suicida ideologo, del quale non gliene frega nulla.

Insomma, l’Italia è un granaio per l’Isis: bruciarlo significherebbe distruggere la strada per poter raggiungere il resto d’Europa e continuare a compiere attentati ovunque.

 

https://www.laleggepertutti.it/172424_perche-lisis-non-fa-attentati-in-italia

 

 

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