• Sab. Dic 5th, 2020

Ciadd News Radio e TV

Per info tel 320 221 74 20 e-mail ciaddsrl@gmail.com

Prescrizione, Pietro Grasso: “Credo sia arrivato il tempo di fare un passo avanti”

DiPaul Polidori

Set 17, 2016

“È stato un brutto segnale, non esaltante, come se non fosse una necessità urgente”. È la riflessione del presidente del Senato, Pietro Grasso, sulla mancanza nei giorni scorsi del numero legale a Palazzo Madama durante l’esame della riforma del processo penale che contiene norme su prescrizione e intercettazioni. “È da 30 anni, da quando facevo il magistrato, che – dice la seconda carica dello Stato ospite della Festa dell’Unità di Roma-  dico la mia su questi temi. Credo che sia arrivato il tempo per fare un passo avanti“.

Due giorni fa nell’Aula del Senato, che aveva appena approvato il ddl sull’editoria, era mancato per tre volte di seguito il numero legale e l’esame della riforma del processo penale è slittato a martedì prossimo. Nel pomeriggio era già stata inserita nel calendario dei lavori la discussione di interpellanze e interrogazioni e per cambiare l’odg, consentendo che proseguisse con l’esame del ddl, sarebbe stata necessaria una conferenza dei capigruppo. Poco prima della pausa estiva il ministro della Giustizia Andrea Orlando aveva annunciato l’ennesimo accordo.

Si dovrà riprendere con la votazione della pregiudiziale di costituzionalità presentata al testo da Forza Italia. Giovedì non si è riusciti a votare per l’assenza dei senatori, molti dei quali di Ap-Ncd. Tra cui il presidente della commissione Giustizia, Nico D’Ascola. “Semplice sciatteria o messaggio politico?”, è stato il commento di alcuni dem. Il governo comunque avrà ancora qualche giorno di tempo per decidere sul da farsi: se chiedere il voto di fiducia sulla riforma, che contiene anche le norme su prescrizione e intercettazioni, oppure affrontare l’esame del ddl per quello che è, con i suoi quasi 400 emendamenti. In quest’ultimo caso però, si spiegava in ambienti parlamentari di Palazzo Madama, si potrebbe correre il rischio di un ulteriore rinvio. Il successivo provvedimento all’ordine del giorno è la riforma del cinema che il ministro Dario Franceschini vorrebbe vedere approvata in tempi rapidi, prima della legge di Stabilità. E in caso di esame “troppo lungo” del ddl penale c’è anche la possibilità che si arrivi a un’inversione dell’ordine del giorno per fare prima la riforma del cinema e poi quella penale. Eventualità questa che Orlando (che secondo alcuni Dem ben informati “starebbe ancora tentando di digerire” di essere stato “bypassato” sulle pensioni dei magistrati) starebbe cercando di scongiurare. Non scartando l’ipotesi della fiducia. Il Consiglio dei ministri potrebbe autorizzare la richiesta di tale voto pur non essendoci certezza che verrà usata o meno.

Orlando guarderebbe con favore alla fiducia anche per evitare le “decine di voti segreti” previsti nell’esame dei circa 400
emendamenti presentati. Mentre Renzi e il ministro Maria Elena Boschi nutrirebbero perplessità. “Sia ben chiaro – aveva commentato il senatore di FI Francesco Nitto Palma – che se dovessero mettere la fiducia, lo farebbero solo perché temono le proposte di modifica presentate da uno dei relatori del Pd. Da parte delle opposizioni, infatti, non c’è alcun ostruzionismo. Noi abbiamo presentato appena una trentina di emendamenti per i quali al massimo potrebbero esserci due voti segreti. Quindi chiederebbero il voto di fiducia contro la loro stessa maggioranza…”. Le proposte di modifica presentate nei giorni scorsi dal relatore Felice Cassonsia per interrompere definitivamente i tempi di prescrizione con la sentenza di primo grado, sia per tutelare le vittime dell’amiantoe dei grandi disastri ambientali mietono sempre più consensi trasversali. Ma quella di ricorrere alla fiducia potrebbe non essere l’unica novità per i prossimi giorni. Sempre secondo quanto si apprende, il governo starebbe mettendo a punto altri due emendamenti su temi diversi da prescrizione e intercettazioni, uno dei quali potrebbe riguardare i processi contro la criminalità organizzata. Che poi si dovrebbe avere il tempo però di subemendare. Ma anche su questo, si precisava nella maggioranza, “non è stata presa alcuna decisione definitiva. Se ne sta parlando”. Il gruppo dei verdiniani di Ala, con Ciro Falanga, intanto avvertiva: “Noi la fiducia sulla riforma del processo penale non la votiamo”. “Ma tanto loro – ribattevano i senatori del Pd – avrebbero comunque votato contro il ddl così come hanno fatto in commissione”.

grasso-675

http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/09/17/prescrizione-pietro-grasso-credo-sia-arrivato-il-tempo-di-fare-un-passo-avanti/3040252/

 

(Visited 7 times, 1 visits today)