Perché l’olio extravergine biologico ci migliora la vita

L’olio extravergine è un alimento unico, per gusto, proprietà benefiche, utilizzo in cucina. Quando è biologico arriva addirittura a migliorarci la vita. Perché sfrutta metodi che non danneggiano il suolo, l’ambiente e la nostra salute. Ma che, anzi, ne accrescono la vitalità.

Quando un olio extravergine di oliva si può definire biologico? Quando la sua produzione è stata ottenuta rispettando le direttive del regolamento Ue sulla produzione bio, normativa che distingue la produzione agricola dalla trasformazione. Il valore aggiunto dell’olio biologico, infatti, sta più nella coltivazione in campo che nella lavorazione del prodotto: è nell’oliveto che non si utilizzano fertilizzanti e antiparassitari chimici di sintesi e si arricchisce il terreno con la rotazione delle colture, con concimi organici e residui di potatura interrati. Nel campo biologico la crescita delle erbe infestanti viene tenuta a bada attraverso tecniche agricole come le arature superficiali e gli sfalci, pratiche sostenibili che proteggono la biodiversità del territorio e la salute del pianeta. Per quanto riguarda la trasformazione, l’olio biologico non deve attenersi a obblighi diversi da quelli a cui è sottoposto l’olio convenzionale. Tutti gli extravergini, infatti, per potersi definire tali devono essere lavorati rispettando pratiche virtuose che vanno dalla raccolta delle olive fino all’imbottigliamento finale. Se le olive vengono raccolte da terra anziché dall’albero, se vengono trasportate e stoccate in modo inadeguato, frante dopo troppo tempo dalla raccolta e magari pure ad alta temperatura, l’olio non avrà le caratteristiche necessarie a meritare in etichetta la scritta “extravergine”, convenzionale o biologico che sia.

olio extravergine biologico

Nel campo biologico la crescita delle erbe infestanti viene tenuta a bada attraverso tecniche agricole sostenibili che proteggono la biodiversità del territorio e la salute del pianeta.

A scanso di equivoci, comunque, gli enti certificatori del bio forniscono ai propri controllati un disciplinare che raccoglie le azioni consigliate per ottenere il miglior extravergine, con suggerimenti che servono a mantenere nell’olio il più alto grado di antiossidanti naturali , la miglior acidità, le maggiori proprietà benefiche. Come prescrizione per evitare le contaminazioni, i certificatori suggeriscono alle aziende produttrici di utilizzare linee differenti per trasportare olio biologico e olio convenzionale oppure, se le tubazioni sono comuni, chiedono di escludere temporaneamente il passaggio dell’olio convenzionale per lavare l’impianto e poterlo poi utilizzare per il trasporto dell’olio biologico.

olio extravergine biologico

Gli enti certificatori del bio forniscono ai propri controllati un disciplinare che raccoglie le azioni consigliate per ottenere il miglior extravergine

Olio extravergine biologico, quanto piace agli italiani

In controtendenza con i dati dei consumi alimentari in Italia, rimasti pressoché stabili nel 2016, le vendite del biologico hanno registrato una crescita complessiva del 20 per cento, secondo le stime di AssoBio, associazione nazionale delle imprese di trasformazione e distribuzione dei prodotti biologici. All’interno di tale offerta, l’olio extravergine bio è cresciuto a doppia cifra per il terzo anno consecutivo: + 13,7 per cento, rivelano i dati Nielsen (Market Track – anno 2016). Ma quanti sono in Italia gli oliveti senza chimica di sintesi e dove si concentrano prevalentemente? Dei circa 180.000 ettari di oliveti bio nazionali, 57.665 si trovano in Calabria e 52.698 in Puglia. Quest’ultima, dicono le stime presentate a Ostuni durante il 22° Premio Biol, concorso internazionale per i migliori extravergini bio, vanta una produzione di 20mila tonnellate di olio biologico, per un valore commerciale di 80 milioni di euro, circa 20 milioni in più rispetto a quanto ricaverebbero i produttori se anziché coltivare in biologico lo facessero in convenzionale.

olio extravergine biologico

L’olio extravergine bio ha registrato + 13,7 per cento secondo i dati Nielsen (Market Track – anno 2016)

Per quale motivo l’extravergine bio piace tanto? Alimento simbolo della dieta mediterranea e indiscusso elisir di salute, l’extravergine non manca mai sulle tavole degli italiani. Quando è biologico, aggiunge ai tanti benefici anche quello di proteggere l’ambiente, la biodiversità e la capacità della pianta di sintetizzare con più facilità sostanze preziose per la salute. Proprio come evidenziano numerosi studi sui prodotti biologici.

olio extravergine biologico

L’agricoltura biologica funziona da serbatoio di carbonio: ogni ettaro coltivato a bio assorbe 2,3 tonnellate di carbonio all’anno rispetto al convenzionale

Il biologico taglia le emissioni di CO2

La Fao nel rapporto “Agricoltura biologica e sicurezza alimentare” scrive che “gli elementi di forza dell’agricoltura biologica sono l’indipendenza dai combustibili fossili e il fare affidamento su mezzi di produzione disponibili localmente. Intervenendo con processi naturali, l’agricoltura biologica incrementa la resistenza degli ecosistemi nei confronti di condizioni climatiche difficili”.
Oltre a consumare meno energia ed emettere meno gas serra, l’agricoltura biologica funziona da serbatoio di carbonio: ogni ettaro così coltivato assorbe 2,3 tonnellate di carbonio all’anno rispetto al non biologico. Ad affermarlo è una ricerca presentata da Ifoam, organizzazione internazionale che raccoglie oltre 870 organizzazioni in 120 Paesi e si compone di milioni di piccoli agricoltori, i più vulnerabili agli effetti dei cambiamenti climatici. Per questo motivo, il ruolo multifunzionale dell’agricoltura biologica in termini di adattamento e mitigazione degli eventi climatici estremi è ritenuto cruciale da Ifoam per la sopravvivenza dei piccoli contadini del mondo.

olio extravergine biologico

Secondo gli esperti, le piante biologiche sono più stimolate a sintetizzare gli antiossidanti per proteggersi in modo naturale dai parassiti

Nel bio, più antiossidanti e meno metalli pesanti

Higher antioxidant and lower cadmium concentrations and lower incidence of pesticide residues in organically grown crops è lo studio della Newcastele University che dimostra come nei cibi coltivati secondo il metodo biologico siano presenti meno residui di pesticidi, minori concentrazioni di cadmio e un maggior quantitativo di antiossidanti. Dopo avere analizzato 343 studi sul tema, i ricercatori hanno concluso che mettere in tavola cibi bio significa arricchire la propria dieta di una quota aggiuntiva di antiossidanti, come se mangiassimo due porzioni di verdura o frutta in più durante la giornata. Perché? Gli alimenti bio producono antiossidanti in risposta allo stress, ad esempio per fronteggiare quello provocato dall’attacco dei parassiti. L’agricoltura biologica, non facendo uso di sostanze chimiche, lascia libere le piante di sintetizzare gli antiossidanti per proteggersi. Secondo gli esperti, inoltre, maggiore è il livello di azoto somministrato al terreno, maggiore è anche il rischio di diluizione degli antiossidanti negli ortaggi e nella frutta. Lo studio ha anche dimostrato che negli alimenti bio i livelli di cadmio e di mercurio, entrambi tossici, sono inferiori almeno del 50 per cento.

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Olio da olive dell’Unione europea, ci si può fidare?

Olio da olive dell’Unione europea, ci si può fidare?

ALIMENTAZIONE

Pubblicato il 07 MAR 2017
di

PAOLA MAGNI
L’olio extravergine 100% italiano è sempre la scelta migliore rispetto a quello da olive prodotte in altri Paesi? Dipende dall’annata, dal raccolto e dalla validità della filiera attivata dal produttore. Abbiamo chiesto a Zefferino Monini di raccontarci come si costruisce una filiera di valore.

Quello della provenienza delle olive è un tema particolarmente caro agli italiani: siamo convinti che il miglior extravergine d’oliva al mondo sia quello fatto con le nostre olive, perché ne abbiamo tante varietà, più degli altri Paesi, e siamo bravi a estrarne olio di pregio. Tutto vero. Capita però che in alcune annate il clima non premi particolarmente la produzione olearia del Belpaese, sottoponendolo a lunghi periodi di siccità o ad altri stress ambientali che compromettono la quantità e la qualità del raccolto.

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I lunghi periodi di siccità compromettono la quantità e la qualità del raccolto di olive

In quelle stesse annate, non tutti i Paesi del Mediterraneo sono sottoposti alle stesse condizioni climatiche, per cui si avranno territori con campagne olearie premiate dalla natura e con una produzione d’olio migliore rispetto alla nostra. C’è da dire che ultimamente la crescita tecnologica in campo consente di irrigare, soprattutto in estate, e quindi di compensare l’assenza di piogge. Ma questa è una pratica non ancora ben distribuita nelle regioni italiane. Quindi cosa accade nelle annate di siccità? Si avranno oli buoni e oli cattivi, è così che succede in tutte le aree in cui si pratica l’olivicoltura.

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Lo sviluppo tecnologico in campo consente di irrigare gli oliveti, ma questa pratica non è diffusa ovunque

“L’area di grande produzione dell’olio extravergine d’oliva (e dell’olio d’oliva) è il bacino del Mediterraneo, che fornisce più del 95 per cento del totale prodotto nel mondo”, spiega Zefferino Monini dell’omonima azienda olearia. “Il restante 5 per cento comprende quei Paesi dell’emisfero sud come l’Australia e il Sud America in cui si è impostata un’olivicoltura moderna che utilizza tutte le tecnologie più innovative per ottenere il miglior risultato. Grazie a questo, anche quei Paesi oggi possono dire di fare oli extravergini di alta qualità. Sono appassionato dei miei territori e del mio Paese, perché conosco i valori che può esprimere nell’olio extravergine a livello regionale, però so per competenza e per curiosità che ci sono Paesi che pur non avendo una grande tradizione olearia, in anni particolari producono oli molto buoni raggiungendo standard elevatissimi”, precisa Monini.

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Zefferino Monini, presidente e amministratore delegato dell’omonima azienda di famiglia

L’olio è buono se è fatto bene

Quando si parla di olio non esiste una regione di provenienza migliore dell’altra. Esistono tecniche virtuose di gestione dell’oliveto, della raccolta, della trasformazione e della conservazione che permettono di ottenere un prodotto di qualità. Gli oli buoni, insomma, sono quelli fatti bene. E possono essere italiani ovviamente, ma anche di altre parti del mondo.

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L’Italia gode di una grande scelta di varietà di olive, una biodiversità che permette di avere gusti particolari

“In Italia abbiamo degli ottimi oli e una grande scelta di varietà di olive, una biodiversità che ci permette di avere dei gusti più particolari. Ma nei premi internazionali ormai anche gli oli spagnoli vincono spessissimo. E poi ci sono extravergini superlativi dell’Argentina e del Cile, ma anche della Grecia, della Tunisia e del Marocco. In Italia sappiamo fare dei buoni oli, abbiamo un buon nome ma è importante che non ci adagiamo su questa certezza e continuiamo ad aggiornarci per ottenere il meglio”, spiega Michele Labarile, direzione controllo qualità materie prime di Monini.

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Michele Labarile, direzione controllo qualità materie prime di Monini

Come si costruisce una filiera di valore

La filiera è determinante se un produttore vuole fare qualità e vuole farla costante nel tempo. Negli ultimi anni l’Italia è stata soggetta a campagne insufficienti dal punto di vista della quantità di olio disponibile: ne ha prodotto circa un decimo del fabbisogno a livello mondiale e circa un quinto del consumo totale italiano. Anche quando un’annata è buona la disponibilità di olio italiano non supera il 45 per cento del fabbisogno totale (compreso l’export). Le grandi aziende olearie sono praticamente obbligate ad andare a cercare l’olio all’estero e per trovare l’eccellenza devono costruirsi una filiera di valore.

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Anche quando un’annata è buona la disponibilità di olio italiano non supera il 45 per cento del fabbisogno totale, export compreso

“Le aziende più grandi necessitano di una quantità di olio sufficiente a far fronte alla richiesta dei mercati su cui operano. Nel tempo si sono attrezzate visitando i Paesi produttori per capire cosa ogni anno si produce in quei territori. Monini ha creato la propria filiera facendo uno screening iniziale di questo emisfero in autunno, ovvero nei mesi di ottobre, novembre, dicembre, periodo in cui l’azienda assaggia tutto ciò che si produce. Ci rivolgiamo alla parte Nord del bacino del Mediterraneo privilegiando, subito dopo l’Italia ovviamente, la Grecia che è molto vicina a noi come caratteristiche organolettiche, anche perché è dalla Grecia che arrivano gli olivi italiani, dopo essere partiti anticamente dalla Mesopotamia. Anche la Spagna è un Paese che oggi non si può non prendere in considerazione, perché copre il 60 per cento della produzione totale mondiale. All’interno di una produzione così importante, la Spagna offre una buona percentuale di olio di standard medio alto così come una grande percentuale di standard medio basso. La produzione spagnola comincia quando l’oliva è verde e finisce quando è nera, pertanto offre oli fragranti e ricchi di antiossidanti ma anche oli molti maturi, molto piatti, più acidi e più poveri di antiossidanti. Solo una filiera attenta e meticolosa permette di scegliere l’olio migliore”.

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Olio extravergine di oliva, proprietà, caratteristiche e benefici per la salute

Olio extravergine di oliva, proprietà, caratteristiche e benefici per la salute

ALIMENTAZIONE

di

PAOLA MAGNI
È la scelta migliore quando si parla di condimenti, per sapore, fragranza ma anche per le tante virtù salutari: l’olio extravergine di oliva è amico del cuore, antitumorale e alleato della giovinezza. Scopriamo le sue proprietà.

Conosciuto e usato fin da tempi antichissimi, l’olio di oliva è il grasso più usato nella dieta mediterranea. Sono innumerevoli gli studi clinici ed epidemiologici che evidenziano le qualità nutrizionali di questo alimento, considerato il migliore, il più adatto all’alimentazione umana, tra tutti i grassi alimentari di largo consumo. Un primato che nasce da una verità molto semplice: l’extravergine è l’unico olio ad essere prodotto solamente spremendo le olive, senza l’aiuto di solventi chimici o altri interventi industriali, come accade invece per altri oli o grassi vegetali. L’extravergine, è rimasto negli anni un prodotto genuino e naturale, una spremuta di olive che trasferisce all’olio tutte le sostanze preziose contenute nella materia prima.

olio extravergine di oliva

L’extravergine è l’unico olio ad essere prodotto solamente spremendo le olive, senza l’aiuto di solventi chimici

Acidi grassi monoinsaturi, patrimonio dell’olio di oliva ed in particolare dell’ extravergine

L’olio extravergine d’oliva è il condimento con il miglior equilibrio di grassi. È particolarmente ricco di acidi grassi monoinsaturi, che tra le sostanze grasse sono le più attive per la prevenzione dei disturbi cardiovascolari, e povero invece di grassi saturi, responsabili dell’aumento dei livelli di colesterolo nel sangue e direttamente legati a problematiche come l’occlusione delle arterie, l’arteriosclerosi, l’infarto del miocardio. L’olio extravergine di oliva ne contiene pochissimi, a tutto vantaggio della salute. In particolare abbonda in acido oleico, un grasso monoinsaturo capace di regolare i livelli di colesterolo (riduce il livello di colesterolo LDL, “cattivo”, rispetto al livello del colesterolo HDL, “buono”). L’acido oleico previene le lesioni arteriose e riduce il rischio di infarto, ictus, trombosi e coronaropatie in genere. I grassi monoinsaturi, inoltre, rendono l’olio extravergine di oliva particolarmente resistente alle alterazioni. Questo significa che, se ben conservato, non irrancidisce ma soprattutto sopporta bene la cottura, raggiungendo temperature anche elevate (ad esempio nelle fritture) senza dar luogo alla formazione di sostanze nocive, cosa che invece succede quando si utilizzano oli ricchi di grassi polinsaturi (come la maggior parte degli oli di semi). L’olio extravergine di oliva è il solo condimento che si inserisce nello svezzamento dei lattanti perché contiene grassi polinsaturi essenziali w6 ed w3 in corretto rapporto tra loro, analogamente a quanto avviene nel latte materno.

olio extravergine di oliva

L’olio extravergine d’oliva è il condimento con il miglior equilibrio di grassi

Polifenoli, barriera contro l’ossidazione

A distinguere gli oli extravergini dagli altri oli è anche il contenuto di polifenoli, antiossidanti molto particolari. Normalmente, in natura, l’olio viene accumulato all’interno di un seme: succede per la nocciola, la soia, il girasole e così via. Ma per l’oliva la natura ha pensato a qualcosa di nuovo e di molto insolito: concentrare il grasso soprattutto nella parte esterna al seme, nella polpa. Questa, però, offre ai grassi un ambiente instabile e decisamente scomodo, a causa della presenza di acqua ed enzimi che, nel momento in cui l’oliva viene staccata dall’albero, possono continuare la loro azione degradante del frutto. I grassi dell’oliva, nascono dunque in una situazione di svantaggio rispetto a quelli dei semi. È a questo punto che entrano in scena i polifenoli, potentissimi antiossidanti naturali che riescono a proteggere i grassi proprio quando si trovano in un ambiente sfavorevole, ricco di acqua, come all’interno della polpa di oliva ma anche i grassi che si trovano nell’ambiente acquoso delle nostre cellule. E così i polifenoli diventano importanti anche per la nostra salute: proteggono l’integrità delle membrane cellulari, garantendo una difesa contro la formazione e lo sviluppo di molti tipi di tumori, e sembra siano anche in grado di contrastare la perdita di memoria e l’alterazione delle altre funzioni cognitive legata all’invecchiamento. E proteggono la stessa vitamina E dall’ossidazione. I polifenoli hanno un sapore amaro e piccante, quindi se in un olio si ritrovano queste due note di sapore, significa che i polifenoli sono presenti. Solo gli oli di alta qualità contenenti almeno 250 mg per chilo di polifenoli possono vantare in etichetta la presenza dei polifenoli. Ma vi sono alcuni oli che ne contengono molti di più, e sono dei veri e propri elisir di salute. Cercate la dicitura in etichetta.

olio extravergine di oliva

I polifenoli hanno un sapore amaro e piccante, quindi se in un olio si ritrovano queste due note di sapore, significa che i polifenoli sono presenti © http://www.seriouseats.com/

Vitamina E, nel giusto equilibrio

L’olio extravergine di oliva è una fonte naturale di vitamina E, un potente antiossidante che protegge le membrane cellulari dai processi d’invecchiamento. Per questa sua proprietà è considerata la vitamina della bellezza. Più un alimento è ricco di grassi ossidabili più necessita di quantità di vitamina E per poterli proteggere dalla formazione di radicali liberi. Pertanto più che valutare quanta vitamina E è presente in un grasso è importante valutare quanta ce n’è in rapporto ai grassi ossidabili.
Per la massima efficacia nel contrastare l’ossidazione dei grassi, la vitamina E deve essere presente in un rapporto equilibrato con l’acido linoleico, ovvero in una misura superiore a 0.79. Mentre nella maggior parte degli oli di semi tale rapporto varia tra 0,30 e 0,50, nell’olio extravergine di oliva, tale rapporto è pari a 1,87. Questo significa che la vitamina E presente nell’olio extravergine di oliva, non solo è sufficiente a proteggere il grasso dalla formazione di radicali liberi, ma è addirittura in eccesso e “biodisponibile” per svolgere la sua preziosa attività vitaminica. La vitamina E è anche un leggero vasodilatatore, svolge attività antitrombotica e rinforza le pareti dei capillari. Regolarizza la produzione di ormoni sessuali maschili e femminili e li protegge dall’ossidazione. L’apporto di vitamina E nella dieta ha dimostrato di saper alzare i livelli di colesterolo Hdl, il colesterolo “buono”. L’olio extravergine di elevata qualità può fregiarsi in etichetta della dicitura “naturalmente ricco di vitamina E”.

olio extravergine di oliva

La vitamina E è un potente antiossidante che protegge le membrane cellulari dai processi d’invecchiamento

Squalene contro i tumori della pelle

Lo squalene, una sostanza che abbonda nell’olio d’oliva (ancor più nel fegato dello squalo, da qui il nome) risulterebbe efficace nel contrastare i tumori della pelle; in Italia e in Grecia, dove il consumo di olio extravergine è particolarmente elevato, l’aspettativa di vita è più alta che nei paesi nordeuropei, dove si tende a consumare una quota più alta di grassi di origine animale. Tutto questo nonostante l’intensa esposizione al sole dei due Paesi del Mediterraneo e una maggior presenza di fumatori rispetto al nord Europa.

 Valori nutrizionali

Secondo le analisi del Crea (Centro per la ricerca in agricoltura) la composizione chimica di 100 grammi di olio extravergine di oliva è composta da:
o Lipidi 99,9
 di cui saturi 14,46 per cento
 monoinsaturi 72,95 per cento
 polinsaturi 7,52 per cento
o Energia (kcal) 899
o Ferro o,2 mg
o Zinco tracce
o Rame tracce
o Selenio tracce
o Vitamina A 36 microgrammi
o Vitamina E 22,4 mg

 

http://www.lifegate.it/persone/stile-di-vita/olio_d_oliva

 

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